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sabato 23 luglio 2011

ROSARNO. Continuano le ricerche dei latitanti della cosca Pesce. Durante le perquisizioni arrestate cinque persone

ROSARNO. Oltre 80 carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, del Reparto Anticrimine e dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria”, supportati anche da unità cinofile e da un elicottero dell’8° Elinucleo di Vibo Valentia, sono stati impegnati nella ricerca dei latitanti della cosca “Pesce”, sfuggiti alla cattura nell’ambito dell’operazione “All Inside” 1 e 2, eseguite nei mesi di aprile e novembre dello scorso anno, per le quali è in corso di svolgimento sia il processo con rito abbreviato sia quello con rito ordinario. In particolare le attività hanno interessato la contrada Pomaro ed erano dirette alla cattura di Roberto Matalone, marito di Maria Grazie Pesce, sorella di Francesco classe ’78 e figlia del capo cosca Antonio, anche lei detenuta agli arresti domiciliari. I militari coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ritiene la cattura dei latitanti appartenenti agli storici casati di ‘ndrangheta una delle priorità nella lotta alla criminalità organizzata, e d’intesa anche con la Procura di Palmi si sono concentrati in un’area ritenuta favorevole alla latitanza di Matalone ed hanno setacciato per molte ore l’intera area rurale, ed al termine del servizio hanno tratto in arresto cinque persone: Giuseppe Consiglio, 59 anni, pregiudicato, bracciante agricolo è stato tratto in arresto in quanto all’interno di un fondo di sua proprietà sono state trovate 31 piante di canapa indiana dell’altezza di oltre un metro e 20; Antonio Elia, 60 anni, e suo figlio Paolo, 33 anni, sono stati arrestati perché le loro abitazioni sono risultate abusivamente allacciate alla rete elettrica, come accertato anche dai tecnici dell’Enel intervenuti sui richiesta dei carabinieri; Francesco Giovinazzo, 58 anni, è stato trovato in possesso di un fucile calibro 20 con matricola abrasa ed oltre 53 cartucce dello stesso calibro, oltre ad avere anche lui l’abitazione abusivamente allacciata alla rete Enel; Francesco Messina, 78 anni, è stato trovato in possesso di una pistola calibro 9x21 con matricola abrasa ed in ottimo stato di conservazione, un fucile a canne mozze calibro 12 ed oltre 80 cartucce calibro 9. Sempre nel fondo agricolo di proprietà di Messina è stato anche rinvenuto un bunker sotterraneo, in stato di abbandono. Per tutti i reati procede la Procura della Repubblica di Palmi, ed i soggetti arrestati si trovano tutti ristretti in carcere. I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ed i carabinieri sono convinti che i latitanti della cosca “Pesce”, durante un passaggio molto delicato per le sorti della cosca stessa quale è sicuramente quello della celebrazione dei processi, si stiano nascondendo sul territorio di influenza della cosca stessa, pertanto i servizi di controllo del territorio con l’utilizzo di numerosi militari per perquisire le contrade a ridosso di Rosarno continueranno serrati per tutta l’estate.

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