REGGIO CALABRIA. I carabinieri del Ros e del Comando provinciale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dalla locale Dda a carico della “Pane Pizza e Fantasie”, società a responsabilità limitata operante nel settore della panificazione e ubicata in via Vecchia provinciale Archi. Il provvedimento è stato adottato in ordine al delitto di “intestazione fittizia”. Gli investigatori, infatti, avrebbero accertato che l’assetto societario è, di fatto, riconducibile ai prossimi congiunti di Antonino Imerti, noto “nano feroce”, attualmente detenuto nella Casa circondariale di Nuoro e Domenico Condello, 55 anni, latitante sin dal dicembre del 1990, quando si era sottratto dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Corte di Assise di Appello reggina per inosservanza degli obblighi imposti a seguito della sua scarcerazione avvenuta il 4 luglio 1989. Condello, recentemente è stato raggiunto da altro provvedimento emesso dalla Dda di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Reggio Nord”. Nel corso dell’indagine dell’Arma è emerso che sul piano formale, l’assetto societario fa capo ai congiunti Maddalena e Giuseppe Martino, rispettivamente di 85 e 73 anni, zii materni del latitante che, peraltro, nel corso di perquisizione domiciliare eseguita lo scorso 22 giugno, erano stati trovati in possesso di 49.690 euro in contante, 52.000 euro e 10 milioni di vecchie lire in buoni fruttiferi postali, in parte cointestati con Giuseppa Condello, 51 anni, moglie di Antonino Imerti.
Quest’ultima, benché formalmente estranea all’attività, è il centro di imputazione delle responsabilità gestionali, intrattenendo relazioni sia con lo studio di consulenza commerciale sia con l’istituto di credito. Margherita Tegano, 43 anni e Caterina Condello, 44 anni, rispettivamente compagna e sorella di Domenico Condello, benché formalmente dipendenti, si interfacciano solo ed esclusivamente con Giuseppa Condello, che partecipa loro le decisioni assunte o da assumere: le tre donne hanno stabilito di cedere a titolo definitivo l’attività. Tutti questi elementi, secondo gli inquirenti, conferiscono corposità ed univocità al quadro indiziario raccolto e l’accertata sussistenza di fasi propedeutiche alla definitiva cessione dell’attività, in ultimo, ha imposto l’adozione, da parte della locale Dda, del provvedimento in urgenza. Il provvedimento è un ulteriore segmento di un più ampio contesto investigativo sviluppato, con il coordinamento della Dda, dal Reparto Anticrimine del Ros e dal Comando provinciale e che mira al raggiungimento di due obbiettivi interdipendenti: la cattura del latitante, esponente mafioso di livello apicale della ‘ndrangheta, in grado di orientare le complessive strategie dell’organizzazione; la sistematica aggressione di tutte le attività riconducibili al gruppo criminale investigato, quale strumento di costante e progressivo depotenziamento della struttura di sostegno economico e logistico del latitante Domenico Condello.



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