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lunedì 5 dicembre 2011

TRUFFE. Percepivano illecitamente fondi comunitari: nella Locride in 11 finiscono ai domiciliari

REGGIO CALABRIA. I carabinieri del Comando Politiche agricole e alimentari e del locale Comando provinciale hanno eseguito 11 misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di persone accusate a vario titolo di truffa e falso per il conseguimento di fondi comunitari. I provvedimenti cautelari scaturiscono da indagini svolte dai carabinieri del Gruppo di Locri, diretto dal tenente colonnello Giuseppe De Liso, grazie alla quale sono state denunciate 48 persone ritenute vicine alle cosche della 'ndrangheta dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara e Mollica-Morabito di Africo e Vottari, Nirta di San Luca. Contestualmente agli arresti è stato eseguito anche un sequestro di beni per il valore di circa 1 milione di euro nei confronti di 25 indagati. Le persone arrestate stamani, si avvalevano della complicità di tre operatori dei Centri di assistenza agricola. Grazie a queste complicità, secondo l'accusa, 30 allevatori hanno presentato una fittizia dichiarazione all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura dalla quale risultava il possesso di centinaia di capi ovicaprini in inesistenti o superiori alla realtà allo scopo di ottenere dal Servizio veterinario il codice ed il registro aziendale necessari per presentare le istanze di finanziamento. Alcuni ispettori degli Uffici provinciali agricoltura incaricati dei controlli, inoltre, nel corso delle verifiche delegate dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura avrebbero attestato la presenza negli allevamenti di capi di bestiame mai posseduti dagli allevatori. La complicità dei responsabili di alcuni Centri di assistenza agricola, infine, consentiva alla banda di ottenere l'inserimento nel Sistema informativo agricolo nazionale di domande di pagamento incomplete o riportanti dati palesemente falsi. Hanno riguardato anche il settore olivicolo, con il coinvolgimento di gestori di frantoi ed ispettori delegati al controllo, le irregolarità riscontrate nel corso dell'operazione condotta dal Comando carabinieri politiche agricole e alimentari-Nucleo antifrodi di Salerno, rispettivamente al comando del colonnello Maurizio Delli Santi e del capitano Vincenzo Ferrara e da quelli del Comando provinciale reggino. Le accuse ipotizzate sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici per aver percepito illecitamente finanziamenti comunitari per un valore complessivo di circa un milione di euro. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto della Dda reggina, Ottavio Sferlazza, hanno consentito di accertare che il gruppo affaristico-criminale era organizzato su basi familiari contigue ad alcuni clan locali di Africo Nuovo e San Luca. Già nella scorsa settimana, i carabinieri hanno effettuato, un altro sequestro di beni per oltre un milione di euro sempre per illeciti finanziamenti comunitari al settore agro-alimentare. Complessivamente nell'ultimo anno il complesso di beni, conti correnti e altri titoli illeciti sequestrati e sottratti al circuito delle frodi comunitarie ammonta ad oltre 200 milioni di euro.

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