REGGIO CALABRIA. Finalmente qualcosa comincia a muoversi. Forse la politica reggina, quella degli amministratori, doveva solo essere opportunamente stimolata. Ma le prime reazioni alle parole di Giuseppe Orsi, AD di FinMeccanica, ci appaiono ancora troppo deboli. Se è vero che il clima non è da allarmismi tuttavia non si può sottovalutare il momento di difficoltà che sta attraversando FinMeccanica, gruppo di cui fa parte anche l’AnsaldoBreda, i cui titoli in borsa sono in caduta libera, né le continue condizioni precarie di salute dell’Ansaldo stessa. Occorre pertanto mantenere un interesse vivo sulle Omeca, che non si limiti ad essere solo un momento occasionale o, peggio ancora, per qualcuno una semplice e stupida vetrina che passa attraverso note stampa. La politica, soprattutto quella fatta da alcuni scranni determinati dalla “volontà popolare”, è responsabilità, e questa nuova, auspicata attenzione deve diventare un costante e concreto rapporto per la tutela e lo sviluppo dello stabilimento reggino, dei suoi lavoratori e delle piccole ditte private che operano al suo interno. Ribadiamo quindi la necessità di avviare un tavolo congiunto fra l’amministrazione provinciale e comunale con i sindacati e con i vertici aziendali di AnsaldoBreda per capire quali siano i prossimi scenari della società metalmeccanica e soprattutto quali sono le prospettive per il sito di Reggio Calabria. L’occasione dovrà servire anche affinché, finalmente, si crei un piano industriale per la città attorno alle Omeca mirante innanzitutto al consolidamento delle stesse finanche al suo potenziamento. Si dovrà prospettare un percorso di investimenti in cui lo stabilimento reggino non rimanga semplicemente una “grande carrozzeria”, quasi una filiale, ma si renda quasi totalmente autosufficiente e diventi un polo aziendale completo e competitivo attraverso il potenziamento di alcune competenze già ottenute e, con il coinvolgimento delle facoltà di ingegneria e di architettura delle Università di Reggio e di Cosenza, soprattutto la creazione di nuove e strategiche competenze come ad esempio delle unità di ricerca e di progettazione. Successivamente occorrerà favorire la nascita di un forte indotto esterno in grado di fornire pienamente e prontamente materiali, attrezzature e servizi per la produzione interna alle Omeca, in quanto attualmente questi vengono quasi esclusivamente acquisiti ed acquistati addirittura fuori dalla Calabria. Lo stabilimento reggino di AnsaldoBreda non solo va difeso, ma deve essere concepito e pensato come una importante risorsa di sviluppo economico ed occupazionale per la città ancora tutta in potenza. A Reggio Calabria ci sono tanti giovani volenterosi e preparati che quotidianamente e tristemente lasciano la propria terra ed i propri affetti per impegnare le proprie braccia e le proprie menti nelle aziende del nord. Il nostro è il loro appello. Le Omeca possono rappresentare una speranza per questi giovani, attenzione certo non l’unica, le Omeca possono e devono creare lavoro dentro ed intorno di sé.Giuseppe Minnella
segretario provinciale
Msi-Fiamma Tricolore
segretario provinciale
Msi-Fiamma Tricolore

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