TAURIANOVA. Si è costituito ai carabinieri della locale Compagnia, diretta dal capitano Giulio Modesti, il latitante Pasquale Zagari, 49 anni. Il pregiudicato, ricercato da mesi per l’esecuzione di un ordine di carcerazione emesso nei suoi confronti dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, in quanto condannato ad 1 anno e sei mesi di reclusione, si è consegnato alle ore 16 di lunedì, ponendo fine alla sua latitanza che durava dallo scorso mese di aprile.
L’ordine di carcerazione, dello scorso 8 aprile, è scattato al termine dell’iter processuale che ha visto il rigetto del ricorso in Cassazione, e quindi l’applicazione della condanna. In quell’occasione furono subito arrestati, il 9 aprile, altri protagonisti delle stesse vicende: Michele Reitano, 55 anni, arrestato sempre dai carabinieri di Taurianova e Luigi Asciutto, 41 anni, arrestato dai carabinieri di Ventimiglia, mentre Gerardo Galluccio, 49 anni, è stato arrestato il 16 aprile dai carabinieri di Gioia Tauro, dopo un breve periodo di latitanza. La condanna che deve scontare Zagari, trae origine dai fatti che lo vedono coinvolto, perseguiti con l’indagine “Repetita Iuvant” del 2001, condotta dalla Compagnia di Taurianova, con la quale furono accertati gravi reati, connessi nel panorama delinquenziale che ha caratterizzato il centro abitato di Taurianova negli anni ’90, in particolare estorsioni ai danni di commercianti della zona, aggravate perché poste in essere con modalità di tipo mafioso. Anche la posizione di Zagari, era stata perseguita dagli investigatori in un contesto molto più ampio che poi era confluito nell’indagine che, agli inizi del 2005, permise ai carabinieri di arrestare 12 persone, con altrettante ordinanze di custodia cautelare e di deferirne altre 60 in stato di libertà. In tale contesto furono importanti le dichiarazioni di alcuni collaboratori di Giustizia, che riscontrate dagli approfondimenti investigativi dei militari dell’Arma, permisero di costruire un quadro probatorio forte, capace, come nel caso di specie, di essere giudicato idoneo a sostenere le accuse nei tre gradi di giudizio. In quella circostanza, come si era delineato anche con altre indagini, vennero stabiliti dei collegamenti criminali consolidati che legavano consorterie di diverse zone, capaci di andare quindi oltre il singolo contesto cittadino e di dimostrare la loro strategia unitaria. Venne in questo modo confermato il connubio tra le cosche, specie quelle attive nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Dalla lettura dell’Ordinanza di custodia cautelare del 2005 emerge uno spaccato sulla Taurianova della fine anni ’90 particolarmente cruento, durante il quale vengono ripercorsi omicidi, consumati e tentati, estorsioni e altri reati commessi con l’uso delle armi. Tra gli episodi anche uno inerente la costituzione di un gruppo di fuoco per attentare alla vita di esponenti di rilievo della cosca avversaria, cosa poi non attuata per l’intervento dei militari. Da allora per gli interessati è cominciato il percorso giudiziario, che in questo caso, per Zagari, si è concluso con la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per rapina aggravata per essere stata commessa avvalendosi delle modalità di intimidazione mafiosa. Dopo l’arresto Zagari è stato tradotto presso la Casa circondariale di Palmi.
L’ordine di carcerazione, dello scorso 8 aprile, è scattato al termine dell’iter processuale che ha visto il rigetto del ricorso in Cassazione, e quindi l’applicazione della condanna. In quell’occasione furono subito arrestati, il 9 aprile, altri protagonisti delle stesse vicende: Michele Reitano, 55 anni, arrestato sempre dai carabinieri di Taurianova e Luigi Asciutto, 41 anni, arrestato dai carabinieri di Ventimiglia, mentre Gerardo Galluccio, 49 anni, è stato arrestato il 16 aprile dai carabinieri di Gioia Tauro, dopo un breve periodo di latitanza. La condanna che deve scontare Zagari, trae origine dai fatti che lo vedono coinvolto, perseguiti con l’indagine “Repetita Iuvant” del 2001, condotta dalla Compagnia di Taurianova, con la quale furono accertati gravi reati, connessi nel panorama delinquenziale che ha caratterizzato il centro abitato di Taurianova negli anni ’90, in particolare estorsioni ai danni di commercianti della zona, aggravate perché poste in essere con modalità di tipo mafioso. Anche la posizione di Zagari, era stata perseguita dagli investigatori in un contesto molto più ampio che poi era confluito nell’indagine che, agli inizi del 2005, permise ai carabinieri di arrestare 12 persone, con altrettante ordinanze di custodia cautelare e di deferirne altre 60 in stato di libertà. In tale contesto furono importanti le dichiarazioni di alcuni collaboratori di Giustizia, che riscontrate dagli approfondimenti investigativi dei militari dell’Arma, permisero di costruire un quadro probatorio forte, capace, come nel caso di specie, di essere giudicato idoneo a sostenere le accuse nei tre gradi di giudizio. In quella circostanza, come si era delineato anche con altre indagini, vennero stabiliti dei collegamenti criminali consolidati che legavano consorterie di diverse zone, capaci di andare quindi oltre il singolo contesto cittadino e di dimostrare la loro strategia unitaria. Venne in questo modo confermato il connubio tra le cosche, specie quelle attive nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Dalla lettura dell’Ordinanza di custodia cautelare del 2005 emerge uno spaccato sulla Taurianova della fine anni ’90 particolarmente cruento, durante il quale vengono ripercorsi omicidi, consumati e tentati, estorsioni e altri reati commessi con l’uso delle armi. Tra gli episodi anche uno inerente la costituzione di un gruppo di fuoco per attentare alla vita di esponenti di rilievo della cosca avversaria, cosa poi non attuata per l’intervento dei militari. Da allora per gli interessati è cominciato il percorso giudiziario, che in questo caso, per Zagari, si è concluso con la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per rapina aggravata per essere stata commessa avvalendosi delle modalità di intimidazione mafiosa. Dopo l’arresto Zagari è stato tradotto presso la Casa circondariale di Palmi.

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