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| da sx dottor Catalano, dottor Cortese, questore Casabona, procuratore Prestipino, dottor Stampacchia |
REGGIO CALABRIA. Il procuratore aggiunto della Dda reggina, Michele Prestipino Giarritta, ha definito la cattura di Carmelo Gallico un “risultato brillantissimo, frutto di una efficace collaborazione internazionale”. Per Gallico era stato emesso un provvedimento di fermo nell'ambito di una indagine condotta con i sostituti procuratori Roberto Di Palma e Giovanni Musarò. All'atto del provvedimento si era già dileguato. “Grazie all'attività investigativa di tipo tecnico condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dagli uomini del Commissariato di Palmi - ha aggiunto il dottor Prestipino Giarritta - siamo riusciti ad individuare il luogo di latitanza di Gallico. Abbiamo quindi attivato i canali della collaborazione istituzionale che ci hanno permesso di individuare il covo dove Gallico viveva da solo. Il capo della mobile, Renato Cortese, ha rivolto un ringraziamento agli uomini della polizia italiana, che anche nei giorni di Natale, ''sacrificando affetti e famiglia'', hanno pedinato ed osservato Gallico nei suoi spostamenti nella città catalana, assieme agli uomini della mossos d'esquadra, il corpo di polizia più antico d'Europa. Gallico, che è accusato di associazione mafiosa, è fratello di Teresa, Rocco, Domenico e Giuseppe, tutti detenuti. Domenico e Giuseppe sono stati condannati all'ergastolo e ritenuti dagli investigatori i killer della cosca e gli esecutori di numerosi omicidi compiuti durante la faida con i Parrello-Condello tra gli anni '70 ed i primi anni '90.


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