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giovedì 1 settembre 2011

BELMONTE CALABRO. Piace anche alle Caretta Caretta la costa tirrenica della Calabria

BELMONTE CALABRO (CS). Piace anche alle Tartarughe Caretta Caretta la costa tirrenica della Calabria, straordinario animale che può raggiungere i 200 chilogrammi di peso e superare il metro di lunghezza. Gli attivisti Wwf con sede alla marina di Belmonte Calabro (Centro Educazione Ambientale Marina) nei mesi scorsi hanno recuperato due magnifici esemplari di Caretta Caretta che dopo le dovute cure presso il Centro Recupero di Isola Capo Rizzuto (KR) sono pronte per riprendere il mare. Vogliamo coinvolgere tutti a vivere il momento in cui si ridà la libertà alle Tartarughe, siamo convinti di far vivere un momento speciale e particolarmente coinvolgente a grandi e piccini. Gli amici del Panda ricordano che tanti esemplari vengono recuperati grazie alla preziosa collaborazione che pescatori e cittadini offrono ogni qual volta viene avvistato un animale in difficoltà, si crea un Tam Tam incredibile (complici i telefonini) e quando arriviamo in spiaggia noi volontari Wwf negli occhi di tutti si legge la gioia ed il senso di appagamento di poter dire “io c’ero”, quell’animale l’ho salvato un po’ anch’io. La vita delle tartarughe marine continua a rimanere un mistero per tutti, anche per gli studiosi, ciò è dovuto al fatto che esse vivono quasi elusivamente in mare. Da sempre riconosciute ottime nuotatrici, solo le femmine adulte escono dall’acqua, portandosi quindi all’asciutto, in occasione della deposizione delle uova (da 80 ad oltre 200) che avviene sulla spiaggia. Esse tornano a nidificare sempre nello stesso posto dove loro stesse sono nate, e di conseguenza nello stesso sito torneranno le loro figlie. Da ciò il progetto Tartarughe Wwf che tutela per mesi i nidi fino alla schiusa, ormai da anni proteggiamo questi nidi dagli attacchi di granchi, uccelli, topi ecc., questa opera di tutela è una peculiarità tutta calabrese e siciliana uniche regioni dove le tartarughe nidificano. La maggior parte di esemplari recuperati, tante volte è già stremata, la maggiore causa di morte sono le buste di plastica, che se ingoiate soffocano l’animale, le tartarughe come predatore in mare temono solo gli squali, che comunque il più delle volte non ne determinano la morte ma l’amputazione di qualche arto. Aimè il peggior nemico delle tartarughe, pur se il più delle volte in maniera involontaria, è l’uomo. Gli studiosi si dicono certi che il viaggio delle tartarughe è guidato da una susseguirsi di segnali diversi, tra cui sicuramente l’olfatto, seguendo forse graditi odorosi. Pare invece ormai certo che le tartarughe marine non emettono suoni percettibili. Per tutti i chiarimenti sul mondo di questi fantastici animali (le Tartarughe Marine). Vi aspettiamo domenica 4 settembre.
Francesco Saverio Falsetti
(Resp.le Ceam Belmonte - Consigliere regionale Wwf Calabria)

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