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venerdì 17 febbraio 2012

VARAPODIO. Scaricava illegalmente acque non depurate: sequestrato impianto per la lavorazione degli agrumi

VARAPODIO. Lo sversamento illegale delle acque prodotte nel corso di attività industriali di trasformazione, con particolare riferimento a quelle provenenti dai frantoi e dagli impianti di estrazione di succhi ed essenze dagli agrumi, è uno delle cause di inquinamento più gravi presenti nella provincia di Reggio Calabria. In tale ottica, da alcune settimane il personale del Corpo forestale dello Stato, su precise disposizioni del Comando provinciale, sta attuando una capillare e costante attività di controllo di tutte le possibili fonti d’inquinamento. Nel corso di un servizio congiunto effettuato nel territorio dai Comandi Stazione di Cittanova e Laureana di Borrello, il personale operante ha rilevato la presenza di una condotta idrica dalla quale fuoriusciva copiosamente dell’acqua di un intenso colore giallo-arancione, che andava a riversarsi direttamente in un vicino torrente. Appurato ciò, venivano immediatamente esperite le formalità di rito che portavano ad individuare, quale fonte certa di tale inquinamento ambientale, una vicina industria di trasformazione di agrumi. In particolare, è stato documentato che le acque di risulta provenienti dalla lavorazione, invece di finire al depuratore aziendale, venivano bypassate mediante un tubo esterno e versate, senza alcun tipo di trattamento preventivo, al di fuori del complesso industriale, prima nella rete fognaria del comune di Varapodio e, successivamente, in un vicino torrente. Il controllo veniva esteso anche all’impianto di depurazione aziendale che, all’atto del suo avvio, si mostrava non funzionante, nonostante l’attività industriale fosse in pieno esercizio. In dettaglio, veniva evidenziata la presenza di un vistoso foro nel tubo di trasporto dei reflui liquidi e di un guasto alla coclea idraulica atta alla separazione della componente liquida dai residui provenienti dalla trasformazione degli agrumi. Per tali motivi, il C. D., 79 anni, amministratore unico della società proprietaria dell’impianto, veniva deferito in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria, con contestazioni relative a violazioni sulla norma inerente lo scarico di acque reflue provenienti da attività industriali, e l’impianto veniva posto sotto sequestro penale. Le attività di controllo in tale settore verranno ulteriormente incrementate così come disposto dal Comando provinciale reggino.

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