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giovedì 24 novembre 2011

ATTIVITA’ ANTISINDACALE. Il Giudice del lavoro “bacchetta” il questore Casabona

il questore Carmelo Casabona
REGGIO CALABRIA. Dopo un lungo viaggio durato oltre sei mesi, Sap, Siap Ugl Polizia di Stato, Consap e Coisp, sono giunte al primo traguardo, essere convocati per avviare specifiche trattative per la modifica dell’Accordo Decentrato sottoscritto lo scorso anno presso la Questura reggina con l’inserimento della proposta formulata dalle cinque organizzazioni sindacali finalizzata a “garantire a tutto il personale dipendente dal Questore le pari opportunità nel lavoro e nello sviluppo professionale”, volgarmente definita “trasparenza dei movimenti interni”. L’antica richiesta formulata in data 2.05.2011 (aggiungere il seguente comma all’articolo 6 “a tal fine si impegna a garantire la piena trasparenza nei movimenti interni del personale intesi quale trasferimento ad uffici diversi. Nel disporre questi terrà conto dell’anzianità di servizio, della presentazione della domanda, della permanenza nello stesso ufficio, delle attitudini e delle situazioni personali e familiari. Garantirà trasparenza, nelle aspirazioni del personale impegnandosi a non effettuare, salvo casi particolari adeguatamente motivati, movimenti d’ufficio qualora vi siano domande di altro personale agli atti”) e la successiva diffida del 15.06.2011 a nulla sono valse visto che il Vertice dell’Amministrazione locale non ha ritenuto di tenerla in debita considerazione, tanto da obbligare i cinque sindacati a rivolgersi al Giudice del Lavoro. Quest’ultimo, dopo aver sciolto la riserva, e non prima di aver concluso che “deve pertanto ravvisarsi nella fattispecie in esame una condotta oggettivamente idonea a compromettere l’attività sindacale, attesa la violazione dell’art. 6 dell’accordo nazionale quadro, non essendo stati allegati specifici impedimenti o motivi idonei a giustificare il ritardato avvio di specifiche trattative in ordine alla richiesta di integrazione dell’accordo decentrato”, si è così espresso: “ACCOGLIE LA DOMANDA E PER L’EFFETTO ORDINA ALLA QUESTURA DI REGGIO CALABRIA DI AVVIARE, NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE, SPECIFICHE TRATTATIVE IN ORDINE ALLA RICHIESTA DI INTEGRAZIONE DELL’ACCORDO DECENTRATO PRESENTATO DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI IN DATA 12 MAGGIO 2011 – PONE A CARICO DI PARTE RESISTENTE LE SPESE PROCESSUALI ..” A differenza di strane, e non meglio specificate, interpretazioni della norma lo stesso Giudice si cura di precisare che “tale richiesta deve ritenersi rientrante nel novero delle materie oggetto di contrattazione decentrata ai sensi dell’art. 3 Anq, il quale alla lettera d) contempla appunto misure dirette a favorire pari opportunità nel lavoro e nello sviluppo professionale .. ..”, ossia la legittimità della richiesta; ma non bastasse, ogni dubbio viene chiarito con la sottoscrizione dell’accordo decentrato, in data 19.10.2011, presso l’ufficio per le relazioni sindacali del Ministero, dal suo Direttore e dai delegati delle segreterie nazionale delle organizzazioni sindacali, a ciò demandati, causa il mancato accordo in sede locale tra i vertici del Reparto prevenzione crimine Sicilia Orientale di Catania e le parti sindacali territorialmente competenti, esplicitando nei 6 commi dell’art. 6 le “misure dirette a favorire pari opportunità nel lavoro e nello sviluppo professionale” recitando al comma 2 che “l’Amministrazione si impegna ad applicare i criteri generali previsti per la mobilità del personale (anzianità di servizio, curriculum professionale ecc.) e .. ..”. Quanto appena assunto trattasi di interpretazione autentica della norma in esame, che a differenza di quella letterale e logica, è fatta direttamente dall’Ufficio Relazioni Sindacali, come previsto dall’art. 24 Anq. Infine, i contenuti della richiesta sindacale sono sempre stati noti alle parti interessate (restanti sindacati ed Amministrazione – vedasi nota nr. 0545/B1/Gab. del Questore di Reggio Calabria, datata 6.06.2011, con la quale convoca tutte le organizzazioni sindacali indicandone i, suindicati, contenuti della convocazione. Mercoledì 16, i cinque sindacati hanno iniziato la seconda, ed ultima, tratta del viaggio che si si spera porterà alla destinazione finale, ossia “disciplinare i criteri di valutazione delle istanze di trasferimento presentate dai poliziotti, che ambiscono a migliorare la propria professionalità e competenza”; certo richiamando la sentenza del Giudice del Lavoro, dove bacchetta il Questore circa la mancanza di “specifici impedimenti o motivi idonei a giustificare il ritardo” viene spontaneo pensare, per analogia, al senso degli interventi di altre sigle sindacali: “quesiti interpretativi”, “posizioni statiche”, “consultazione con gli iscritti”, “tavoli tecnici a livello nazionale”. Sap, Siap Ugl Polizia di Stato, Consap e Coisp, concludono la nota stampa chiedendosi: quale interesse potrebbe avere il Questore di Reggio Calabria, che vi permane per circa un biennio, a boicottare una vertenza mirata a migliorare lo sviluppo professionale dei suoi poliziotti? Quale interesse potrebbe avere un poliziotto in servizio a Reggio Calabria o provincia, opportunamente interpellato, a non essere d’accordo per le pari opportunità e lo sviluppo professionale?

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