REGGIO CALABRIA. Si è tenuto martedì scorso, presso la sala della Chiesa di San Giorgio al Corso, l’incontro culturale sul tema “la tragedia del Titanic a cento anni dall’affondamento”, organizzato congiuntamente dalle associazioni culturali Anassilaos e Fenice dello stretto. L’evento è stato introdotto dal moderatore Stefano Iorfida (presidente dell’Anassilaos), il quale ha sottolineato l’importanza dell’incontro che, oltre a commemorare una sciagura che ha segnato profondamente un’intera epoca, risulta altresì di disarmante attualità dati gli spiacevoli e recenti avvenimenti riguardanti il naufragio della Costa Concordia. Alle parole di Iorfida sono seguiti i saluti del presidente della Fenice dello Stretto, Maria Francesca Fassari, che si è detta entusiasta della collaborazione instauratasi fra il neonato sodalizio da lei rappresentato ed una realtà organizzativa prestigiosa quale l’Anassilaos. A relazionare sul naufragio del celebre transatlantico è stato lo storico e giornalista divulgatore Natale Zappalà, il quale, oltre a tracciare la dinamica degli eventi, ha cercato di ricostruire scientificamente quali furono le cause effettive della tragedia. Il dott. Zappalà ha ripercorso davanti ad un attento uditorio i fatti avvenuti nella notte fra il 14 ed il 15 aprile 1912 e culminati nel drammatico affondamento del Titanic; un naufragio che ha lasciato un segno indelebile, venendo spesso interpretato come una sorta di punizione, inferta dal fato per punire la tracotanza dell’uomo, del resto già percepibile nella pretenziosa denominazione data al transatlantico. Nel corso dell’evento sono state elencate le caratteristiche e i dettagli tecnici dell’imbarcazione-simbolo come le dimensioni o i comfort, i suoi difetti strutturali e le scelte sbagliate di chi ne era al comando; sono inoltre state riportate svariate storie relative ai superstiti che quella notte si distinsero per atti talvolta di viltà, talvolta di estremo coraggio. Durante la relazione è stato possibile anche far luce sulla questione della «nave misteriosa», avvistata da numerosi testimoni sulla scena della tragedia e non ancora identificata nonostante le numerose ricerche svolte in tal senso: in realtà, nelle vicinanze del Titanic quella notte si trovavano diverse navi che, per un motivo o per un altro, non riuscirono a portare soccorso ai naufraghi, tristemente periti fra le acque ghiacciate dell’Atlantico. La serata si è poi conclusa fra le note del brano “Titanic” di Francesco De Gregori, eseguito, voce e chitarre acustiche, da Giammarco Iaria e Valerio Lo Giudice, seguite da un appassionato dibattito fra i convenuti che ha infine evidenziato una triste realtà: nonostante il progresso tecnologico sono sempre e solo le scelte umane ad incidere profondamente nel corso degli eventi.


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