REGGIO CALABRIA. Nel pomeriggio di ieri i carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi hanno tratto in arresto Gianfranco Cogliandro, e Donato Stelitano, entrambi di 29 anni, per i reati di incendio di rifiuti speciali e incendio boschivo. Intorno alle ore 15, un carabiniere della Stazione libero dal servizio percorrendo la strada che costeggia il torrente Valanidi ha notato sulla sponda opposta del torrente una Fiat Panda ferma e due giovani che armeggiavano in luogo isolato. Fermatosi ad osservare meglio cosa stesse succedendo, il militare ha constato che i due stavano appiccando il fuoco ad alcuni copertoni che erano abbandonati in una discarica abusiva presente ai bordi del torrente costituita da rifiuti solidi speciali (pneumatici, elettrodomestici, e altro materiale plastico e ferroso). Le fiamme, a causa del caldo e del vento si sono propagate immediatamente sugli altri rifiuti e sulle sterpaglie adiacenti, diffondendosi sulla macchia mediterranea. Il carabiniere, ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco e dei colleghi della Stazione di Rosario Valanidi, il quali sono accorsi immediatamente sul posto dove sono riusciti a bloccare e identificare i due soggetti.

Gianfranco Cogliandro, e Donato Stelitano hanno tentato di giustificare la loro presenza sostenendo che un loro parente ha un terreno nelle vicinanze, ma uno dei due aveva ancora le mani e la fronte anneriti dal fumo e sull’autovettura sono stati rinvenuti gli accendini utilizzati. La possibile motivazione del gesto è che i due stessero tentando, con una soluzione inutile quanto dannosa per la salute e per l’ambiente, di disfarsi dei rifiuti presenti in loco dandogli fuoco. Le fiamme, come era prevedibile, sono state ben presto fuori controllo ed è stato necessario un impegnativo intervento dei vigili del fuoco del Comando provinciale per riuscire a limitare i danni ed evitare pericoli per le abitazioni vicine. L’incendio si è esteso per circa 15.000 mq. I due giovani sono stati tratti in arresto per incendio di rifiuti speciali ed incendio boschivo. Anche questo evento testimonia come la gran parte degli incendi boschivi estivi nascano da un’azione dolosa dell’uomo e da pratiche pericolose per l’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini.
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