ROSARNO. Si voleva incatenare davanti al Municipio per protestare l' innocenza del figlio dall'accusa di avere minacciato il sindaco Elisabetta Tripodi, ma è stata convinta dai parenti a desistere ed è tornata a casa. Protagonista della vicenda Giuseppina Buonarrivo, 86 anni, madre di Rocco Pesce, 54 anni, indicato come il capo dell'omonima cosca della 'ndrangheta, detenuto nel carcere milanese di Opera per scontare una condanna all'ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, e raggiunto nelle scorse settimane da una nuova ordinanza di custodia cautelare per minacce nei confronti di un corpo politico o amministrativo per impedirne o per turbarne l'attività. Pesce, in particolare, ha scritto, dal carcere, una lettera al sindaco in cui, tra l'altro, esprimeva “rammarico e disappunto per il fatto che il Comune si è costituito parte civile nel procedimento penale a carico mio e della mia famiglia dato che da parte nostra non vi è stata alcuna azione penalizzante a danno delle istituzioni, dei commercianti e degli abitanti del comune di Rosarno. Ritengo, inoltre, di non avere recato alcun disturbo al quotidiano cittadino e, tanto meno, inquinato l'aria che respirate”.Informazioni personali
- Pino d'Amico
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martedì 27 settembre 2011
ROSARNO. La madre di Rocco Pesce voleva incatenarsi davanti al Municipio
ROSARNO. Si voleva incatenare davanti al Municipio per protestare l' innocenza del figlio dall'accusa di avere minacciato il sindaco Elisabetta Tripodi, ma è stata convinta dai parenti a desistere ed è tornata a casa. Protagonista della vicenda Giuseppina Buonarrivo, 86 anni, madre di Rocco Pesce, 54 anni, indicato come il capo dell'omonima cosca della 'ndrangheta, detenuto nel carcere milanese di Opera per scontare una condanna all'ergastolo per omicidio, associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, e raggiunto nelle scorse settimane da una nuova ordinanza di custodia cautelare per minacce nei confronti di un corpo politico o amministrativo per impedirne o per turbarne l'attività. Pesce, in particolare, ha scritto, dal carcere, una lettera al sindaco in cui, tra l'altro, esprimeva “rammarico e disappunto per il fatto che il Comune si è costituito parte civile nel procedimento penale a carico mio e della mia famiglia dato che da parte nostra non vi è stata alcuna azione penalizzante a danno delle istituzioni, dei commercianti e degli abitanti del comune di Rosarno. Ritengo, inoltre, di non avere recato alcun disturbo al quotidiano cittadino e, tanto meno, inquinato l'aria che respirate”.
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