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lunedì 30 luglio 2012

'NDRANGHETA. Fallimento Gdm: indagato l’imprenditore Carlo Montesano

REGGIO CALABRIA. Il Gico della Guardia di finanza sta eseguendo 13 perquisizioni in città e a Milano nell'ambito di un'inchiesta della Dda reggina sui rapporti 'ndrangheta-economia e, in particolare, sul fallimento della società Gdm dell'imprenditore Carlo Montesano, indagato insieme all'ex direttore operativo Multiservizi, Pino Rechichi ed altre tre persone. Montesano e Rechichi sono indagati per bancarotta concordataria, favoreggiamento reale e intestazione fittizia di beni aggravati dalle modalità mafiose. L'inchiesta, secondo quanto si è appreso, ha subito un'accelerazione dopo i sequestri effettuati nell'ambito dell'inchiesta sulla Lega Nord nello studio di consulenza Mgim di via Durini a Milano dell'ex appartenente ai Nar Lino Guaglianone ed in cui lavorava il consulente Bruno Mafrici, indagato nell'inchiesta sulla Lega. Dalle indagini sarebbe emerso che anche gli affari di Montesano sarebbero stati curati dallo studio Mgim. Rechici, condannato in primo grado a 16 anni di reclusione per associazione mafiosa e ritenuto organico alla cosca Tegano, è il proprietario, tramite la società Sica, di un immobile nel quale si trova uno dei più grandi supermercati della Gdm. E proprio la Gdm e la Sica sono al centro dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Lombardo che ha disposto le perquisizioni, una delle quali è stata compiuta nello studio milanese di Montesano, attivo nel settore alberghiero e della grande distribuzione, che si trova proprio in via Durini, a poca distanza dagli uffici della Mgim. Dall'inchiesta sarebbero emersi passaggi poco chiari di denaro nel corso delle procedure fallimentari della Gdm in corso davanti al Tribunale di Milano. Incrociare i dati raccolti nel corso della perquisizione fatta nei mesi scorsi nello studio Mgim di via Durini a Milano nell'ambito dell'inchiesta sulla Lega Nord e quelli ottenuti con le perquisizioni di oggi. E' il primo obiettivo della Dda di Reggio Calabria che ritiene di poter ottenere elementi importanti per il prosieguo delle indagini. Il filone investigativo che ha portato alle perquisizioni di oggi interagisce con altre inchieste coordinate dal sostituto procuratore della Dda reggina Giuseppe Lombardo ed in particolare con quella sulla Lega Nord, anche se si tratta di procedimenti diversi. Tuttavia, anche al centro dell'inchiesta sul fallimento della Gdm c'è lo studio di consulenza Mgim di via Durini a Milano che, secondo gli investigatori, gestisce gli affari di decine e decine di società per centinaia di milioni di euro. E tra queste vi era anche la Gdm. L'inchiesta punta anche a chiarire quali fossero i reali rapporti tra l'imprenditore Carlo Montesano e Pino Rechichi e, soprattutto, se dietro i capitali della società Gdm vi possa essere la cosca reggina della 'ndrangheta dei Tegano. L'ipotesi su cui lavora Lombardo e gli uomini del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Reggio Calabria è che il fallimento della Gdm sia stato pilotato al fine di sottrarre i beni alle pretese dei creditori e salvaguardarlo nella disponibilità della cosca. Oltre a Montesano e Rechichi, nell'inchiesta risultano indagati alcuni professionisti che avrebbero reso possibile, con il loro operare, l'intestazione fittizia di beni da sottrarre dal fallimento. Dichiarazioni, definite ''importanti'' in ambienti vicini all'inchiesta, sono venute da soggetti interni al gruppo Montesano.
(Ansa)

CINQUEFRONDI. Omicidio Fossari: movente passionale arrestato il fratello di una donna con cui la vittima aveva una relazione

CINQUEFRONDI. Alle prime luci dell’alba, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Polistena e della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria ha eseguito l’“ordinanza di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere”, emessa lo scorso 28 luglio dal gip presso il Tribunale di Palmi, Paolo Ramondino, nei confronti di  Giuseppe Bruzzese, 20 anni, del luogo.
Giuseppe Bruzzese
La richiesta cautelare è stata avanzata dal sostituto procuratore di Palmi, Francesco Frettoni, che ha coordinato le indagini, in seguito alle quali a Bruzzese è stato contestato l’omicidio premeditato, in concorso con altri (allo stato non identificati), di Francesco Fossari, classe 1968.  Inoltre lo stesso è indagato per per avere detenuto e portato in luogo pubblico, illegalmente, in concorso con altri (allo stato in corso di identificazione), le pistole utilizzate per commettere l’omicidio. La vicenda risale al 2 agosto dello scorso anno, quando intorno alle ore 14:10, a seguito di segnalazione pervenuta al Commissariato di Polistena, personale dipendente in servizio di Volante intervenne a Melicucco, in via Maggiore medico Romano, dove si trovava riverso per terra il corpo esanime di un uomo, successivamente identificato per Fossari. Secondo la ricostruzione fatta dagli uomini della Polizia di Stato, l’auto su cui viaggiavano Giuseppe Bruzzese e il suo complice non ancora identificato, incrociò la macchina del Fossari all’altezza del cimitero di Melicucco alle ore 14. Qui la vittima designata, invitato ad uscire dal mezzo, venne freddato da distanza ravvicinata con una pluralità di colpi di diverso calibro (9x21 e 7.65), diretti al capo e al torace ed indicativi di una inequivocabile volontà omicida. Gli accertamenti svolti in merito al feroce fatto delittuoso hanno permesso di inquadrare l’omicidio nell’ambito della relazione extraconiugale che la vittima intratteneva, da anni, con la sorella dell’arrestato. Sembrerebbe trattarsi, pertanto, di un delitto passionale dettato da risentimenti familiari e maturato con la complicità morale e materiale di più soggetti legati alla famiglia Bruzzese. L’impianto accusatorio oltre a reggersi saldamente su prove materiali, quali registrazioni di impianti di video sorveglianza e intercettazioni, trova conferma anche in numerose incongruenze nelle dichiarazioni rilasciate agli inquirenti dai vari personaggi della vicenda, nonché in goffi e vani tentativi di depistaggio da questi attuati nel corso delle indagini. Terminate le formalità di rito, Giuseppe Bruzzese è stato tradotto presso la Casa circondariale di Palmi, dove è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

LOCRI. Operazione antidroga dei carabinieri: quattro arresti nella Locride

Alessandro Agostino,  Daniele Capogreco,  Rocco Femia, Rocco Musolino
LOCRI. I carabinieri della locale Compagnia hanno eseguito stamani 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere e una agli arresti domiciliari emesse dal gip Caterina Capitò, su richiesta del sostituto procuratore Rosanna Sgueglia, nei confronti di Daniele Capogreco, 22 anni, Alessandro Agostino, 27 anni, Rocco Femia, 23 anni, Nicola Pignatelli, 41 anni e Rocco Musolino, 37 anni, ritenuti responsabili a vario titolo di violazioni della normativa sugli stupefacenti. L’indagine denominata “Giardinetti” ha avuto inizio a seguito del rinvenimento di un involucro contenente 20 grammi di cocaina occultato in una fessura della parete di un’abitazione abbandonata nei pressi del municipio di Locri e del giardino comunale, luogo di ritrovo di molti ragazzi in giovane età. L’attività tecnico-investigativa posta in essere dai militari dell’Arma al fine di individuare i responsabili dell’attività di spaccio, permetteva di definire un nitido quadro indiziario relativo alla commissione di specifiche condotte delittuose, da parte degli indagati, che venivano cristallizzate dalle intercettazioni telefoniche e supportate anche da sistemi di radiolocalizzazione satellitare, nonché la testimonianza di alcuni tossicodipendenti, esasperati dalle continue ed insistenti offerte di stupefacente. Emergeva come gli indagati Capogreco e Musolino si rifornissero quasi quotidianamente di stupefacenti dai propri spacciatori “di fiducia”, tra i quali Agostino, Femia e Pignatelli, per venderla a vari assuntori e ricavarne le dosi. Da alcune intercettazioni emergevano inoltre i consigli dispensati da un indagato ad alcuni amici, anch’essi iscritti al Sert, su come eludere i controlli tossicologici, spiegando dettagliatamente come sostituire in sede di analisi, le urine con del tè, affinché dagli esiti delle stesse non risultasse la positività agli stupefacenti. A riscontro dell’intera attività d’indagine, nel corso della stessa, venivano effettuati alcuni arresti in flagranza di reato tra cui quello di un giovane che, nonostante fosse sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, veniva trovato in possesso di numerose dosi di stupefacente del tipo “cocaina”, tutte singolarmente confezionate e pronte per la vendita nonché un bilancino di precisione. L’attività si concludeva con l’emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere e una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Ancora da ricercare resta Pignatelli, latitante dal 13 aprile del 2011 poiché colpito da altre due ordinanze di custodia cutelare in carecere emesse rispettivamente dal Gip Dda presso il Tribunale di Reggio Calabria, nell’ambito dell’operazione “Circolo formato”, per associazione a delinquere di tipo mafioso e dal gip presso il Tribunale di Locri per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti.

TARANTO. E’ siciliana Miss Progress Italia 2012

TARANTO. Sarà la giovanissima modicana Esterina Rumè a rappresentare l’Italia alla finale mondiale di Wuhan, in Cina, dal 17 settembre al 9 ottobre. A “vestirla” provvederà lo stilista catanese Marco Strano. Decine i giornalisti presenti alla conferenza stampa. Compirà 18 anni pochi giorni prima della partenza per la Cina e, quando Giusy Nobile, presidente dell’Associazione Culturale In Progress, le ha telefonato per darle la notizia che era proprio lei Miss Progress Italia 2012, non credeva alle sue orecchie. “Non avrei mai pensato che sarei stata proprio io la prescelta – dice, entusiasta, Esterina Rumè – e sono curiosissima di conoscere la Cina e le altre concorrenti. Chissà di quale parte del mondo sarà la mia compagna di camera!”. 
Esterina Rumè
Ester, studentessa di socio-pedagogia, è stata scelta tra le oltre cinquanta finaliste dell’edizione italiana di Miss Mondo grazie alla partnership tra il sodalizio di San Giorgio Ionico e i coniugi Marzano, che organizzano la storica kermesse. “Oltre alla sua indiscutibile bellezza – dice Giuseppe Borrillo, direttore del concorso – Esterina si è contraddistinta per il suo splendido carattere e per quella giusta dose di determinazione che completano il profilo ideale di colei che deve incarnare lo spirito di Miss Progress in un evento di portata mondiale”. A sottolineare l’avvenenza di Miss Progress Italia 2012 provvederà Marco Strano, eclettico stilista catanese che le fornirà l’abito della finale e altre sue creazioni. “Mi piace essere definito creatore di moda e design – dichiara Marco – perché appartengo alla schiera degli stilisti-artisti concettuali. I miei vestiti sono sempre realizzati  con più tipi di tessuto perché un abito deve essere una vera e propria miscela di elementi scelti sulla base della personalità di chi li indossa”. Per la serata dedicata ai costumi nazionali, la nostra giovane Ambasciatrice del Progresso indosserà un costume fornito dalla Compagnia del Piccolo Teatro di Modica, sulla cui collaborazione gli organizzatori hanno potuto contare grazie all’interessamento della dottoressa Anna Sammito, assessore alla Cultura della splendida cittadina del ragusano dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Com’è noto, l’evento ideato dall’Associazione Culturale In Progress, quest’anno si svolgerà a Wuhan, megalopoli di dieci milioni di abitanti e capitale della provincia Cinese di Hubei, dal 19 Settembre al 9 Ottobre che per la prima volta ospita un evento internazionale dedicato a Cultura e bellezza che coinciderà con il Wuhan Tourism International Festival al quale sono attesi anche i rappresentanti delle municipalità di Roma e Torino nonché alcuni tour operator italiani interessati ad includere l’operosa metropoli e la sua provincia nei loro tour dedicati alla scoperta dell’immensa Cina. I partner cinesi della Superway Info.com di Bell Zhong hanno scelto l’elegante Soluxe Hotel di Wuhan per accogliere la conferenza stampa di presentazione e le decine di giornalisti che hanno dato vita ad un vivace dibattito. 
Al tavolo dei relatori sedevano Hu Dan, presidente della Hubei Provincial Cultural Industry Association, Giusy Nobile e Giuseppe Borrillo in rappresentanza del sodalizio tarantino, Christine Huang, titolare della taiwanese Golden International e Dian Biemans, in rappresentanza delle concorrenti che avevano partecipato alla prima edizione dell’evento, svoltosi in Puglia a settembre del 2010.

GEMONA. Arriva la Coppa delle Regioni di parapendio

GEMONA (UD). Due importanti eventi si alternano nei cieli del Friuli: dopo il campionato di deltaplano, arriva la Coppa delle Regioni di parapendio, finale di tutte le competizioni regionali. Sarà ospitata a Gemona dal 3 al 5 agosto ed organizzata dallo staff di Volo Libero Friuli in collaborazione con le associazioni Ali Libere Gemona, Centro Friulano Parapendio e Into The Wild. E' prevista la partecipazione da ogni parte d'Italia fino ad un massimo di 110 piloti secondo le classifiche nazionali di merito dello scorso anno. Il centro operativo della competizione è posto presso l'Hotel da Willy, l'atterraggio ufficiale in località Orvenco nel comune di Artegna. Come decollo ufficiale della manifestazione è stato scelto quello sul monte Cuarnan, sopra Gemona a quota 1180 msl, un ampio prato con un'incantevole vista su tutta la piana friulana, e da dove i piloti spiccheranno il volo in un comprensorio dal fascino straordinario. Secondo le condizioni meteo, il direttore di gara Matteo Di Brina potrà scegliere percorsi di gara praticamente in ogni direzione per chilometri di avventura su paesaggi mozzafiato. L'attività termica e l'ottima esposizione ai venti di questo sito di volo in recenti competizioni hanno consentito di superare i 70 km di tracciato. Il programma prevede un primo giorno d'ambientamento e due di gara, sabato e domenica, con premiazioni al termine. Il fine settimana propone ad ospiti e piloti la rievocazione storica "Tempus Est Jocondum", teatro naturale il centro storico di Gemona, dove il pubblico sarà coinvolto in animazioni e giochi in un'atmosfera fuori dal tempo alla luce di torce e fiaccole, mentre nelle taverne gli osti serviranno menù medievali. Bandita severamente la plastica in piena sintonia con lo spirito della festa. A proposito del campionato nazionale di deltaplano, l'altro mezzo che insieme al parapendio costituisce la disciplina di volo libero, cioè senza motore, questo si è appena concluso con 80 piloti in volo nei cieli di Carnia. Dopo una settimana di gare l'alto atesino Alessandro Ploner, già campione del mondo in carica, ha scalzato dal titolo il corregionale Anton Moroder, lasciando alle spalle il trentino Christian Ciech ed il parmigiano Filippo Oppici. La classifica assoluta registra la vittoria dell'austriaco Manfred Ruhmer che, come numerosi altri piloti stranieri, ha potuto partecipare grazie alla formula open prevista dal regolamento.
Gustavo Vitali
ufficio stampa Federazione italiana volo libero

MESSINA. Alla rievocazione storica i prestigiosi velieri “Palinuro” e “Kaptan Yilmaz”

MESSINA. Tutto pronto ormai per la quarta edizione della “rievocazione dello sbarco a Messina di don Giovanni d’Austria e saluto del Senato”, evento di alta rilevanza promosso anche quest’anno dall’Associazione culturale “Aurora” insieme alla “Marco Polo System” di Venezia, con la partecipazione del Comune di Messina e della Provincia Regionale di Messina, e il patrocinio della Marina Militare Italiana. La manifestazione vedrà quest’anno la partecipazione di due navi a vela che, simbolicamente, insieme agli attori e ai figuranti, rievocheranno lo storico evento che vide nel 1571 il porto di Messina quale punto di raccolta per le centinaia di navi, marinai e soldati dell’imponente flotta cristiana della Lega Santa. Si tratta della nave “Palinuro” e del caicco “Kaptan Yilmaz”. La “Palinuro” attuale fu varata nel 1934 nei Cantieri Navali di Nantes in Francia, con il nome di "Commandant Louis Richard". Dalla sua origine e fino all’inizio del secondo conflitto mondiale la nave, di proprietà di una società privata francese, fu destinata al ricco commercio del trasporto e della pesca del merluzzo nei Banchi di Terranova. Al termine del secondo conflitto mondiale la Marina Militare Italiana, a seguito della perdita della nave scuola Cristoforo Colombo (nave gemella dell'Amerigo Vespucci), decise di mantenere l'esperienza di vita e marinaresca che da decenni si persevera sui velieri quale base dell'addestramento dei propri equipaggi. Nel 1950 la Nave Palinuro fu acquistata dalla Marina Militare Italiana e, sottoposta a una serie di lavori nell'Arsenale della Spezia, entrò in servizio quale Nave Scuola il 16 luglio 1955. E’ una "Nave Goletta", armata con tre alberi più un albero di bompresso. L’albero di trinchetto è a vele quadre mentre quelli di maestra e mezzana sono a vele auriche ed il bompresso è armato con i fiocchi. La superficie velica complessiva è di circa 1.000 mq. Ha effettuato numerose Campagne Addestrative, toccando la maggior parte dei porti del Mediterraneo e del Nord Europa, prendendo parte ai più prestigiosi raduni di imbarcazioni e navi d’epoca e alle regate delle “Tall ships” (così denominate per la loro caratteristica altezza degli alberi). Il Kaptan Yilmaz è un caicco turco di proprietà della società “Marvero”. Tali imbarcazioni, un tempo adibite alla pesca e al trasporto merci, oggi vengono utilizzate per comodissime navigazioni da diporto. La motobarca è costruita interamente in legno e, grazie alle sue generose forme caratteristiche, è dotata di ampi spazi interni ed esterni. Costruito nel 1995 a Bodrum è un due alberi, dalla lunghezza di 26 metri, completamente rimodernato nel 2003. La società ha aderito con entusiasmo all’iniziativa culturale che, per il quarto anno consecutivo, caratterizzerà l’agosto messinese. Numerose le attività in programma quest’anno il cui svolgimento è previsto nei giorni 2, 3, 4, e 5 agosto 2012. Un convegno di studi sul tema “Messina sulle rotte dei mercanti e delle spedizioni militari al tempo di Lepanto”. L’ormai consueta rievocazione, evento centrale della manifestazione, con le innovazioni di alto contenuto storico, quali, per citarne alcune, l’impiego della carrozza senatoria, il corteo con figuranti in uniforme storica, tamburi e sbandieratori, e l’interpretazione di personaggi di rilievo (stradigò, senatori, arcivescovo). La realizzazione di una mostra storico-fotografica a bordo della “Palinuro”. La posa di due targhe marmoree a cura della Malta Academy Onlus – Fondazione “Donna Maria Marullo di Condojanni” e l’inaugurazione di un’edicola votiva da parte della comunità ellenica di Messina. La Regata Velica “Don Giovanni d’Austria – Trofeo città di Messina” organizzata dalla Sezione di Messina della Lega Navale Italiana in collaborazione con i circoli velici. Il calendario della manifestazione sarà presentato nell’ambito di una conferenza stampa che avrà luogo il 3 agosto 2012 a bordo della Nave “Palinuro”. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet dedicato alla manifestazione all’indirizzo www.sullerottedilepanto.it .

sabato 28 luglio 2012

REGGIO CALABRIA. Il comandante Angelosanto si accomiata da Città e Provincia

REGGIO CALABRIA. Dopo circa tre anni di permanenza al vertice del Comando provinciale reggino, il colonnello Pasquale Angelosanto (promosso generale di brigata) è stato trasferito nella Capitale dove andrà a ricoprire, già da lunedì, il presigioso incarico di vice comandante del Reparto operativo speciale. Stamani, visibilmente emozionato, l’alto ufficiale dell’Arma, ha incontrato i rappresentanti degli organi d’informazione per il saluto di commiato. Nel corso della conferenza stampa, Pasquale Angelosanto ha salutato la Città e la Provincia.
“Lascio l’incarico ricoperto e saluto la mia città da cittadino perché io e la mia famiglia siamo residenti da tre anni in questa città” - ha detto Angelosanto. Nel corso dell’incontro, l'ufficiale ha anche illustrato le principali operazioni condotte nel corso della sua permanenza in riva allo Stretto ed ha consegnato ai presenti un documento nel quale sono state raccolte le sintesi delle principali attività. Pasquale Angelosanto sarà sostituito dal colonnello Lorenzo Falferi, già comandate del Reparto operativo di Milano. Al successore, Angelosanto ha augurato un buon lavoro.

REGGIO CALABRIA. Accusato di violenza sessuale finisce ai domiciliari

REGGIO CALABRIA. Un giovane incensurato reggino, C. R., 25 anni, ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale e lesioni aggravate, nei confronti di una ragazza è stato tratto in arresto ieri da personale della Squadra mobile, al termine di una delicata attività investigativa, condotta dalla III Sezione - Reati contro la persona, in danno di minori e reati sessuali. I poliziotti, infatti, hanno notificato all’interessato l’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale. In particolare, l’arrestato, dopo aver incontrato occasionalmente, in un locale reggino, la vittima, con la quale aveva avuto, in passato, una relazione sentimentale, l’ha convinta ad accettare l’invito di accompagnarla a casa, con la scusa di aver bisogno di parlarle. Carpita la buona fede della giovane, C. R., avrebbe fermato la macchina in un luogo appartato della città e si sarebbe lanciato verso la giovane cercando di avere una rapporto sessuale con la stessa, non riuscendo nell’intento per la forte opposizione della vittima. La donna, riuscita a divincolarsi dall’aggressore, ha chiesto l’intervento del Soccorso pubblico di emergenza 113. Il rapido arrivo, sul posto, del personale della Polstato, ha scongiurato la possibilità che la situazione potesse aggravarsi. La vittima, agli occhi degli agenti, si presentava in evidente stato di shock e segnata da diversi traumi contusivi. La successiva attività di indagine, ha consentito di acquisire forti elementi indiziari contro il presunto responsabile. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto agli arresti domiciliari, presso la propria abitazione, a disposizione della Autorità giudiziaria.

REGGIO CALABRIA. Rangers d’Italia diffamati si rivolgono alle autorità

REGGIO CALABRIA. I Rangers d’Italia si rivolgono alle autorità per tramite del capo nucleo della Delegazione di Bianco Antonio Pollifrone e del capo nucleo della Sezione reggina Natale Valore, rappresentano che è stato dato avviso alla Prefettura, alla Questura, ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, Polizia di Stato, alla Polizia provinciale, ai Comuni, ecc. che è incessante la divulgazione di notizie non veritiere ed assolutamente diffamanti riguardanti la posizione giuridica dell’Associazione che rappresentano. Risulta infatti che persona nella sua impropria ed illegittima posizione, si sia rivolta a numerose autorità del luogo al fine di rimarcare che l’Associazione Rangers d’Italia è stata dichiarata estinta con decreto del Prefetto di Padova n.13829/2012 del 14 maggio 2012, creando, in tal modo notevole nocumento all’attività di volontariato prestata da parte dell’Associazione stessa. A tal proposito, infatti, si precisa che se è pur vero che la personalità giuridica dell’associazione sia stata dichiarata estinta è anche vero che, a tutt’oggi, non è stata ultimata la procedura di estinzione dell’ente che prevede la posa in liquidazione da parte del Tribunale; ciò pertanto, non fa venir meno la prosecuzione di tutte quelle attività che sono state poste in essere prima della dichiarazione di estinzione, poiché le stesse rientrano nell’ordinaria amministrazione dell’Ente. Ad ogni buon fine si rende noto che l’Associazione pur essendo stata cancellata dal Registro delle persone giuridiche e pur perdendo la personalità giuridica, potrà esistere come associazione non riconosciuta e continuare nelle proprie attività. A ciò si aggiunga il fatto che, a seguito dell’emanazione del decreto del Prefetto di Padova n.13829 del 14 maggio 2012, l’Ufficio di Presidenza nazionale dell’Associazione Rangers d’Italia ha assunto ogni iniziativa legale sia dinanzi alla Prefettura sia dinanzi al Tar del Veneto al fine di far valere l’infondatezza e l’illegittimità del provvedimento di estinzione e, dunque, tutelare la posizione dell’associazione stessa. Pertanto la diffusione impropria di notizie dimostra che trattasi di iniziativa infamante e volta solo ed esclusivamente a mettere in cattiva luce l’associazione. Tali gesti dimostrano cattiveria e disprezzo di chi trova gusto ad intralciare volutamente l’attività di volontariato ad esclusivo danno della popolazione. Di tali comportamenti verranno investite le autorità giudiziarie competenti con riserva di ogni azione legale a tutela dei Rangers d’Italia. Per tali motivi il capo nucleo di Bianco Antonio Pollifrone e il capo nucleo di Reggio Natale Valore, invitano le autorità preposte e quanti interessati a volere diffidare di tutto quanto viene loro asserito da terzi estranei in ordine alla questione, tenendo conto che l’estinzione dell’Associazione Rangers d’Italia non comporta la decadenza della sua attività di volontariato, come si vorrebbe far credere, poiché la stessa può proseguire in tutti i rapporti che possano rientrare nell’ordinaria amministrazione. I Ranges d’Italia “trovano la loro insita collocazione nel quadro generale delle attività promosse per la salvaguardia della natura e per la protezione civile”. Principi e scopi ai quali tutti gli associati sono devoti. “I suoi membri, infatti, presentando quale loro peculiare connotazione una particolare sensibilità verso il patrimonio naturale e sua conservazione, nonché uno spiccato senso sociale, ed ispirando altresì la loro opera al più chiaro e disinteressato volontarismo, si propongono, quali strumenti ideali, al conseguimento di quelle che sono le finalità e gli obiettivi fondamentali dell’Ente: la salvaguardia dell’ambiente naturale e la difesa ecologica, nonché la protezione civile”.

REGGIO CALABRIA. Aggredì un uomo per gelosia: arrestato dall’Upgsp

REGGIO CALABRIA. Prosegue l’attività dell’Upgsp nel quadro della complessiva intensificazione dei servizi di controllo del territorio disposti dal questore Guido Nicolò Longo, volti anche a fronteggiare in maniera incisiva episodi di violenza domestica. Ieri sera, personale delle Volanti dirette dal commissario capo Giuseppe Giliberti, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere a carico di Domenico Brancati, 30 anni, emessa dal gip del Tribunale per tentato omicidio. Lo scorso mese di gennaio, spiegano gli investigatori, Brancati aveva violentemente aggredito un uomo che riteneva intrattenere una relazione clandestina con la propria compagna, colpendolo violentemente con una pietra e provocandogli un trauma cranico e contusioni varie senza drammatiche conseguenze solo perché la vittima era riuscita ad allontanarsi ed a richiamare l’attenzione degli operatori della volante prontamente intervenuti. Sul posto gli agenti avevano effettivamente constatata la brutale aggressione subita dall’uomo e, sulla base delle testimonianze raccolte, ricostruito la dinamica dell’accaduto. Per risalire alle motivazioni che avevano determinato l’insano gesto, la competente Autorità giudiziaria aveva avviava accurati approfondimenti delegati all’Upgsp e alla Divisione anticrimine della Questura. A conclusione dell’attività d’indagine è stata disposta per Domenico Brancati la misura cautelare.

MESSINA. Grande attesa per la rievocazione dello storico sbarco

MESSINA. Si avvicina la quarta edizione della “rievocazione dello sbarco a Messina di don Giovanni d’Austria e saluto del Senato”, evento di alta rilevanza promosso anche quest’anno dall’Associazione culturale “Aurora” insieme alla “Marco Polo System” di Venezia in collaborazione con il Comune di Messina e la Provincia Regionale di Messina e il Patrocinio della Marina Militare Italiana. Di rilievo l’entusiasmante adesione alla manifestazione culturale, che ormai, di buon grado, caratterizza il calendario turistico dell’agosto messinese, da parte dell’Associazione storico culturale “Compagnia d’Armi rinascimentale della Stella” (Messina), del Gruppo “Arte e costumi marinesi” (Marino Laziale), del Gruppo siciliano rievocazioni storiche “La Corte di Aragona” (Catania), del Comune di Nicosia (Enna) e dell’Associazione “Carrozze Storiche” Molonia (Messina). L’Associazione storico culturale “Compagnia d’Armi rinascimentale della Stella” nasce in Messina il 9 maggio 2011 con finalità rivolte alla ricerca, allo studio e alla valorizzazione del patrimonio storico culturale nonché alla partecipazione a rievocazioni storiche. Il presidente Giuseppe Amato, tramite un’attenta ricerca sugli stili, i materiali e le abitudini di un tempo, realizza le armi e le armature, confeziona gli abiti d’epoca e cura tutti i piccoli dettagli affinché siano il più realistici e fedeli agli originali. Per la manifestazione garantiranno la presenza dei figuranti in costumi d’epoca.
Il Gruppo “Arte e costumi marinesi”, sorto a Marino Laziale nel 1993 per iniziativa di alcune signore particolarmente versate nel campo della moda e dell'alta sartorialità, si è imposto ben presto all'attenzione della cittadinanza per la creazione e la diretta confezione della costumistica rinascimentale utilizzata nel quadro dei festeggiamenti della Sagra dell'Uva per la rievocazione del ritorno trionfale a Palazzo dell' illustre concittadino Marcantonio II Colonna, vincitore di Lepanto. Parteciperanno alla manifestazione con figuranti in costumi d’epoca. L’associazione “ La Corte d’Aragona – Gruppo Siciliano di Rievocazione Storica”, con sede sociale in Catania, di recentissima costituzione, si impegna a “promuovere la cultura della Rievocazione Storica” in ogni ambito istituzionale, a tutelare e incentivare le attività artigianali storiche e tradizionali, impiegandole per quanto possibile nelle rievocazioni storiche, anche con la realizzazione di abiti d’epoca, allestimenti scenografici e attrezzeria. Prenderà parte alla rievocazione con Sbandieratori e Musici (tamburi e chiarine). Il Comune di Nicosia (Enna) fornirà due figuranti in costumi d’epoca che rappresenteranno i medici (Marcello Capra e Giuseppe Fontana), originari di Nicosia, al seguito della flotta cristiana a Lepanto. L’Associazione “Carrozze storiche” Molonia ha messo a disposizione una carrozza, restaurata, che nel corso della rievocazione del 4 agosto 2012 rappresenterà quella senatori.

BAGNARA. Annullato l'incontro-tematico su Lucio Battisti

BAGNARA CALABRA. L'Associazione Culturale “Fenice dello Stretto” comunica che, per improvvisi ed improrogabili impegni di alcuni dei relatori, l'incontro tematico “Un canto umanamente libero: omaggio a Lucio Battisti, previsto per domenica 29 luglio, è stato rimandato a data da destinarsi. La direzione del sodalizio si scusa con il pubblico per gli eventuali disagi causati dall'annullamento dell'evento.

MELITO PORTO SALVO. Quattro importanti appuntamenti con i Borghi Solidali

MELITO PORTO SALVO. "R'Estate nei Borghi Solidali" è il programma estivo dell'Agenzia e dal 23 luglio scorso i Borghi sono anche felici per il No alla Centrale che è stato ribadito dal Consiglio Regionale della Calabria, unendosi ai numerosi No del territorio. Quattro le date importanti organizzate per l'ultima settimana di luglio, che interesseranno Saline Joniche e Pentedattilo, a rimarcare l'impegno di questi territori nel recupero e nella valorizzazione delle tradizioni popolari e di folklore quale risorsa importante, culturale ed anche economica, di ogni popolo per comprendere il presente partendo dal passato, senza più temere il futuro minacciato dal violento progetto di costruzione della centrale a carbone. Ieri sera, si è svolto il concerto dei Legatura presso la piazza della Chiesa a Saline Joniche, realizzato in collaborazione con il Coordinamento No Carbone. Oggi, invece, a partire dalle 18.30 il Borgo Antico di Pentedattilo sarà animato dai racconti di Riccardo Consoli che, durante il consolidato appuntamento de “Il Sabato Letterario” anticiperà l'uscita del proprio libro "Archeologia a Pentedattilo. La storia raccontata dai ruderi Castello' a presentazione di Roberto Laruffa. Quindi grande attesa per lunedì, sempre a Pentedattilo, dove dalle 18 in poi parte il primo seminario di scrittura creativa tenuto da Emanuele Milasi, ed in cui si svolgerà anche la premiazione della prima edizione del concorso letterario "C'era una volta...i luoghi", con la lettura dei testi premiati in collaborazione di Officine Jonike. I vincitori sono stati pubblicati sul sito www.borghisolidali.it. Il 1° premio verrà assegnato a “La salita” di Elisabetta Viti che ha avuto la meglio di “Vuoti d'enclave” di Isidoro Malvarosa. Terzo posto ad ex aequo per “Cippittanau” di Mariangela Costantino e “Il biondino di Parigi” di Maurizio Polimeni. Segue l'immancabile degustazione di prodotti tipici. Il 31 luglio, infine, alle 19 parte il Seminario "Un approccio naturalistico al rapporto Uomo-Suono" a cura di Angela Spagna. Performance musicale di Francesco Stilo Cagliostro e gli Alchimia. L’evento, realizzato in collaborazione con il Museo dello Strumento Musicale, si svolgerà sulla Scalinata Santa Barbara nel Borgo Antico delle Cinque Dita. Da segnalare anche che giorno 30 luglio prenderà il via il primo Campo Estivo dei Borghi Solidali a San Pantaleone di San Lorenzo. Si tratta della prima esperienza in tal senso organizzata nel Comune di San Lorenzo, che segna l'avanzamento per fasi del progetto Borghi Solidali, a fronte di un percorso ambizioso che vuole affrancare il territorio dall'assistenza esterna.

BAGNARA. Tutto pronto per la 47ª edizione del Gran Galà del Pesce Spada

BAGNARA CALABRA. Dal 1 al 5 agosto si terrà, presso piazza Matteotti, la 47ª edizione del Gran Galà del Pesce Spada. La manifestazione gastronomica è organizzata dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale e, per la prima volta, trova la partnership organizzativa della Progetto 5 di Santo Frascati. Celebrazione di una tra le più antiche tradizioni marinare del territorio - la pesca e la degustazione del pescespada, il Gran Galà è un rito che si perpetua dal 1965 e, negli anni, è cresciuto diventando l’Evento dell’estate Bagnarese: oltre 4mila visitatori per edizione assaporano il prelibato pescato di giornata e, con l’occasione, scoprono Bagnara e il suo immenso patrimonio storico-culturale. Il Gran Galà di Bagnara, inoltre, è un evento di indubbio valore turistico-culturale che rende omaggio alla gente di Bagnara con specialità gastronomiche, musica, animazione e tante attività collaterali: Village Commerciale, Sfilate di abbigliamento e di automobili, Talk show, esibizioni folk, concerti e tanto altro. Biglietti per la degustazione sono acquistabili direttamente presso la sede della Pro Loco.

REGGIO CALABRIA. Nel weekend doppio appuntamento al Cartella

REGGIO CALABRIA. Doppio appuntamento di fine luglio al c.s.o.a. Angelina Cartella. Oggi dalle ore 21.30, si esibiranno all’anfiteatro del Parco Cartella di Gallico Marina, i “22esimo Quartiere & Soggettinetti” di Messina, trio hip hop militante formatosi nel 2007, seguiti dalla band galiziana “Chotokoeu” che ha scelto il Cartella quale tappa del loro tour europeo, per sostenere la campagna di ricostruzione “Io sto con il Cartella”. Domani invece, dalle ore 18 al Parco Cartella, il consueto appuntamento con la Fiera della Decrescita, organizzata ogni ultima domenica del mese dal centro sociale insieme al Gas – Gruppo d’Acquisto Solidale “Felce e Mirtillo”. La Fiera si chiuderà con il concerto di Francesco Stilo Cagliostro e l’Alchimia. Durante la giornata sarà ricordato l’amico e compagno Ciccio Svelo, scomparso un anno fa nella notte tra il 28 e il 29 luglio a Villa San Giuseppe.

BAGNARA Inaugurata la mostra dei marmi artistici di Carmelo Zoccali

BAGNARA CALABRA. È stata inaugurata giovedì, presso la hall del Grand Hotel Victoria, la mostra "Sculptura... in fieri – I marmi artistici di Carmelo Zaoccali", promossa dall'Associazione Culturale "Le Muse" in collaborazione con l'Associazione Culturale "Fenice dello Stretto" e con il patrocinio del Comune. Nel corso dell'inaugurazione sono intervenuti Salvatore Bellantone (socio "Fenice dello Stretto"), Cesare Zappia (sindaco di Bagnara Calabra), architetto Adele Canale (vice presidente "Le muse"), professor Giuseppe Livoti (presidente "Le muse"), Mimmo Fadani (poeta e artista) e Carmelo Zoccali (autore delle opere esposte). Lo scopo della mostra è stato quello di valorizzare gli stupendi capolavori che Carmelo Zoccali, artista bagnarese e calabrese, ha realizzato con l'uso di diversi materiali – dal marmo all'ardesia alla ceramica al vetro alla plastica al ferro alle pietre marine – e per mezzo di diverse tecniche, simboleggianti differenti temi e motivi – dal sacro alla natura alla arte astratta al riciclaggio. Dopo la presentazione e lo svelamento della "Madonna con bambino" con cui si è inaugurata l'esposizione, i presenti hanno svolto un itinerario nell'arte di Carmelo Zoccali – le cui opere sono state esposte all'interno della hall del Grand Hotel Victoria, nella sala esterna e nelle aiuole della vicina piazza Marconi – alla riscoperta della memoria storica, dell'identità mediterranea, calabrese, bagnarese dimenticata e del pensiero critico trasudato da un'arte che, voce dell'artista, vuole parlare a tutti e comunicare un messaggio di speranza, capace di contrastare, forse, la crisi dei valori e la potenza della tecnica imperante. Le opere di Carmelo Zoccali possono essere ammirate fino al 26 agosto.

REGGIO CALABRIA. La soddisfazione del Msi-Ft per la nomina di Nicolò a Commissario provinciale de La Destra

REGGIO CALABRIA. Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, federazione di Reggio Calabria, intende esprimere la propria soddisfazione ed al contempo porgere i propri auguri al dott. Antonio Nicolò per la recente nomina a Commissario provinciale de La Destra di Francesco Storace. Siamo certi che da tale nomina si potrà produrre una maggiore collaborazione tra i due movimenti che molto probabilmente affronteranno insieme la prossima campagna elettorale per le elezioni politiche. Da troppo tempo infatti l'elettorato di destra spinge e chiede a gran voce l'unità di un ambiente che all'indomani di Fiuggi portò la destra italiana alla frammentazione più assoluta e di cui la Fiamma Tricolore ha sempre rappresentato fino ad oggi la continuità con il Movimento Sociale Italiano da cui prende il nome e l'art. 1 del proprio statuto. Tale desiderio di unità è stato più volte manifestato da questa federazione al segretario nazionale On. Luca Romagnoli e a più riprese abbiamo personalmente invitato Storace a porsi a guida di tale movimento unitario che rappresenti le varie anime della destra sociale italiana. E' giunta dunque l'ora di porre fine ad ogni divisione: da tempo auspichiamo infatti la convocazione di una costituente che possa dar vita ad un nuovo soggetto unitario in cui i due partiti possano convogliare insieme ai tanti gruppi minori sparsi per l'Italia. Con le elezioni alle porte riteniamo sia proprio questo il momento più propizio in quanto il nuovo movimento potrebbe beneficiare di quella spinta propulsiva necessaria al superamento di qualsiasi soglia di sbarramento imposta da Pdl, Pd e Udc e tornare cosi finalmente ad avere un movimento sociale rappresentato in Parlamento. Nel frattempo codesta federazione continuerà ad operare per un sempre maggior radicamento sul territorio: a breve infatti annunceremo l'apertura di due nuove sezioni sul territorio provinciale che si andranno ad aggiungere a quelle già operanti di Reggio, Villa San Giovanni, Taurianova, Gioia Tauro, Roccella, Siderno e Motta San Giovanni. La Fiamma Tricolore di Reggio Calabria non si farà trovare impreparata alle prossime elezioni di primavera e siamo sicuri di poter recitare un ruolo di assoluti protagonisti nel palcoscenico di una politica italiana caratterizzata dall'incapacità dei partiti maggiori che hanno gettato il paese nelle grinfie di tecnici asserviti al sistema bancario internazionale.
Giuseppe Minnella
segretario provovinciale Msi-Ft Reggio Calabria

venerdì 27 luglio 2012

REGGIO CALABRIA. Sempre intensa l’attività della Squadra volante

REGGIO CALABRIA. Nell’ambito della pianificazione dei servizi di controllo del territorio disposti dal questore della Provincia Guido Nicolò Longo, l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal commissario capo Giuseppe Giliberti, ha intensificato la presenza di personale in divisa nei luoghi maggiormente frequentati della città. A conclusione dei servizi tra il 25 e il 26 luglio, sono stati sottoposti a controllo di polizia 250 persone e 110 veicoli. Mercoledì è stato tratto in arresto in flagranza del reato di furto aggravato, Koba Bajadze, 41 anni. Dopo aver danneggiato i sistemi antitaccheggio, il georgiano ha nascosto prodotti di profumeria sotto la maglietta per poi portarsi verso le casse. Dopo averle superate, l’uomo è stato bloccato dagli addetti alla sicurezza e consegnato agli agenti. L’arresto è stato convalidato ed è stato disposto l’obbligo di firma. Sempre mercoledì, Veron Demirel Grigore, rumeno di 42 anni senza fissa dimora, è stato controllato nella centralissima Villa Comunale. Grigore è risultato così, destinatario di ordine di carcerazione e per l’espiazione della pena di un anno e 3 mesi. L’uomo dapprima condotto in Questura per la redazione degli atti di rito, è stato accompagnato presso la Casa circondariale di via San Pietro.

REGGIO CALABRIA. Goletta Verde lascia la Calabria Jonica

Domenico Criniti, sindaco di Santa Caterina dello Jonio con il Premio Angelo Vassallo
REGGIO CALABRIA. Un omaggio alla bellezza della Locride ha concluso la tappa calabra di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente per la salvaguardia di mare e coste, con un’assemblea pubblica tenutasi ieri a Roccella Jonica, che ha visto la partecipazione di Nuccio Barillà, segreteria nazionale Legambiente, Stefano Ciafani, vice presidente nazionale Legambiente e di numerosi sindaci della Locride e dell'Area Grecanica. “La Locride che troppo spesso balza agli onori della cronaca nazionale solo per fatti negativi – dice Nuccio Barillà, segreteria nazionale Legambiente - è terra di risorse, in gran parte sconosciute, e di potenzialità in gran parte inespresse che in un momento in cui sono andati in crisi i parametri tradizionali di sviluppo possono rappresentare i capisaldi della sua rinascita e di un nuovo positivo scenario. È in questo scrigno di ricchezza che bisogna cercare le ragioni e le strade di un nuovo inizio, - conclude Barillà - lasciandosi alle spalle lunghi decenni di sventramenti territoriali, insediamenti scriteriati e devastazioni paesaggistico-ambientali”. Tra gli interventi più significativi dei primi cittadini, quello del sindaco di Roccella Jonica, Antonio Certomà, che ha dato concreta testimonianza di uno sforzo che ha permesso alla sua cittadina di distinguersi nel campo delle politiche culturali, ambientali e della sostenibilità, a partire dalla gestione della raccolta differenziata. A seguire le parole di Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace, da lungo tempo bersaglio della criminalità organizzata, per lanciare forte il messaggio dell’impegno irrinunciabile per la legalità come prerequisito per un diverso futuro dei territori regionali. A tal riguardo, anche la presenza del responsabile della locale Capitaneria di porto è stata occasione per Legambiente per sottolineare i numerosi successi dell’iniziativa contro le illegalità commesse ai danni del mare con particolare riferimento al sequestro di tanti depuratori ed impianti balneari fuori norma. Altre tessere del mosaico si sono incastrate nel dibattito con gli interventi dei sindaci di Brancaleone, avvocato Mioio, noto per la difesa della nidificazione delle tartarughe marine e di Palizzi, Sandro Autelitano, il quale oltre a rilanciare i temi dello sviluppo sostenibile ha riaffermato l’impegno contro la centrale a carbone che si vorrebbe costruire nel cuore dell’area grecanica. Ad arricchire il dibattito si sono alternati inoltre i sindaci di Caulonia, Stignano, Martone, Benestare, Gerace, nonché il rappresentante del Corsecom. Oltre a ciò, la presenza del senatore Sisinio Zito, rappresentante d’eccellenza della Fondazione rumori mediterranei ha dato l’occasione per presentare l’accordo di cooperazione con Legambiente nazionale per la promozione del patrimonio culturale ed ambientale della Locride attraverso il festival internazionale Roccella Jazz. Un accordo di collaborazione all’insegna della cultura, del Sud e della Bellezza che vuole essere un segnale positivo per tutta la zona e per la Calabria in generale. Un momento particolarmente significativo dell’incontro è stato l’intervento del volontario della rete dei Comuni solidali, Giovanni Maiolo, che, insieme al sindaco di Riace e di Acquaformosa stà portando avanti uno sciopero della fame per la mancata corresponsione dei fondi per la gestione del progetto “Emergenza Nord Africa”. Dal racconto del volontario è emersa la drammaticità della situazione e la necessità di interventi immediati. Maiolo ha ringraziato Legambiente per la solidarietà che attraverso Goletta Verde, è arrivato dallo stesso mare da dove arrivano i migranti. Durante l’incontro, infatti, grande solidarietà è stata espressa da Legambiente e dalle amministrazioni presenti nei confronti dell’intera amministrazione di Riace la quale sta giustamente protestando contro i ritardi nell’erogazione dei fondi per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati. Il dibattito è stato inoltre occasione per presentare la seconda edizione del Premio Angelo Vassallo, riconoscimento alla legalità indetto da Legambiente, Anci e Comune di Pollica, assegnato a Domenico Criniti, sindaco di Santa Caterina dello Jonio, per aver dimostrato, in una terra difficile come la Calabria, il coraggio e la voglia di tutelare e valorizzare il territorio, difendendolo dal consumo e dalla speculazione edilizia. Il sindaco nel suo intervento, ha riassunto il percorso che ha portato un piccolo comune come quello da lui amministrato a segnare un proficuo inizio di un cambio di percorso.  Santa Caterina dello Jonio, in provincia di Catanzaro, si estende dalla costa ionica alle serre calabresi ed è un territorio povero dell’estremo sud, con una forte emigrazione giovanile, la cui unica reale attività economica è il turismo che intende valorizzare un territorio ancora incontaminato con 8 km di costa ancora intatta ed un borgo medievale, purtroppo in via di spopolamento ma con una struttura architettonica degna di nota. “Abbiamo voluto premiare questo sindaco, in onore alla buona politica di Angelo Vassallo – dice Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente – perché a partire dalle problematiche tipiche dei piccoli comuni del meridione sta sviluppando delle politiche che trasformano questi punti di debolezza in punti di forza per lo sviluppo economico e sociale del Paese attraverso la tutela e valorizzazione dell’ ambiente. Questa amministrazione ha dimostrato proprio questo, soprattutto attraverso una rigorosa programmazione e pianificazione ambientale del territorio e un piano regolatore generale particolarmente coraggioso che oltre a tutelare tutta la costa, con più dell’80% di spiaggia, prevede un’area di tutela di almeno 1500 m dalla battigia per gli insediamenti turistico ricettivi. Il contrasto alle illegalità, al cemento selvaggio e la salvaguardia del proprio territorio – conclude Ciafani – sono i capisaldi della buona politica che speriamo possano essere emulati e eletti come principi fondamentali dell’amministrazione anche in altri territori”.

SINOPOLI. Intestazione fraudolenta di beni: arrestate due persone

SINOPOLI. I militari del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Reggio Calabria, in collaborazione con i colleghi romani dello Scico e della Compagnia di Palmi, dalle prime ore della mattinata odierna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, nei confronti di due soggetti riconducibili alla cosca di ‘ndrangheta Alvaro, più nota come “Carni i cani”, storicamente retta dal boss Carmine Alvaro classe ‘53, inteso “u cupirtuni”, per concorso in intestazione fraudolenta di beni a favore di una famiglia mafiosa. l provvedimenti hanno colpito Maria Carmela Alvaro, 54 anni e il genero Carmine Alvaro, 44 anni, per i quali il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere e, nei confronti di Maria Carmela, anche il sequestro di un appartamento sito in Sant’Eufemia d’Aspromonte, mentre nei confronti di Grazia Alvaro, 34 anni, figlia del boss Carmine Alvaro classe ’53, è stato notificato un avviso di garanzia riferibile alle stesse fattispecie delittuose. I provvedimenti cautelari disposti dal Tribunale di Reggio Calabria - Sezione dei giudici per le Indagini preliminari, sono il risultato delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Michele Prestipino Giarritta e dal sostituto procuratore Sara Ombra, della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria diretta dal procuratore capo f.f. Ottavio Sferlazza. In particolare, il provvedimento deriva dall’esito di ulteriori accertamenti economico-patrimoniali conseguenti a quelli già esperiti in esecuzione alla delega di indagini nell’ambito della nota operazione, convenzionalmente denominata “Matrioska”. Tali nuove verifiche, eseguite nei confronti degli odierni indagati, hanno consentito di far emergere che gli stessi, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, con una serie di atti negoziali appositamente preordinati avevano attribuito in modo fittizio a Maria Carmela Alvaro la proprietà dell’appartamento di Sant’Eufemia d’Aspromonte oggi posto sotto sequestro.

giovedì 26 luglio 2012

SIDERNO. Catturato Giuseppe Giorgi ricercato da oltre 5 anni dall’Autorità giudiziaria tedesca

SIDERNO. I militari della Sezione operativa pronto impiego della Compagnia della Guardia di finanza di Locri hanno tratto in arresto Giuseppe Giorgi, 30 anni, originario di San Luca, poiché ricercato a seguito di un mandato di cattura internazionale spiccato dall’Autorità giudiziaria tedesca. Giorgi, infatti, era ricercato in esecuzione di un mandato di arresto europeo del 22 maggio del 2007.
Giuseppe Giorgi
Il giovane di San Luca, infatti, era stato colpito dal provvedimento cautelare per violazione della legge sugli stupefacenti, in particolare per traffico di cocaina. Le Fiamme Gialle lo hanno tratto in arresto nella serata di ieri a seguito di un accurato servizio di controllo del territorio operato lungo la Statale 106 nei pressi del centro commerciale La Gru. Nel periodo estivo, infatti, si intensifica la presenza delle pattuglie della Guardia di finanza soprattutto nelle località turistiche e vacanziere finalizzato a prevenire e reprimere quelle manifestazioni di illiceità che possono turbare la sicurezza dei residenti e dei villeggianti e minare la correttezza delle manifestazioni economico-finanziarie, nonché per essere ancor più tempestivamente rispondenti alle chiamate che pervengono al numero di pubblica utilità “117”. Le strade della Locride, quindi, sono percorse quotidianamente dai “Baschi Verdi” della Compagnia di Locri impegnati assiduamente in tale missione. Nel caso specifico si trattava di un servizio di controllo del territorio “dinamico” ovvero operato con veicolo in movimento. La pattuglia, infatti, ha affiancato una Fiat Panda con all’interno tre uomini e ha intimato loro di accostare. I successivi controlli operati con l’ausilio della sala operativa del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno permesso di scoprire che a carico del Giorgi vi era pendente da più di 5 anni il mandato di cattura internazionale. Giorgi è stato condotto presso la Casa circondariale di Locri in attesa delle procedure di estradizione.

REGGIO CABRIA. Sabato sul lungomare di Gallico boxe sulla spiaggia

Rocco Calabrò
REGGIO CALABRIA. Nel più ampio contesto della Festa del Mare, grazie all’impegno, disponibilità e collaborazione del Circolo Posidonia, della pizzeria-ristorante Naos, dell'Amaranto Boxe Reggio Calabria e della Shanti Vibo Valentia, sabato alle ore 21.00 sul Lungomare di Gallico Marina nella centralissima piazzetta Rotonda (fronte ristorante Naos) viene organizzata - per la prima volta in assoluto – in riva al mare sulla suggestiva cornice dello Stretto un’interessantissima Riunione Interregionale di pugilato con la disputa di 7/8 combattimenti dilettanti tra pugili provenienti dalla Sicilia, dalla Puglia e dalla Calabria. Prezioso anche l’appoggio dell’Asi regionale e del Comitato provinciale Asi. Saranno impegnati i pugili di ben nove società pugilistiche: le siciliane Geraci Boxe di Mascalucia - CT, la Belpasso Boxe di Belpasso entrambe della provincia di Catania, nonché la Golden Fighter di Messina; le pugliesi Unicorn Team Boxe A. Bello e la Pol. Vivere Solidale con lo Sport entrambe di Taranto; le calabresi Pugilistica Cariatese e l’Avolio Ferrari Boxe F. Filpo di Castrovillari entrambe della provincia di Cosenza, l’As Reggio Boxe e l’Amaranto Boxe Reggio Calabria. Per quanto concerne i pugili dell’Amaranto boxe, saliranno sul ring: il pugile Elite 1^ serie Angelo Trimboli, categoria Super Massimo, alto 1 metro e 90 per 124 kg. di peso; lo youth Rocco Calabrò, categoria Super Massimo, 1.80 per 118 kg., l’Elite 1^ serie Mario Argento, categoria pesi Medi, 1.83 per 75 Kg., l’Elite 3^ serie Antonino Vazzana – neo promosso nei seconda serie - peso Welter, 1,68 per 70 Kg., Stanistlav Brahutsa, youth, 1,75 per 64 Kg., il vibonese Filippo Corello – due vittorie nei due match d’esordio – 1,78 per 69 Kg., a questi pugili se ne aggiungeranno altri 10/12 provenienti dalle succitate società per cui tra qualche giorno saranno diramati gli accoppiamenti ufficiali definitivi con le relative categorie di peso. Ospite d’onore della serata il pugile professionista reggino Francesco Versaci, Campione Universitario, Campione Italiano Professionista, Campione del Mediterraneo W.B.C., Campione Mondiale Giovanile IBF. Versaci, presto ritornerà sul Ring per testare lo stato di forma in vista dell’ avvicinamento al Titolo Europeo che il suo entourage sta programmando per la fine del 2012. Durante la serata sono previste anche delle spettacolari esibizioni di Karate e di Danza Sportiva. Enorme è la soddisfazione per Peppe Fedele coach dell’Amaranto boxe, sia per la notevole performance dei propri pugili che sono riusciti a vincere 13 incontri di seguito su 13 match disputati e per essere riuscito – ancora una volta - ad allestire, nel particolare periodo estivo e di congiuntura, una riunione di notevole spessore che si preannuncia di notevole spessore tecnico ed agonistico, unitamente al promoter Carmelo Regolo (direttore sportivo dell’Amaranto Boxe e già presidente regionale e provinciale della FPI – Federazione Pugilistica Italiana, nonché componente dell’ASI – Alleanza Sportiva Italiana). Sul sito www.amarantoboxe.it potranno essere reperite altre notizie sull’attività della società reggina, che ha già in calendario per la stagione estiva di SUMMER BOXE nuovi eventi pugilistici, dei quali il primo a Melito Porto Salvo (Pizzeria Ristorante Waikiki) mercoledì 8 agosto. Mentre enorme successo di pubblico si è registrato il 30 giugno a Tropea, il 14 Luglio a Reggio Calabria presso la palestra Techno Fitness (Viale Aldo Moro), il 21 luglio a Vibo Valentia (piazzale Megastore Annunziata) eventi coordinati e realizzati unitamente alla Shanti Vibo Valentia.

REGGIO CALABRIA. Evase imposte per 3.000.000 di euro: somma recuperata con il sequestro di 6 immobili ubicati a Roma e Bovalino

il colonnello Claudio Pretrozziello comandante del Nucleo di polizia tributaria
REGGIO CALABRIA. Nella mattinata odierna, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale, hanno eseguito il sequestro preventivo, emesso da Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Locri, finalizzato alla confisca per equivalente, di 4 immobili situati nel centro di Roma e di altri 2 aventi sede nel Comune di Bovalino, tutti intestati alla Fa.Bit srl., del valore complessivo di circa 3.000.000 di euro. Sono stati, inoltre, sottoposti a sequestro le quote sociali appartenenti al rappresentante legale della stessa società, Rodolfo Rocca, del valore nominale di 80.000 euro. Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica facenti funzioni di Locri Salvatore Cosentino, e dal sostituto procuratore Federico Nesso, traggono spunto dai rilevanti e sospetti crediti ai fini IVA esposti in dichiarazione dalla società per 7.500.000 euro. Gli sviluppi investigativi hanno messo in luce che buona parte di quei crediti sono stati conseguiti prevalentemente attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da altre imprese operanti nel settore dell’edilizia ed aventi sede anch’esse nella Locride. In particolare la Fa.Bit srl, operante nel settore delle costruzioni di strade, autostrade e piste aeroportuali, ha perpetrato una grave frode fiscale, attraverso l’annotazione nella contabilità degli anni 2007 e 2008 di elementi passivi fittizi riconducibili a fatture per operazioni inesistenti per un ammontare pari a circa 10.000.000 di euro (aventi come oggetto “studi di fattibilità”), nonché ad arbitrarie contabilizzazioni di fatture per l’importo di circa 5.000.000 di euro. Le fatture, originariamente sono state emesse dai fornitori per importi dell’ordine di migliaia di euro, ma successivamente sono state annotate dalla Fa.Bit srl tra gli acquisti (con IVA a credito), per valori dell’ordine di milioni di euro (ad esempio fatture emesse dai fornitori nei confronti della Fa.Bit per l’imponibile di 1.550 euro ed IVA pari a 310 euro si trasformavano “inspiegabilmente” nei registri della Fa.Bit in fatture di importo imponibile pari a 1.550.000 euro ed IVA pari a 310.000 euro; in tal modo la società si è procurata fraudolentemente un credito IVA per oltre 3.000.000 di euro. L’applicazione della misura ablatoria è stata possibile grazie alla disciplina dettata dalla legge 244/2007 (finanziaria per il 2008), che ha inteso predisporre un efficace strumento di cautela delle ragioni dell’Erario, estendendo l’applicazione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, anche ai reati fiscali. L’operazione di servizio conferma ulteriormente l’impegno delle Fiamme Gialle di Reggio Calabria nel controllo economico del territorio di tutta la Provincia, nell’esercizio dei compiti Istituzionali primari del Corpo, a tutela delle Entrate dello Stato e del buon andamento dei mercati dei beni e servizi gravemente lesi da siffatte forme di evasione.

REGGIO CALABRIA. In manette i presunti responsabili di un vasto traffico di droga lungo l’asse Locride - Messina

Domenico Perre
REGGIO CALABRIA. Alle prime luci dell’alba, personale della locale Squadra Mobile e del Commissariato di Bovalino, rispettivamente diretti dal primo dirigente Gennaro Semeraro e dal commissario capo Giovanni Arcidiacono, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, in accoglimento della richiesta avanzata dalla locale Direzione distrettuale antimafia nei confronti di otto persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti del genere cocaina, eroina e marijuana, tentata estorsione, sequestro di persona e furto aggravato. In manette sono finiti: Domenico Perre, 61 anni, di Platì; Domenico Ruffo, 34 anni, di Bovalino; Basilio Schepis, 51 anni, di Fiumedinisi; Giovanni Schepis, 46 anni, di Messina; Stefano Versaci, 52 anni, di Africo; Francesco Mammoliti, 32 anni, di Benestare; Francesco Pizzata, 47 anni, di San Luca; Salvatore Vadalà, 53 anni, originario di Condofuri e residente a Messina. L’articolata attività di indagine svolta dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di di Bovalino che ha portato all’emissione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, trae origine dalle dichiarazioni rese a personale della Polizia di Stato e alla Dda reggina dai fratelli Rosario e Pietro Ruffo, all’inizio in veste di dichiaranti e successivamente in quella di collaboratori di giustizia, e si basa essenzialmente sugli esiti delle attività effettuate a riscontro delle propalazioni collaborative e dell’attività di intercettazione svolta nei confronti dei soggetti indagati.
da sx Giovanni Arcidiacono, Gennaro Semeraro, Luigi Nicolò Longo, Francesco Rattà
I fratelli Ruffo si erano determinati a collaborare con gli inquirenti per effetto di gravi minacce poste in essere nei loro confronti da Domenico Perre, trafficante di droga di Platì, a seguito di acquisiti di numerosi quantitativi di sostanza stupefacente (200/300 grammi di cocaina, 3 kg di marijuana e 500 grammi di eroina) non pagata alla consegna e destinata al messinese Giovanni Schepis il quale, dal canto suo, non onorava il debito contratto con i fornitori (quantificato in 30 mila euro e lievitato a 40 mila in ragione dei ritardi dell’insolvenza) a causa del quale, Pietro Ruffo, per sfuggire alle ritorsioni, si rendeva irreperibile. Sulla spinta di tali eventi, nel periodo a cavallo dei mesi di maggio e giugno 2011, Rosario Ruffo, ha deciso di intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia, dapprima rendendo dichiarazioni spontanee a personale della Polstato e successivamente dichiarazioni auto ed etero accusatorie ai magistrati della Dda ai quali ha riferito del proprio coinvolgimento e dei fratelli Pietro e Domenico in traffici di sostanza stupefacenti in cui erano implicati anche soggetti di Platì e Messina. Nel successivo mese di luglio, anche il fratello Pietro ha deciso di collaborare con la giustizia e ai magistrati della Dda reggina ha rivelato di aver operato nel settore del traffico di sostanze stupefacenti sin dagli anni ’90, rifornendo in maniera stabile la “piazza” di Messina dove suo cognato Giovanni Schepis, insieme al fratello Basilio, provvedeva allo smercio della droga. Il collaboratore Pietro Ruffo ha anche riferito che Domenico Perre inteso “micu di patati” era il suo abituale fornitore di sostanze stupefacente dal quale aveva acquistato diversi quantitativi di cocaina e di altri generi di droga destinata al mercato peloritano.
Stefano Versaci
L’insolvenza di Basilio Schepis, cui Perre aveva ceduto una partita di sostanza stupefacente nel 2010 con la mediazione e la garanzia di Pietro Ruffo, ha innescato una serie di rappresaglie del trafficante di Platì e di alcuni suoi sodali nei confronti del mediatore Pietro Ruffo. Nell’aprile dello scorso anno, i fratelli Pietro e Domenico Ruffo erano stati condotti da Perre e da alcuni suoi congiunti, in una campagna è stato fatto loro chiaramente intendere che il mancato pagamento della partita di droga avrebbe comportato l’uccisione di entrambi. In ragione di tali gravi minacce, nei primi giorni del mese di aprile, Rosario Ruffo, ha corrisposto 7.500 euro ricevuti in prestito da un amico. Un secondo episodio occorso nel mese di maggio 2011, quando Pietro Ruffo era riuscito a riparare a San Remo, vedeva come protagonista il fratello Rosario il quale era stato fatto salire da Domenico Perre sulla sua autovettura al fine di farlo incontrare con una terza persona. Temendo seriamente per la propria incolumità, Rosario ha aperto la portiera dell’autovettura ed è riuscito a fuggire nonostante Perre avesse tentato di trattenerlo. A causa della gravi e continue intimidazioni subite da Domenico Perre, Rosario e Pietro Ruffo hanno iniziato, come detto, a collaborare con la giustizia, rivelando agli inquirenti una serie di fatti delittuosi concernenti un vasto traffico di sostanze stupefacenti ed altri delitti costituenti l’oggetto delle contestazioni poste a fondamento della richiamata ordinanza di custodia cautelare in carcere. I particolari dell’operazione chiamata convenzionalmente “Countdown” sono stati esposti nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il questore Luigi Nicolò Longo, il capo della Squadra Mobile Gennaro Semeraro, il vice Francesco Rattà e il dirigente del Commissariato di Bovalino Giovanni Arcidiacono.

REGGIO CALABRIA. Due operai edili feriti a colpi di pistola in un cantiere di Spirito Santo

REGGIO CALABRIA. Due operai edili sono stati feriti, in modo lieve, a colpi di pistola, mentre stavano per iniziare il lavoro. E' successo nel cantiere della ditta Edilcom per la costruzione di appartamenti privati in via Spirito Santo. Due persone in sella ad uno scooter e con il volto coperto sono entrati nel cantiere ed hanno sparato con una pistola di piccolo calibro un paio di colpi contro i sei operai. I proiettili hanno raggiunto due operai: uno è stato ferito alla mano l’altro ad una gamba. Sul gravissimo episodio indagano i carabinieri.

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS). Sequestrati dalla Finanza prodotti alimentari scaduti

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS). Prodotti indicati come “freschi”, barattoli contenenti funghi misti sott'olio, confezioni di peperoncino rosso macinato (rigorosamente made in Calabria), soppressate e salsicce stagionate (anche queste made in Calabria) e alimenti per cani e gatti (croccantini, bocconcini di carne) delle marche più note, tutti prodotti scaduti anche dal 2011, sono stati sequestrati dai finanzieri della locale Tenenza che hanno effettuato una serie di controlli presso diversi supermercati del comune silano mirati ad individuare e ritirare dal mercato prodotti potenzialmente pericolosi per la salute di uomini ed animali. Le Fiamme Gialle hanno fatto accesso in tre supermercati di altrettante note catene di distribuzione di prodotti alimentari ed in tutti i casi sono stati rinvenuti prodotti destinati alla vendita – alcuni dei quali (salumi, peperoncini) appartenenti alla filiera delle “eccellenze” della cucina calabrese - risultati scaduti da tempo. Le operazioni condotte dalle Fiamme Gialle, inserite in un contesto di sistematico controllo economico del territorio teso a garantire la salute dei consumatori, hanno permesso di ritirare e porre sotto sequestro amministrativo quasi 600 prodotti alimentari scaduti per un peso superiore ad un quintale e mezzo. Insieme al sequestro della merce, inoltre, sono stati immediatamente contestati alle società di distribuzione di massa, sottoposte a controllo, gli illeciti amministrativi con l’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste e sono state informate la Asp competente e la Regione Calabria.

REGGIO CALABRIA. Agraria: i nuovi Distretti ad alta tecnologia e laboratori pubblico/privati

REGGIO CALABRIA. La sottoscrizione dell’Accordo di Programma tra Regione Calabria e Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università e dal Ministero dello Sviluppo Economico relativo alla linea di intervento per la creazione di distretti ad alta tecnologia in ambiti strategici per la Calabria e ad aggregazioni pubblico-private ad alta specificità tematica, dà concreta attuazione alla strategia dell’innovazione della Regione Calabria fondata su ulteriori due pilastri fondamentali rappresentati dalla: reazione della Rete Regionale dei Poli di Innovazione attraverso l’avviata fase di creazione dei Poli di innovazione quali intermediari fondamentali tra il sistema della Ricerca e le imprese quali veicolo per il trasferimento tecnologico e la valorizzazione della ricerca e l’incentivazione della nascita e lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali; Creazione della Rete per l’innovazione in corso di attuazione attraverso il progetto denominato “Calabria Innova” affidato alla Fincalabra con il compito strategico di migliorare la competitività delle imprese regionali e attuare un sistema di integrazione e gestione dei servizi per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, attraverso la messa in rete dei servizi forniti dai Liaison Office di Ateneo Ilo, sportelli delle Camere di Commercio e delle associazioni di categoria; attuare interventi nell’ambito del programma “giovani talenti” che sviluppa, in modo integrato, le funzioni di sostegno allo scouting, formazione e assistenza di idee imprenditoriali innovative e l’erogazione di incentivi per il loro avvio. Con la sottoscrizione dell’atto la Calabria beneficerà di ulteriori 148.072.243,35 euro che daranno vita a distretti ad alta tecnologia in settori ritenuti strategici e laboratori pubblico privati che vedranno coinvolti imprese della regione, imprese di altre regioni italiane, unitamente ad enti pubblici di ricerca nazionali ed il sistema della ricerca regionale ed internazionale. L’occasione consente di sottolineare come tali risultati siano stati resi possibili da quella cooperazione ed unità di intenti fra la politica incarnata dal presidente Scopelliti e l’assessore al ramo Caligiuri e l’impegno e la competenza nella materia scientifica della Direzione generale del Dipartimento 11, rappresentata dal professor Massimiliano Ferrara che ha seguito, in seno al tavolo tecnico, tutte le fasi dell’Accordo ed ha consentito il raggiungimento di un ulteriore obiettivo strategico: il riconoscimento nazionale della qualità del sistema integrato della ricerca calabrese; riconoscimento che si è concretizzato con l’attribuzione, proprio alla Calabria, del coordinamento per le Regioni convergenza di alcune azioni tra cui quella ricadente nell’ambito tecnologico “Sistema Agroalimentare”. In tale ambito il riconoscimento va condiviso con l’Università Mediterranea ed in particolare alla Facoltà che ha saputo esprimere, attraverso le progettualità proposte, elevati livelli di qualificazione scientifica.

ROSARNO. Catturato Angelo D’Agostino evaso dal carcere di Palmi

                          Angelo D'Agostino                                                                  Gianluca Palaia                               
ROSARNO. Si è conclusa in una abitazione di via Giovanni XXIII, la fuga di Angelo D’Agostino, 30 anni, evaso lo scorso 24 luglio dalla Casa circondariale di Palmi. Nella serata di ieri, precisamente alle ore 22,30, dopo un lungo appostamento, i poliziotti del Commissariato di Gioia Tauro, al comando del vice questore aggiunto Stefano Dodaro e gli agenti della polizia penitenziaria della Sezione di polizia giudiziaria di Palmi, hanno fatto irruzione nell’abitazione di Gianluca Palaia, 37 anni. D’Agostino, che al momento dell’irruzione si trovava nascosto nella camera da letto di Palaia, ha tentato inutilmente la fuga, ma è stato prontamente bloccato dagli agenti. A seguito dell’arresto dell’evaso, Gianluca Palaia che era presente all’interno dell’abitazione, è stato tratto in arresto per i reati di favoreggiamento e procurata evasione. Dalle prime indagini, infatti, emerge che il D’Agostino aveva programmato l’evasione proprio grazie all’appoggio logistico di Palaia. Entrambi sono stati, quindi, associati presso la Casa circondariale di Palmi a disposizione della competente Autorità giudiziaria. La rocambolesca evasione di D’Agostino dalla Casa circondariale di Palmi, era stata portata a termine scavalcando il muro esterno con un lenzuolo. Da quel momento erano iniziate le attività d’indagine dirette alla sua cattura, svolte dal Commissariato di Polizia di Gioia Tauro,insieme alla Sezione di polizia giudiziaria della Polizia penitenziaria presso Procura di Palmi, cui si erano aggiunti gli specialisti del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria di Roma, sotto il coordinamento diretto del Procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, del suo sostituto Enzo Bucarelli. Con un notevole spiegamento di uomini e di investigatori erano stati monitorati tutti i familiari dell’evaso, nonché i soggetti a lui ritenuti più vicini.

mercoledì 25 luglio 2012

CINQUEFRONDI. Quarantenne ferito in un agguato

CINQUEFRONDI. Un uomo di 40 anni, Rocco Francesco Ieranò, è rimasto ferito gravemente in un agguato. La vittima, stava percorrendo a piedi la centrale via Vittorio Veneto quando due uomini, in sella ad uno scooter, gli hanno sparato contro due colpi d'arma da fuoco. L'uomo è stato colpito alla schiena e al femore. L'agguato è avvenuto intorno a mezzogiorno. Ieranò ha precedenti per armi e droga. Soccorso da un passante, l'uomo è stato trasportato al vicino ospedale di Polistena dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ieranò non sarebbe in pericolo di vita.

REGGIO CALABRIA. Domani al Cartella la proiezione di “Cesare deve morire”

REGGIO CALABRIA. Domani alle ore 21 al c.s.o.a. Angelina Cartella si terrà la proiezione di “Cesare deve morire”, il film dei fratelli Taviani vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino 2012 e trionfatore ai David di Donatello. “Cesare deve morire” è una docufiction che segue i laboratori teatrali realizzati dentro il carcere di Rebibbia dal regista Fabio Cavalli, autore di versioni di classici shakespeariani interpretate dai detenuti. In particolare è incentrato sulla realizzazione di una piece ispirata al Giulio Cesare, dove i ruoli del dramma sono affidati ad alcuni detenuti ristretti nella sezione di alta sicurezza, molti segnati dal "fine pena mai". Si seguono le loro prove e la messa in scena finale del "Giulio Cesare", ma anche le vite dei detenuti nelle loro celle.

CITTANOVA. Operazione “Principessa bis”: sequestrata la Socim srl e più di 100 conti correnti

CITTANOVA. Un’impresa operante nel settore immobiliare e oltre 100 conti correnti sequestrati, 9 soggetti indagati responsabili, a vario titolo, per avere intestato fittiziamente dei beni al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali e per aver impiegato del denaro di provenienza illecita. E’ questo l’esito di una complessa frode ai danni dell’erario scoperta dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, ed in particolare del Nucleo di polizia tributaria, della Compagnia di Palmi e della Tenenza di Taurianova. L’attività investigativa, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, ha consentito di portare alla luce l’esistenza di un’associazione a delinquere, costituita da un gruppo di imprenditori per lo più legati da vincoli familiari e fiduciari, che è riuscita nell’arco di tutto il trascorso decennio, reinvestendo, di volta in volta, le somme illecitamente acquisite, quali aiuti pubblici, a realizzare un vero e proprio impero economico. Si tratta di soggetti tutti direttamente o indirettamente riconducibili alla famiglia Giovinazzo, attiva su Cittanova e nella fascia aspromontana tirrenica della provincia di Reggio Calabria. La vicenda trae origine dal primo sequestro, eseguito nel giugno del 2011, che ha formalmente tolto dalla disponibilità del gruppo il complesso turistico alberghiero “Uliveto Principessa”. Ma il medesimo gruppo, evidentemente consapevole che dai controlli sarebbe stata avviata un’indagine che avrebbe, con buone probabilità, fatto emergere gli illeciti commessi, si era già adoperata precedentemente per blindare quello che certamente era il bene più importante, ovvero il lussuoso complesso turistico interamente realizzato con i proventi di attività illecita. Tale operazione è stata realizzata con la costituzione di una nuova società, la Socim srl, formalmente impegnata nel settore immobiliare ed estranea al gruppo, ma, come evidenziato dalle ultime indagini, materialmente operante solo ed esclusivamente nella gestione del complesso in virtù di un contratto di locazione antecedente il provvedimento di cui sopra. Inoltre, per cercare di eludere successivi controlli della Guardia di Finanza, operante come noto per competenza territoriale, i sodali avevano costituito questa nuova impresa con sede legale a Roma. Le Fiamme Gialle, durante le indagini, sono riusciti a risalire a questo legame tra l’associazione a delinquere scovata nella precedente operazione e la nuova società “pulita”, che ha ragion d’essere solo in virtù della locazione del complesso, e con la quale i membri del gruppo sono riusciti ad attribuire fittiziamente la materiale disponibilità del complesso turistico alberghiero, eludendo, di fatto, il sequestro. I soggetti, inoltre, si sono resi anche responsabili dell’impiego di denaro, quantificabile in oltre 3 milioni di euro, di provenienza illecita, derivante dalle truffe in danno della comunità europea.

ROMA. Non si fermano all’Alt dei carabinieri: in manette due giovani latitanti della famiglia Bellocco di Rosarno

ROMA. Durante un servizio notturno di controllo del territorio, i carabinieri del Gruppo di Ostia hanno arrestato due pericolosi latitanti appartenenti alla famiglia Bellocco, una storica 'ndrina di Rosarno, una tra le più potenti della 'ndrangheta, da sempre attiva nel narcotraffico, nelle estorsioni e nel controllo di tutte le attività commerciali e imprenditoriali nella Piana di Gioia Tauro. Si tratta di due cugini pluripregiudicati, U. B., 28 anni e F. B., 23 anni, sui quali pendevano, nonostante la giovane età, ben sei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria reggina (due ordini di esecuzione per la carcerazione e quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere), per gravi delitti contro il patrimonio. Intorno all’1.30, in via di Selva Nera, i carabinieri della Compagnia Roma Cassia, in particolare quelli della Stazione di Casalotti, impegnati in un predisposto servizio di prevenzione, hanno intimato l’alt ad un’auto con due giovani a bordo che, anziché rallentare, hanno accelerato tentando di investire i militari. Ne è nato così un rocambolesco inseguimento durato alcuni minuti e terminato con la cattura dei due rosarnesi, rilevatisi poi pericolosi latitanti. Per i due si sono subito aperte le porte di Rebibbia dove si trovano a disposizione dell’Autorità giudiziaria. La figura di primissimo piano della cosca Bellocco è lo zio paterno dei due latitanti arrestati dai carabinieri di Ostia, il settantacinquenne boss Umberto Bellocco, inteso "assu mazzi (Asso di Bastoni)”, in atto detenuto al regime del 41 bis, già latitante inserito nella lista dei 30 più pericolosi catturato dai carabinieri nel 1993.

REGGIO CALABRIA. Operazione “Nuova Delia”: Pinello Macrì sfugge alla cattura

REGGIO CALABRIA. I carabinieri del Comando provinciale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale su richiesta della locale Dda, nei confronti di 4 soggetti legati alla ‘ndrangheta, di cui uno ritenuto responsabile di omicidio aggravato dal metodo mafioso e gli altri indagati per reati in materia di armi. Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Palmi e coordinate per la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria dal procuratore aggiunto Michele Prestipino Giarritta e dal sostituto procuratore Giovanni Musarò, hanno consentito di far luce sull’omicidio di Rocco Frisina avvenuto tra l’indifferenza della folla il 3 gennaio del 2008 a Delianuova. Il commando composto da 2 killer (Angelo Macrì, 37 anni, destinatario del provvedimento e resosi irreperibile e Leo Italiano, ucciso la mattina del 29 dicembre del 2010, a Delianuova - località Ponte dell’Arena.), erano entrati in azione tra le ore 17 e le 18 in una via centralissima del centro aspromontano alla presenza di numerose persone (parenti, amici, semplici conoscenti o curiosi), nessuna delle quali, però, ha fornito un apporto significativo all’indagine, anzi tutti hanno negato di aver assistito alla sparatoria, sostenendo addirittura di essere giunti sul posto solo successivamente. Rocco Frisina, gravemente ferito, era stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale di Polistena e di lì agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, dove moriva il 5 gennaio 2008 a causa delle ferite da arma da fuoco riportate. Le investigazioni, svolte dai carabinieri di Palmi, hanno consentito di ricostruire con assoluta chiarezza il contesto nel quale l’omicidio è maturato, la dinamica e la causale dello stesso e di identificarne i responsabili. A tale risultato si è giunti progressivamente, costruendo con pazienza un mosaico probatorio che ha consentito via via di accertare: che l’omicidio di Rocco Frisina si inseriva nel contesto mafioso di Delianuova, centro aspromontano collocato nel “mandamento tirrenico”, dove operano diverse famiglie appartenenti all’organizzazione unitaria denominata ‘ndrangheta, in particolare quella degli Italiano (all’epoca capeggiata dal vecchio boss Giuseppantonio Italiano, storico “Patriarca” della ‘ndrangheta operante nella fascia tirrenica della provincia reggina, deceduto per cause naturali nel gennaio 2010) e quella dei Macrì (eloquentemente soprannominati “i pacci” per via della follia e della violenza che da sempre ne contraddistinguono le azioni); che la vittima dell’omicidio era uomo di fiducia di Giasone Italiano (figlio di Giuseppantonio e tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Meta” per il delitto di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e tuttora detenuto); che fra gli Italiano ed i Macrì erano sorti dei dissapori per una somma di denaro (pari a 20.000 euro) che questi ultimi pretendevano dagli Italiano, a titolo estorsivo, per alcuni lavori realizzati sul territorio di Delianuova, in particolare emergeva che i Macrì pretendevano dagli Italiano una quota delle tangenti che questi avevano percepito da una ditta che eseguiva i lavori sul territorio di Delianuova; che per tale ragione Frisina era intervenuto in difesa degli Italiano, e su preciso incarico di questi (i quali ritenevano di dover pagare una somma corrispondente a 10.000 euro), litigando furiosamente con i Macrì; che nel pomeriggio dello stesso giorno Rocco Fisina era stato eliminato, a seguito di un vero e proprio agguato di chiara matrice mafiosa eseguito a colpi di arma da fuoco; che, successivamente, gli Italiano avevano consegnato ai Macrì la somma da questi pretesa, pari a 20.000 euro; che l’omicidio di Frisina era stato materialmente eseguito da Angelo Macrì (detto “Pinello”), giunto sul luogo dell’agguato a bordo di una autovettura condotta da Leo Italiano, cognato di Salvatore Macrì (fratello di Angelo). Al fine di addivenire all’identificazione degli autori dell’omicidio, era stata avviata una complessa attività d’indagine anche nei confronti dei parenti della vittima. Proprio indagando in tale ambito familiare, sono stati acquisiti importantissimi riscontri e delle chiare conferme a quanto stava emergendo dal complesso dell’attività svolta. Nel corso delle intercettazioni che hanno riguardato, in particolare, un cognato di Frisina, Elio Giordano, 38 anni, inoltre, sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico di diversi soggetti, tutti di Taurianova, per delitti in materia di armi. Gli indagati sono Elio Giordano, il nipote Raffaele Giordano, 25 anni, e Francesco Alampi, 74 anni. I carabinieri avrebbero accertato che i tre avevano la materiale disponibilità di diverse armi da sparo, che riuscivano a procurarsele ed a rivenderle con facilità, dimostrando inoltre notevole dimestichezza nonché competenza tecnica in materia, al punto da essere in grado di eseguire personalmente modifiche e/o riparazioni. Nelle loro conversazioni, gli indagati usavano un lessico convenzionale (esempio macchine, figliola) che però è apparso di facile comprensione anche alla luce di diverse prove tecniche (spari o “scarrellamenti”) che venivano compiute con le armi e che sono state intercettate. I predetti sono ritenuti responsabili di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, sia singolarmente, che in concorso tra loro. I due Giordano e Alampi sono stati tratti in arresto alle prime luci dell’alba e sono stati condotti presso la Casa circondariale di Palmi, mentre Angelo “Pinello” Macrì è tuttora attivamente ricercato.