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| il giudice Vincenzo Giglio |
REGGIO CALABRIA. Un giudice, un consigliere regionale, un sottufficiale della Guardia di finanza, un avvocato e uno medico, sono tra i dieci arrestati nell’ambito dell’operazione antindrangheta contro il clan Valle, portata a termine dalle Dda di Milano e Reggio Calabria. Gli arrestati sono: Raffaele Ferminio (associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni); Vincenzo Giglio, medico di Reggio Calabria (concorso esterno in associazione mafiosa); Francesco Lampada, 34 anni, attualmente detenuto per associazione mafiosa, concorso in usura e intestazione fittizia di beni; Giulio Giuseppe Lampada (associazione mafiosa, corruzione, concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, intestazione fittizia di beni); Vincenzo Minasi, avvocato del foro di Palmi e con studi a Milano e Como (concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione di segreto d'ufficio, intestazione fittizia di beni, aggravato dalla finalità di favorire l'associazione mafiosa); Luigi Mongelli, maresciallo capo della Guardia di finanza (corruzione); Francesco Morelli, consigliere regionale della Regione Calabria (concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione di segreto d'ufficio e corruzione); Leonardo Valle (associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni), Vincenzo Giglio magistrato. Ai domiciliari è stata messa Maria Valle, 25 anni, moglie di Lampada (corruzione). I provvedimenti sono stati firmati dal gip di Milano Giuseppe Gennari. Due i magistrati coinvolti nell'inchiesta Il giudice Giancarlo Giusti, destinatario di un decreto di perquisizione emesso dalla Dda di Milano, è in servizio al Tribunale di Palmi dove si è occupato sia di civile sia di penale. Dal 20 settembre scorso è stato applicato alla sezione penale dal presidente del Tribunale di Reggio Calabria Mariagrazia Arena. Giancarlo Giusti, indagato per corruzione in atti giudiziari, sarebbe stato corrotto, con alcuni viaggi nel nord Italia e con alcune escort da Giulio Giuseppe Lampada, reggino trapiantato a Milano e genero di Valle, finito anche lui in carcere per associazione mafiosa ed altri reati. Da quanto si è appreso, Giulio Giuseppe Lampada avrebbe pagato al giudice una ventina di viaggi nel nord Italia. Il giudice poi avrebbe intrattenuto anche rapporti con alcune escort, in un hotel milanese in zona San Siro. Il giudice Vincenzo Giuseppe Giglio, è in magistratura da 25 anni. A Reggio Calabria, oltre alla sezione misure di prevenzione del Tribunale, presiede anche la prima sezione della Corte d'assise. Giglio è anche docente di Diritto penale alla Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria. E’ iscritto alla componente di Magistratura democratica. Nella qualità di presidente della sezione misure di prevenzione, ha emesso numerosi provvedimenti di sequestro nei confronti di affiliati alle cosche della 'ndrangheta tra cui quelli per 330 milioni di euro al re dei videopoker Gioacchino Campolo e di 190 milioni di euro alla cosca Pesce, tra cui due squadre di calcio. In passato Giglio ha avuto una polemica col procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, contestando la sua tesi secondo la quale su Reggio ''pende la condanna di dovere essere perennemente circondati e ammorbati dalla 'ndrangheta''. Secondo Giglio, invece, ''non è questa l'aria che si respira a Reggio Calabria. Preferisco Gratteri come inquirente - aveva detto ancora Giglio - che come opinionista e sociologo''. Per quanto riguarda la sua posizione nell’ambito dell’inchiesta, in base all'ordinanza del gip di Milano Giuseppe Gennari, il prezzo della corruzione nei suoi confronti sarebbe stato quello di favorire, tra le altre cose, la carriera della moglie.
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| l'on. Franco Morelli |
Da quanto si è saputo, infatti, la moglie del magistrato è stata dirigente provinciale ed è poi diventata commissario straordinario della Asl di Vibo Valentia. Dalle indagini è emerso anche che il medico Vincenzo Giglio, cugino del magistrato, avrebbe appoggiato la campagna elettorale di Leonardo Valle, arrestato oggi per associazione mafiosa, che si era candidato in un comune dell'hinterland milanese, senza poi essere eletto. L'avvocato del foro di Palmi Vincenzo Minasi, anche lui arrestato, avrebbe raccolto una serie di notizie riservate su alcune indagini che riguardavano il clan Valle. Sempre stando a quanto si è saputo, il consigliere regionale calabrese del Pdl Giuseppe Morelli, finito in carcere, avrebbe anche lui acquisito notizie riservate rivolgendosi al magistrato Giglio, il quale gli avrebbe mandato anche un fax per tranquillizzarlo sul fatto che non ci fossero indagini penali a suo carico. La Dda di Milano e il gip milanese hanno individuato la competenza territoriale della magistratura milanese per queste indagini perchè il reato al centro dell'inchiesta è quello di associazione mafiosa che riguarda il clan Valle, reato che attira anche gli altri reati 'satellite'. Nel novembre del 2009, Giglio e Giusti, insieme ad una quarantina di magistrati e giudici, erano stati tra i firmatari di un appello lanciato da Libera contro l'ipotesi, all'epoca in discussione in Parlamento, che i beni confiscati potessero essere messi in vendita. Nel corso dell’operazione, agenti della polizia di Stato si sono presentati stamani a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria. Gli agenti hanno effettuato una perquisizione negli uffici del consigliere Franco Morelli, che è presidente della Commissione consiliare, Bilancio e programmazione economica. Franco Morelli, 53 anni, nato a San Benedetto Ullano (CS), sposato con due figli, è stato capo di Gabinetto nella giunta regionale di centrodestra guidata da Giuseppe Chiaravalloti, dal 2000 al 2005. Ha partecipato attivamente alla costituzione e promozione di ''Area'', la rivista della Destra sociale ed attualmente, come scrive sulla biografia nel suo sito internet, è tra i più impegnati promotori per la costituzione dei ''Circoli della Nuova Italia'' ispirati e promossi dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. Alle ultime elezioni regionali dello scorso anno è stato eletto, nella lista del Pdl con 13.671 preferenze nella circoscrizione di Cosenza. Nella passata legislatura è stato presidente della Commissione speciale di vigilanza, vicepresidente della commissione Affari istituzionali e affari generali e componente degli Istituti regionali ricerca e aggiornamenti educativi presso il Ministero della Pubblica istruzione. Agli inizi degli anni Novanta, da direttore generale di Europa occupazione - Impresa e solidarietà della Fondazione Cassa Risparmio di Roma ha contribuito all'elaborazione del primo Accordo di programma quadro in Italia del settore con i Ministeri del Tesoro e dell'Industria. A Morelli vengono anche contestati il concorso esterno in associazione mafiosa e la rivelazione di atti giudiziari coperti da segreto. La Polstato ha inoltre perquisito una casa a Roma di proprietà della moglie di Morelli e le sedi di alcune società di vari settori in cui il consigliere regionale avrebbe una partecipazione. Società cui sarebbero partecipi alcuni affiliati alla 'ndrangheta. Morelli, stamattina, è stato portato a Reggio Calabria per alcuni adempimenti legati al suo arresto ed è stato successivamente trasferito nel carcere di Opera a Milano. Nei prossimi giorni, in presenza del suo difensore di fiducia, l'avvocato Franco Sammarco, sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia da parte del gip di Milano. L'accusa di corruzione contestata a Franco Morelli è da mettere in relazione alla nomina della moglie del giudice Vincenzo Antonio Giglio, Alessandra Sarlo, a commissaria dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia.