REGGIO CALABRIA. In città si sta celebrando un importante processo penale contro i vertici della ‘ndrangheta, il cosiddetto Processo “Meta” (quasi un maxi processo calabrese) scaturito dall'operazione Meta realizzata nel giugno del 2010 dai carabinieri del Ros che portò all' arresto di 40 persone tra cui i principali boss della 'ndrangheta reggina. Il gup Adriana Trapani, dopo essersi ritirata in camera di consiglio per valutare le eccezioni sollevate dagli avvocati degli imputati, ha emesso una importante e puntuale ordinanza di ammissione dell’associazione Libera come parte civile nel processo “Meta”. Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, proprio per il significato che il processo assume, attraverso l'Ufficio Legale Nazionale, aveva deciso di costituirsi parte civile con un atto il cui fondamento giuridico è dato dal fatto che le finalità che Libera persegue attraverso la propria attività sociale ricevono un danno diretto provocato dalle azioni criminali poste in essere, ripetutamente e con violenza, dalle consorterie mafiose. Per Reggio e l’intera Calabria, il riconoscimento della presenza dell’Associazione nelle aule di giustizia in cui si processano i principali responsabili del sistema di violenza e intimidazione che condiziona la vita civile e democratica di tutti i cittadini, è anche la naturale prosecuzione delle iniziative che Libera promuove nel territorio, in speciale modo accanto ai familiari delle vittime, nelle scuole e nelle università, con le chiese, con le associazioni. Il risultato ottenuto assume particolare rilevanza per l’esperienza antiracket avviata lo scorso anno, “ReggioLiberaReggio, la libertà non ha pizzo”. Gli imprenditori, che in questo territorio hanno scelto di opporsi alla criminalità organizzata aderendo alla campagna assieme ai cittadini impegnati a sostenere il consumo critico e responsabile, ricevono con questa ammissione di parte civile un forte segnale di concretezza e di giustizia. Per l’associazione Libera è una ulteriore assunzione di responsabilità a sostegno del cammino di liberazione da ogni mafia e violenza che istituzioni, organizzazioni sociali e semplici cittadini, tutti e ciascuno secondo il proprio ruolo, sono tenuti a perseguire con determinazione e costanza.Informazioni personali
- Pino d'Amico
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domenica 2 ottobre 2011
REGGIO CALABRIA. Libera ammessa parte civile nel processo “Meta”
REGGIO CALABRIA. In città si sta celebrando un importante processo penale contro i vertici della ‘ndrangheta, il cosiddetto Processo “Meta” (quasi un maxi processo calabrese) scaturito dall'operazione Meta realizzata nel giugno del 2010 dai carabinieri del Ros che portò all' arresto di 40 persone tra cui i principali boss della 'ndrangheta reggina. Il gup Adriana Trapani, dopo essersi ritirata in camera di consiglio per valutare le eccezioni sollevate dagli avvocati degli imputati, ha emesso una importante e puntuale ordinanza di ammissione dell’associazione Libera come parte civile nel processo “Meta”. Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, proprio per il significato che il processo assume, attraverso l'Ufficio Legale Nazionale, aveva deciso di costituirsi parte civile con un atto il cui fondamento giuridico è dato dal fatto che le finalità che Libera persegue attraverso la propria attività sociale ricevono un danno diretto provocato dalle azioni criminali poste in essere, ripetutamente e con violenza, dalle consorterie mafiose. Per Reggio e l’intera Calabria, il riconoscimento della presenza dell’Associazione nelle aule di giustizia in cui si processano i principali responsabili del sistema di violenza e intimidazione che condiziona la vita civile e democratica di tutti i cittadini, è anche la naturale prosecuzione delle iniziative che Libera promuove nel territorio, in speciale modo accanto ai familiari delle vittime, nelle scuole e nelle università, con le chiese, con le associazioni. Il risultato ottenuto assume particolare rilevanza per l’esperienza antiracket avviata lo scorso anno, “ReggioLiberaReggio, la libertà non ha pizzo”. Gli imprenditori, che in questo territorio hanno scelto di opporsi alla criminalità organizzata aderendo alla campagna assieme ai cittadini impegnati a sostenere il consumo critico e responsabile, ricevono con questa ammissione di parte civile un forte segnale di concretezza e di giustizia. Per l’associazione Libera è una ulteriore assunzione di responsabilità a sostegno del cammino di liberazione da ogni mafia e violenza che istituzioni, organizzazioni sociali e semplici cittadini, tutti e ciascuno secondo il proprio ruolo, sono tenuti a perseguire con determinazione e costanza.
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