REGGIO CALABRIA. La “Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole” si svolge ogni anno il 25 novembre e vede la partecipazione di tutte le scuole, con la realizzazione di eventi, incontri istituzionali, prove di evacuazione e dimostrazioni da parte di istituzioni locali e forze dell’ordine di tutto il territorio nazionale. Anche la Protezione civile della Provincia, nell’ambito del progetto “Scuola sicura”, ha aderito alla “Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole”. Il comandante della Polizia provinciale, dottor Domenico Crupi, accogliendo l’invito proposto dal rettore - dirigente scolastico del Convitto nazionale Tommaso Campanella, professoressa Zito, ha organizzato con il personale della Polizia provinciale e della Protezione civile, un momento di confronto con gli enti competenti in materia di sicurezza, favorendo attraverso l’incontro con gli scolari, la diffusione della stessa in tutti i suoi aspetti.
Alle ore 9:30, nell’aula magna del Convitto si è tenuta una conferenza - dibattito sulle tematiche della Protezione civile alla presenza dei funzionari del Dipartimento nazionale della Protezione civile e dei rappresentanti delle istituzioni locali, Prefettura, Comando Vigili del fuoco, Polizia provinciale, Soccorso alpino, Protezione civile provinciale, Volontariato provinciale che hanno argomentato sul tema “Sitema della Protezione civile nel territorio reggino”. Sono stati ampiamente illustrati anche i comportamenti da tenere a scuola in caso di evento sismico. Grande entusiasmo e sensibilità ha suscitato questo momento negli alunni che hanno seguito con interesse le tematiche trattate dai vari relatori, intervenendo con domande pertinenti. L’attività ha raggiunto la massima espressione con le prove pratiche di evacuazione dell’edificio scolastico fino al luogo sicuro individuato in piazza Castello Aragonese. Gli 820 alunni presenti nella scuola, assistiti dal personale della Polizia provinciale e dai volontari delle Associazioni della provincia reggina, hanno abbandonato l’edificio scolastico e si sono portati nel luogo di concentramento, rientrando successivamente nelle loro aule.



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