REGGIO CALABRIA. Dieci anni di carcere per Antonino Lo Giudice (nella foto), il collaboratore di giustizia che si è autoaccusato delle bombe e delle intimidazioni ai magistrati reggini lo scorso anno. E’ quanto ha chiesto il pm Beatrice Ronchi che ha pronunciato la requisitoria nel processo che si sta tenendo con il rito abbreviato davanti al gup Daniela Oliva in cui Lo Giudice è imputato per associazione mafiosa. Durante le cinque ore di requisitoria, il magistrato ha ripercorso la questione relativa alle armi sequestrate e alle attività imprenditoriali riconducibili alla cosca. Il pm ha chiesto nove anni di reclusione per Consolato Villani, pure lui beneficiario di uno sconto per lo status di collaboratore di giustizia. Dieci anni la richiesta per Consolato Romolo, l'armiere che avrebbe nascosto le armi della cosca, undici anni e quattro mesi per Demetrio Gangemi, dieci anni e quattro mesi per Madalina Tuscanu, sei anni per Paolo Sesto Cortese, cinque anni e mille euro di multa per Giuseppe Perricone.Informazioni personali
- Pino d'Amico
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martedì 11 ottobre 2011
REGGIO CALABRIA. Il pm chiede 10 anni di reclusione per il collaboratore Antonino Lo Giudice
REGGIO CALABRIA. Dieci anni di carcere per Antonino Lo Giudice (nella foto), il collaboratore di giustizia che si è autoaccusato delle bombe e delle intimidazioni ai magistrati reggini lo scorso anno. E’ quanto ha chiesto il pm Beatrice Ronchi che ha pronunciato la requisitoria nel processo che si sta tenendo con il rito abbreviato davanti al gup Daniela Oliva in cui Lo Giudice è imputato per associazione mafiosa. Durante le cinque ore di requisitoria, il magistrato ha ripercorso la questione relativa alle armi sequestrate e alle attività imprenditoriali riconducibili alla cosca. Il pm ha chiesto nove anni di reclusione per Consolato Villani, pure lui beneficiario di uno sconto per lo status di collaboratore di giustizia. Dieci anni la richiesta per Consolato Romolo, l'armiere che avrebbe nascosto le armi della cosca, undici anni e quattro mesi per Demetrio Gangemi, dieci anni e quattro mesi per Madalina Tuscanu, sei anni per Paolo Sesto Cortese, cinque anni e mille euro di multa per Giuseppe Perricone.
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