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sabato 6 agosto 2011

REGGIO CALABRIA. La Polstato arresta due nomadi per tentato furto aggravato

REGGIO CALABRIA. Nella tarda mattinata di ieri, personale della polizia di Stato, in servizio presso l’Upgsp, diretto dal vice questore aggiunto Giuseppe Pizzonia, collaborato dal commissario capo Giuseppe Giliberti, hanno tratto in arresto per furto aggravato in abitazione due cittadine straniere, in prossimità della centralissima via Montello. Alle ore 13 la centrale operativa ha allertato le “volanti” poiché era stato segnalato un tentativo di furto in atto presso un’abitazione. Rapidamente sul posto sono state bloccate due donne, Lidia Dragutinovic e la minore L. S.. Il richiedente ha riferito che pochi minuti prima mentre si trovava all’interno del proprio appartamento, aveva udito rumori provenire dalla porta di ingresso. Insospettitosi dallo strano fruscio che sentiva provenire con insistenza dalla serratura, si è avvicinato alla porta e dallo spioncino ha notato due giovani donne, una delle quali china all’altezza della serratura intenta ad armeggiare con un oggetto, il quale dal rumore che produceva lasciava pensare fosse un oggetto sottile in plastica, mentre l’altra osservava la complice. L’uomo così ha immediatamente telefonato al 113: le due donne accortesi di essere state scoperte, si sono dileguate. In costante contatto telefonico con l’operatore del “113”, il richiedente si è affacciato dal balcone avvertendo alcuni suoi condomini, i quali hanno presidiato l’uscita dello stabile onde evitare che le malviventi potessero allontanarsi. Dopo alcuni minuti sono giunte le “Volanti” che hanno bloccato le donne. Condotte in Questura per gli accertamenti di rito sono state sottoposte a perquisizione da personale femminile dell’Upgsp. Indosso ad entrambe sono state rinvenute numerose schede telefoniche. Le schede di ricarica, sono spesso utilizzate per disattivare il chiavistello a molla delle serrature, quello che viene disattivato dalla semplice azione della maniglia interna: ciò avviene facendo scivolare la scheda tra i battenti della porta esercitando una pressione su detto chiavistello. L’Operazione è notoriamente utilizzata per l’apertura di porte e portoni le cui serrature non sono state assicurate con le mandate. La minore L. S. è risultata pregiudicata per furto in abitazione, ed indagata per porto di oggetti atti ad offendere, rapina e ricettazione. Lidia Dragutinovic, invece, è pregiudicata per furti in abitazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identità personale nonché indagata per falsità materiale, falsa attestazione a pubblico ufficiale, evasione, furti in appartamento. Le due protagoniste sono quindi abitualmente dedite alla commissione di furti in abitazione. Le due donne sono state poste a disposizione delle Autorità giudiziarie competenti:

L. S., procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Reggio Calabria Carlo Macrì, che ne ha disposto la conduzione presso il Centro di prima accoglienza di Catanzaro;
Lidia Dragutinovic, sostituto procuratore Gabriella Cama, in attesa del rito direttissimo.

Lidia Dragutinovic oltre per furto aggravato, è stata denunciata anche per essersi avvalsa per commettere il reato, di minore degli anni diciotto. Ancora Lidia Dragutinovic, è anche destinataria di un provvedimento di rintraccio per notifica emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Torino. Determinante in questa occasione la freddezza del cittadino che ha richiesto l’ausilio della polizia di Stato e degli abitanti dello stabile che hanno contribuito a fermare le due ragazze ed ad attendere l’arrivo delle “Volanti”.

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