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mercoledì 28 dicembre 2011

REGGIO CALABRIA. I carabinieri arrestano un filippino per violenze sessuali su minori

REGGIO CALABRIA. R. E., filippino di 34 anni, è stato arrestato, la vigilia di Natale, dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia. L’accusa è violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di minori. I fatti si riferiscono a tempi diversi in cui il fermato avrebbe costretto, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, alcuni bambini di età inferiore a quattordici anni a subire atti sessuali. Dalle indagini dei carabinieri è emerso che il filippino, invitati i minori nella propria abitazione offrendo loro la possibilità di giocare alla Play Station, con la scusa di praticargli dei massaggi li baciava sulla bocca, si sedeva sopra di loro impedendone così i movimenti, toccava ripetutamente le loro parti intime, li denudava e si avvicinava loro slacciandosi la cintura dei pantaloni, elargendo anche piccole somme di denaro in cambio dell’atto sessuale. L’attività investigativa ha inizio grazie alla denuncia della madre di uno dei bambini che ha subito l’atto sessuale. In particolare, la donna ha riferito di aver rinvenuto in un occasione, all’interno della tasca dei pantaloni del proprio figlio, una banconota da 20 euro della quale, ovviamente, il figlio non ha saputo giustificare il possesso. Il bambino, sulle insistenze della madre, ha raccontato di averle ricevute da uno straniero come compenso che quest’ultimo elargiva in cambio di massaggi. Il minore ha aggiunto di essere stato invitato altre volte nell’abitazione del filippino, con la scusa di giocare alla Play Station e, una volta lì, anche in presenza di altri minori, di essere stato massaggiato in tutto il corpo, comprese le parti intime. Addirittura, in un episodio, il piccolo è stato completamente denudato e poi cosparso d’olio per massaggi. Altre volte, invece, il filippino faceva visionare dei film pornografici in cui diceva ai bambini che le persone nel film facevano “Bunga bunga” e che la stessa cosa avrebbe voluto fare lui con loro. Il piccolo ha dichiarato, inoltre, che ogniqualvolta entrava in casa veniva salutato dal filippino con un bacio sulle labbra e che poi veniva accompagnato in camera da letto dove veniva costretto a sdraiarsi prono e, mentre era occupato a giocare con la play station, a subire massaggi in tutto il corpo, comprese le parti intime. Tutte le violenze, anche quelle avvenute ai danni di altri minori, si sviluppavano nella stanza da letto del filippino il quale, verosimilmente per ottenere il compiacimento e il silenzio dei minori, offriva loro delle banconote di piccolo taglio. Il quadro agghiacciante emerso fin dalle prime dichiarazioni è stato immediatamente approfondito dai carabinieri, anche con attività tecniche di intercettazione. I militari hanno accertato innanzitutto la perfetta corrispondenza tra la descrizione dell’appartamento, dell’arredamento e delle suppellettili fatta dai bambini e la realtà. Sono state poi ascoltate alcune conversazioni significative tra lo stesso ed un minore che hanno confermato una certa “attenzione” dell’individuo verso i minorenni. R. E., infatti, si rivolgeva al minore utilizzando un linguaggio subdolo, ambiguamente affettuoso e si lasciava andare ad effusioni verbali allarmanti. Inoltre il filippino esternava un’insana gelosia nei confronti di un parente del minore con cui conversava, palesando un certo assillo sul fatto che questi lo avesse potuto accompagnare a letto. Nel corso della conversazione, in un crescendo emozionale giunto sino ad uno stato di evidente eccitazione, lo straniero esternava la sua innaturale morbosità nei confronti della vittima, non andando oltre soltanto perché timoroso di lasciarsi andare a ben più gravi esternazioni telefoniche, nell’eventualità che le forze di polizia potessero intercettare la comunicazione. Avuta conferma dei suoi propositi criminali, i carabinieri hanno deciso di fermare R. E., per evitare anche che potesse darsi alla fuga, così come emerso da concreti elementi che hanno fatto ritenere che lo stesso fosse pronto a partire per il suo paese di origine e allontanarsi così definitivamente dal territorio nazionale. L’uomo è ora ristretto presso la Casa circondariale di via San Pietro con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata su minori e di prostituzione minorile, in quanto elargiva piccole somme di denaro ai bambini, compiendo in cambio atti sessuali su di loro.

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