REGGIO CALABRIA. Arresti domiciliari per la direttrice della Scuola dell’infanzia “Charlie Brown” e obbligo di dimora, nella frazione di residenza, per la figlia. Nella mattinata odierna, personale della Terza Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori e reati sessuali”, ha eseguito l’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal gip Antonino Laganà, nei confronti di Marta Sarica e della figlia Margherita Sirena Geniale, per aver usato minacce nei confronti delle insegnanti dell’asilo “Charlie Brown”, in questo palesandosi un tentativo di estorsione nei loro confronti, per indurle a rinunciare a rivendicare i loro diritti davanti al giudice. Con riguardo esclusivamente alla Sarica, per inadempimento e frode nella fornitura del servizio, in quanto falsificava il numero degli alunni al fine di procurarsi un ingiusto profitto dalla corresponsione dei contributi statali, provinciali e comunali, per la gestione di due sezioni artificiosamente create; nonché per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Le indagini sono partite dalla segnalazione di alcune ex collaboratrici della struttura, che durante il periodo in cui hanno lavorato all’interno dell’asilo di viale Aldo Moro, hanno assistito a episodi di maltrattamenti nei confronti dei piccoli. In seguito alle dichiarazioni rese dai testimoni, il sostituto procuratore Francesco Tripodi, ha autorizzato intercettazioni ambientali grazie alle quali è stato possibile far luce sugli episodi che accadevano all'interno dell'asilo. Le immagini raccolte con le telecamere nascoste all’interno della struttura, hanno evidenziato gli abusi nei mezzi di correzione e disciplina, da parte della direttrice dell’asilo. La delicata vicenda, per circa un mese, è stata costantemente seguita da occhi elettronici nascosti nella struttura, che hanno filmato l'attività quotidiana svolta dal personale dipendente. A conclusione dell’attività investigativa, è stata redatta una dettagliata informativa di reato, che ha portato all’emanazione, da parte dell’Autorità giudiziaria, dell’ordinanza. La vicenda, tuttavia, al di là di questa componente, si è caratterizzata soprattutto per l'accertato convergere di comportamenti illegali nello sfruttamento del lavoro dipendente e di frode in danno della pubblica amministrazione (sulla quantità e qualità dei servizi prestati), mostrando ancora una volta la necessità di adeguati controlli nel settore. Appare ancora opportuno sottolineare che, pur non essendosi riscontrate situazioni di particolare gravità, si è accertato che i metodi della direttrice erano caratterizzati da trascuratezza verso le esigenze dei bambini e sovente dal facile ricorso a punizioni che improntavano le relazioni educative sul timore piuttosto che sulla attenzione. L’asilo è stato posto sotto sequestro preventivo e contestualmente affidato ad un curatore/amministratore nominato dal giudice, per assicurare la normale fruizione della struttura da parte dei bambini iscritti.


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