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sabato 18 febbraio 2012

REGGIO CALABRIA. Abusivismo edilizio: quattro persone denunciate dal Cfs

REGGIO CALABRIA. Dalla continua e costante attività di controllo del territorio del comprensorio provinciale da parte dei Reparti operativi del Corpo forestale dello Stato e dal Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale, il personale operante, in tre distinte operazioni, ha sequestrato tre costruzioni abusive e deferito, in stato di libertà, alla relativa Autorità giudiziaria competente i presunti responsabili di tali opere. I servizi si colloca nell’ambito dell’azione contro l’abusivismo edilizio disposta dal comandante provinciale, primo dirigente Giorgio Maria Borrelli, che già nei giorni scorsi, ha dato significativi risultati. Il Reparto di San Roberto, durante uno dei controlli quotidiani del territorio di competenza, ha notato, all’interno del paese una struttura in cemento armato e laterizi, in corso di costruzione, da adibire probabilmente a civile abitazione di due piani sopra elevati. Dopo opportuni accertamenti a carico del personale presente sul cantiere, ed identificato il titolare della costruzione da cui si è accertata la mancanza di qualsivoglia autorizzazione a costruire, il Reparto di San Roberto ha posto sotto sequestro il manufatto e deferito G. R., 54 anni, per abusivismo edilizio e per la violazione della normativa in materia paesaggistico-ambientale. Il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale, diretto dal vice questore aggiunto Giuseppe Gullì, insieme al personale del Comando Stazione di Reggio Calabria, durante un controllo del territorio operato nella località “Torrente Saetta” di Motta San Giovanni ha denunciato, sempre per abusivismo edilizio, M. A., 34 anni che stava realizzando, sulla sponda destra del medesimo torrente, una struttura in cemento armato, con copertura costituita da fogli di lamiera a un solo spiovente. Dalle misurazioni eseguite, è risultato che il manufatto aveva le dimensioni di circa 24x5 metri oltre che, all’interno di esso, era in fase di realizzazione una voluminosa mangiatoia sempre con calcestruzzo e laterizi. Privo di alcun permesso a costruire, l’indagato, ha dichiarato che la struttura sarebbe servita come ricovero di capi ovi-caprini non avendo a disposizione una stalla dove custodirli. Le opere abusive sono state sottoposte a sequestro. Nella località “Monte Callea”, in agro del comune di Cardeto, il Comando Stazione di Reggio Calabria competente per territorio ha rilevato e sequestrato un capannone di forma rettangolare di 10x17 metri ed un vano annesso di circa 6x4 metri adibiti ad allevamento di bestiame, nonché un ricovero per maiali ed una tettoia realizzata tra la porcilaia e lo stesso capannone. Tutte le strutture erano realizzate in muratura ordinaria fatta eccezione per la tettoia. A. A., 59 anni e V. M., 68 anni, al momento del controllo non presenti sul luogo ma indicati quali proprietari del fondo, sono stati denunciati in stato di libertà. Tra l’altro, le deiezioni dei suini, non erano opportunamente convogliate e smaltite come previsto dalla legislazione in materia ambientale e pertanto gli indagati dovranno rispondere anche di scarico abusivo di reflui provenienti da animali. Alle persone deferite alle competenti Autorità giudiziarie sono stati contestati i reati di deturpazione di bellezze naturali, realizzazione di manufatti in calcestruzzo armato in assenza del necessario permesso a costruire e senza il preventivo nulla osta paesaggistico ambientale. Le attività di controllo verranno ulteriormente incrementate così come disposto dal Comando provinciale reggino.

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