REGGIO CALABRIA. Un ordigno rudimentale a basso potenziale con un ritaglio di giornale e la foto del sostituto procuratore antimafia Giuseppe Lombardo, è stato trovato, intorno alle ore 13:30 di oggi, in uno dei parcheggi esterni del Centro direzionale, l'edificio che ospita anche gli uffici della Procura della Repubblica e del Tribunale. Sul posto hanno operato gli artificieri del Nucleo antisabottaggio del XII Reparto mobile e gli specialisti del Gabinetto regionale di polizia scientifica. Gli artificieri della Polstato hanno accertato che l'ordigno non era innescato. La prima ipotesi è che si tratti di una intimidazione. L'ordigno è quello che viene chiamato ''cipolla'' e non è considerato a potenziale lesivo. Secondo gli inquirenti l'intento di chi l'ha lasciato non era quello di farlo esplodere.

Non ha caso, è stato lasciato in una zona dove era facilmente visibile. Sul luogo del ritrovamento dell'ordigno, sono giunti il capo della Squadra mobile Renato Cortese, il vice Luigi Silipo e il funzionario Francesco Stampacchia, il comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Cosimo Di Gesù, il comandante del Gruppo tenente colonnello Giuseppe Cavallaro, il dirigente della Squadra volante Giuseppe Pizzonia e il vice Giuseppe Giliberti. L'ordigno, confezionato con polvere pirica in una quantità modica, è stato trovato da un finanziere su un marciapiede del parcheggio che si trova alle spalle dell'ingresso principale del Cedir. ''Ancora una volta un segnale del clima intimidatorio che si cerca di creare intorno al lavoro della Procura. - Lo ha detto il procuratore capo, Giuseppe Pignatone - Per quanto ci riguarda procediamo nel nostro lavoro sulla linea tracciata. I processi vanno avanti, i giudici stanno prendendo le loro decisioni''.

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