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| il mangimificio mai completato |
SAN FERDINANDO. Nella mattinata odierna, i finanzieri del Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, coordinati dai dottori Giuseppe Creazzo e Salvatore Dolce, rispettivamente capo e sostituto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, hanno tratto in arresto Alessandro Mallamace, 49 anni, rappresentante legale della cooperativa “Aulinas” e della “Avicola sud srl”, entrambe con sede a San Ferdinando, Francesco Suraci, 43 anni, titolare della omonima ditta individuale con sede a Vibo Valentia, ed i fratelli Antonino e Paolo Carrigao, di 35 e 31 anni, titolari delle omonime ditte individuali aventi sede a Reggio Calabria, tutte operanti nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame. Per tutti l’accusa è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso e frode fiscale, perpetrati attraverso un articolato e complesso sistema di frode promosso da Mallamace e da Surace, ed attuato grazie al concorso dei fratelli Carriago e di altre 23 persone. Contestualmente sono stati sequestrati agli arrestati ed agli indagati beni immobili e conti correnti per un valore complessivo di 8,5 milioni di euro, pari alle risorse pubbliche indebitamente percepite. La Finanza ritiene che che sia stato adottato un Piano Integrato di Filiera (Pif) per il pollo da carne solamente in maniera formale, presentato alla Regione Calabria per ottenere i contributi comunitari, ''non trovando - affermano gli inquirenti - la pur minima realizzazione secondo gli obiettivi espressi''. Falsa anche la documentazione di spesa presentata alla Regione.
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| allevamento pulcini |
Tra le persone indagate nell'ambito dell'operazione ''Pollo fantasma'', ci sono anche tre funzionari regionali addetti alla verifica dei progetti presentati dagli imprenditori oggetto dell'inchiesta. E' emerso nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'operazione che si è svolta presso la Procura di Palmi alla quale erano presenti oltre al procuratore capo Giuseppe Creazzo e al sostituto procuratore Sandro Dolce, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Cosimo Di Gesù e il comandante del Nucleo di polizia tributaria tenente colonnello Claudio Petruzziello. Le indagini - è stato detto - continueranno per accertare altre responsabilità. La Procura inoltre ha mandato ''un appello'' al Tribunale della libertà di Reggio Calabria sottolineando le responsabilità accertate da parte dei soggetti indagati per i quali il Gip non ha ritenuto di accogliere le relative ordinanze di custodia cautelare richieste dalla Procura. L’operazione si inquadra nell’ambito delle funzioni e delle prerogative tipiche del Corpo della Guardia di Finanza, volte a tutelare il bilancio dello Stato, dell’Unione Europea e delle Regioni anche sul versante della spesa e degli obiettivi di politica economica, contro forme di sviamento e di distrazione di risorse che inquinano l’economia legale ed il mercato concorrenziale. I risultati conseguiti, infatti, si caratterizzano per l’integrale recupero dei contributi indebitamente percepiti dai responsabili della frode, ma soprattutto per il ripristino dell’ordine economico e finanziario violato.



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