REGGIO CALABRIA. "E' una inchiesta che offre uno spaccato abbastanza chiaro sulla tendenza di noti imprenditori di Reggio Calabria d'interfacciarsi, in nome degli affari, con i capi della ndrangheta reggina". Lo ha detto il Procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone (nella foto), incontrando i giornalisti in merito all'operazione dei carabinieri “Reggio Nord”. "L'inchiesta - ha aggiunto Pignatone - ha permesso di colpire severamente la rete di protezione che assiste il latitante Domenico Condello, da venti anni alla macchia per una condanna all'ergastolo, e di definire il complesso dei rapporti degli imprenditori Pasquale Rappoccio e Pietro Siclari con esponenti della ‘ndrangheta della periferia nord della città, che si concludono, nello specifico, nel conferimento della gestione del ritrovo 'Il Limoneto' a persone che nascondono i veri interlocutori dell'operazione, il latitante Domenico Condello ed il cognato Bruno Tegano. In tal senso - secondo il procuratore capo - vi sono intercettazioni inequivocabili nonostante il fatto che alcuni degli indagati nascondessero i loro telefoni cellulari nel portabagagli delle autovetture pensando di evitare i controlli".Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
- Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.
giovedì 6 ottobre 2011
OPERAZIONE “REGGIO NORD”. Pignatone: “Imprenditori in affari con i boss”
REGGIO CALABRIA. "E' una inchiesta che offre uno spaccato abbastanza chiaro sulla tendenza di noti imprenditori di Reggio Calabria d'interfacciarsi, in nome degli affari, con i capi della ndrangheta reggina". Lo ha detto il Procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone (nella foto), incontrando i giornalisti in merito all'operazione dei carabinieri “Reggio Nord”. "L'inchiesta - ha aggiunto Pignatone - ha permesso di colpire severamente la rete di protezione che assiste il latitante Domenico Condello, da venti anni alla macchia per una condanna all'ergastolo, e di definire il complesso dei rapporti degli imprenditori Pasquale Rappoccio e Pietro Siclari con esponenti della ‘ndrangheta della periferia nord della città, che si concludono, nello specifico, nel conferimento della gestione del ritrovo 'Il Limoneto' a persone che nascondono i veri interlocutori dell'operazione, il latitante Domenico Condello ed il cognato Bruno Tegano. In tal senso - secondo il procuratore capo - vi sono intercettazioni inequivocabili nonostante il fatto che alcuni degli indagati nascondessero i loro telefoni cellulari nel portabagagli delle autovetture pensando di evitare i controlli".
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento