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giovedì 6 ottobre 2011

'NDRANGHETA. Operazione "Reggio Nord", 11 persone sottoposte a fermo

REGGIO CALABRIA. Sono undici le persone ritenute appartenenti alla ‘ndrangheta, nelle sue articolazioni territoriali denominate cosche “Condello”, “Tegano”, “Libri”, “Caronfolo” e “Zito - Bertuca”, colpite da fermo di indiziato nell’ambito dell’operazione “Reggio Nord”. Tra i fermati dai carabinieri del Comando provinciale e del Ros, ci sono anche due noti imprenditori: Pasquale Rappoccio, 55 anni e Pietro Siclari, 64 anni. Per gli investigatori sarebbero imprenditori collegati alla 'ndrangheta, con accertate frequentazioni con soggetti vicini alle cosche Condello, Tegano e Libri. Secondo l'accusa svolgevano, attraverso le numerose articolazioni imprenditoriali a loro riconducibili, direttamente o per interposta persona fisica o giuridica, il decisivo ruolo diretto ad interfacciare i vertici dell'organizzazione e le realtà imprenditoriali di interesse. Tra queste quella connessa alla gestione della discoteca 'Il Limoneto', consentendo il controllo occulto di ampi settori dell'economia locale da parte dei soggetti di vertice delle singole cosche cui risultano collegati. Nell'operazione sono stati sequestrati beni e società per oltre 9 milioni di euro. Tra questi il patrimonio aziendale e l'intero patrimonio sociale della Walcome Investment Italia srl di via del Gelsomino, della Kata sas di via Fontanelle Catona, Grandi Alberghi srl. di via Nazionale Pentimele. Sigilli anche a tre unità immobiliari e fabbricati, ubicati a Catona e riconducibili alla Walcome Investment Italia srl. Le persone coinvolte nell’operazione “Reggio Nord” sono: Gaetano Francesco Belfiore, 38 anni; Giuseppe Caronfolo, 63 anni; Alessandro Idone, 30 anni; Renato Marra, 49 anni; Robertino Morgante, 41 anni; Pasquale Rappoccio, 55 anni; Giuseppe Scappatura, 50 anni; Fabio Pasqualino Scopelliti, 40 anni; Bruno Antonino Tegano, 38 anni; Domenico Viglianisi, 50 anni. Gli indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni, aggravato dall'aver favorito un'organizzazione mafiosa. Uno dei provvedimenti emessi dalla Dda reggina non è stato eseguito perchè riguarda il boss Domenico Condello, inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi del ministero dell'Interno, che resta ricercato. Tre delle persone coinvolte nell'operazione erano già detenute.

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