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giovedì 15 settembre 2011

SANT’EUFEMIA. In manette un altro “coltivatore” della maxi piantagione

SANT’EUFEMIA d’ASPROMONTE. Antonio Morabito, 52 anni è stato arrestato dai militari della Compagnia carabinieri di Villa San Giovanni, diretta dal capitano Davide Occhiogrosso con la collaborazione del tenente Alessandro Caprio e dello Squadrone eliportato cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia. Morabito, pluripregiudicato del luogo, era colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi, Fulvio Accurso, poiché ritenuto responsabile in concorso di coltivazione di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. La costante presenza sul territorio da parte dei carabinieri della locale Stazione e la grande specializzazione dei militari dello Squadrone cacciatori, hanno consentito di sorprendere, sabato scorso, Santo Modafferi , 33 anni e Nicola Romeo, 32 anni, mentre curavano una estesa piantagione di canapa indiana rivenuta in località “Pietra del Crudele”. La piantagione, composta da 1.087 piante di altezza compresa tra 2 e 3 metri, era estesa su un’area di oltre 500 mq ben occultata tra la fitta vegetazione, munita di un impianto di irrigazione autonomo del tipo “a goccia”, che ha consentito la costante disponibilità di acqua. All’atto dell’arresto è stato sequestrato un sacco con 2,900 kg di foglie di canapa utilizzato dai due arrestati per la raccolta. Dopo l’arresto dei due “coltivatori”, le indagini dei carabinieri sono proseguite senza sosta per individuare altri responsabili dell’illecita coltivazione. A conclusione delle attività investigative, coordinate dal Gianluca Gelso della Procura della Repubblica di Palmi, i militari hanno raccolto inconfutabili elementi di reità nei confronti di Morabito, che nel momento dell’arresto era riuscito ad allontanarsi nella fitta vegetazione facendo perdere le proprie tracce per circa due giorni. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Palmi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le analisi tecniche su alcuni campioni delle piante in sequestro, eseguite dal Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria, hanno permesso di stabilire che le piante sequestrate possiedono un alto concentrato di THC, il principio attivo della marijuana, pari al 3,07 %, con una media di 772 dosi singole a pianta. E’ quindi un grande giro d’affari stroncato dai militari dell’Arma, da stimare in diverse centinaia di migliaia di euro. Il tutto considerando che il bassissimo costo della produzione. Ed è proprio in virtù di queste considerazioni anche a Morabito, come ai due complici precedentemente arrestati, è stata contestata l’aggravante dell’ingente quantità, un’aggravante che prevede il considerevole aumento della pena dalla metà ai due terzi. L’intera piantagione è stata estirpata e su autorizzazione dell’autorità giudiziaria di Palmi, completamente distrutta.

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