BOVA MARINA. Ieri, personale della Guardia costiera di Reggio Calabria e della Delegazione di spiaggia di Melito Porto Salvo, nell’esecuzione di specifica delega della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, riguardante il funzionamento dei due depuratori del Comune siti in località Vena e San Pasquale, hanno rilevato che i due impianti continuano ad essere mantenuti in totale stato di abbandono e degrado, completamente inattivi a causa del mancato afflusso dei reflui che si riversano direttamente in mare senza alcuna depurazione. Gli uomini della Guardia costiera hanno quindi proceduto al sequestro dei due depuratori ed all’affidamento in custodia al Comune che dovrà provvedere a bonificare le aree e ripristinare il ciclo depurativo. L’attività di indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini. I due depuratori erano stati già oggetto di verifica nel corso dell’attività svolta lo scorso anno, in occasione della quale erano stati già rilevati guasti e malfunzionamenti. L’attuale situazione ha evidenziato, tuttavia, un sensibile peggioramento al punto che gli impianti sono oggi del tutto abbandonati e non funzionanti. La vicenda, evidenzia la criticità delle problematiche legate alla depurazione delle acque e la necessità che venga mantenuta alta l’attenzione su una forma di inquinamento che è silente, ma costante e che inevitabilmente incide negativamente sull’ambiente marino e costiero. Prosegue quindi l’attività di verifica e monitoraggio sulla depurazione delle acque condotta dalla Direzione Marittima – Guardia Costiera di Reggio Calabria lungo tutte le coste della Regione Calabria. L’attività, avviata dagli inizi dello scorso anno in collaborazione con Arpacal e Polizia Provinciale, ha consentito di verificare le criticità del sistema depurativo e rete fognaria dei comuni costieri lungo gli 874 Km di litorale di giurisdizione. Gli accertamenti sono stati ulteriormente implementati, a seguito del coordinamento con la Regione Calabria, durante la trascorsa stagione estiva con la creazione di una “task force” Regionale che ha effettuato mirati controlli sui depuratori nel periodo notoriamente più critico e anche in ore notturne. Il quadro emerso ha evidenziato la gravità delle condizioni del sistema depurativo che è deficitario in tutta la regione. Sono, infatti, 29 i Comuni privi di apparecchiature di depurazione o che di fatto dispongono di attrezzature dismesse e quindi inutilizzate; 39 gli impianti obsoleti o sottodimensionati rispetto alla reale portata della acque reflue da depurare; 53 quelli che pur essendo strutturalmente funzionati, presentano problemi manutentivi gravi tali da inficiare di fatto il risultato finale dei parametri delle acque depurate; 56 sono gli impianti senza autorizzazione. Analoghe le problematiche rilevate sulla rete fognaria, con condotte obsolete o danneggiate servite da stazioni di sollevamento prive di manutenzione ordinaria ed, in molti casi, non collegate al circuito delle acque reflue fognarie con sversamenti di liquami direttamente nella acque del mare senza alcun trattamento depurativo. Il metodo utilizzato ha consentito di individuare le cause di malfunzionamento e sversamento in mare, fornendo alle competenti Autorità regionali un quadro di interventi da realizzare sia di tipo manutentivo che strutturale. L’attività di costante verifica è tuttora in corso e, sotto il coordinamento delle Procure competenti, si sta tornando sugli impianti allo scopo di effettuare approfondimenti di indagine e monitorare nel tempo l’evoluzione del fenomeno. Informazioni personali
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venerdì 21 ottobre 2011
BOVA MARINA. Sequestrati dalla Guardia costiera i due depuratori comunali
BOVA MARINA. Ieri, personale della Guardia costiera di Reggio Calabria e della Delegazione di spiaggia di Melito Porto Salvo, nell’esecuzione di specifica delega della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, riguardante il funzionamento dei due depuratori del Comune siti in località Vena e San Pasquale, hanno rilevato che i due impianti continuano ad essere mantenuti in totale stato di abbandono e degrado, completamente inattivi a causa del mancato afflusso dei reflui che si riversano direttamente in mare senza alcuna depurazione. Gli uomini della Guardia costiera hanno quindi proceduto al sequestro dei due depuratori ed all’affidamento in custodia al Comune che dovrà provvedere a bonificare le aree e ripristinare il ciclo depurativo. L’attività di indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini. I due depuratori erano stati già oggetto di verifica nel corso dell’attività svolta lo scorso anno, in occasione della quale erano stati già rilevati guasti e malfunzionamenti. L’attuale situazione ha evidenziato, tuttavia, un sensibile peggioramento al punto che gli impianti sono oggi del tutto abbandonati e non funzionanti. La vicenda, evidenzia la criticità delle problematiche legate alla depurazione delle acque e la necessità che venga mantenuta alta l’attenzione su una forma di inquinamento che è silente, ma costante e che inevitabilmente incide negativamente sull’ambiente marino e costiero. Prosegue quindi l’attività di verifica e monitoraggio sulla depurazione delle acque condotta dalla Direzione Marittima – Guardia Costiera di Reggio Calabria lungo tutte le coste della Regione Calabria. L’attività, avviata dagli inizi dello scorso anno in collaborazione con Arpacal e Polizia Provinciale, ha consentito di verificare le criticità del sistema depurativo e rete fognaria dei comuni costieri lungo gli 874 Km di litorale di giurisdizione. Gli accertamenti sono stati ulteriormente implementati, a seguito del coordinamento con la Regione Calabria, durante la trascorsa stagione estiva con la creazione di una “task force” Regionale che ha effettuato mirati controlli sui depuratori nel periodo notoriamente più critico e anche in ore notturne. Il quadro emerso ha evidenziato la gravità delle condizioni del sistema depurativo che è deficitario in tutta la regione. Sono, infatti, 29 i Comuni privi di apparecchiature di depurazione o che di fatto dispongono di attrezzature dismesse e quindi inutilizzate; 39 gli impianti obsoleti o sottodimensionati rispetto alla reale portata della acque reflue da depurare; 53 quelli che pur essendo strutturalmente funzionati, presentano problemi manutentivi gravi tali da inficiare di fatto il risultato finale dei parametri delle acque depurate; 56 sono gli impianti senza autorizzazione. Analoghe le problematiche rilevate sulla rete fognaria, con condotte obsolete o danneggiate servite da stazioni di sollevamento prive di manutenzione ordinaria ed, in molti casi, non collegate al circuito delle acque reflue fognarie con sversamenti di liquami direttamente nella acque del mare senza alcun trattamento depurativo. Il metodo utilizzato ha consentito di individuare le cause di malfunzionamento e sversamento in mare, fornendo alle competenti Autorità regionali un quadro di interventi da realizzare sia di tipo manutentivo che strutturale. L’attività di costante verifica è tuttora in corso e, sotto il coordinamento delle Procure competenti, si sta tornando sugli impianti allo scopo di effettuare approfondimenti di indagine e monitorare nel tempo l’evoluzione del fenomeno.
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