ROCCELLA JONICA. Un'intimidazione è stata compiuta contro il sostituto procuratore di Catanzaro Gerardo Dominijanni (nella foto), per anni alla Dda del capoluogo calabrese.
Ignoti hanno lasciato una croce realizzata col cartone sul citofono del cancello della sua abitazione. La croce era tenuta ferma da una bottiglietta di plastica vuota incastrata contro il muro. Non è la prima volta che il pm è vittima di minacce ed intimidazioni. L'ultima è avvenuta il 4 luglio scorso, quando una scritta di minacce è stata scoperta nell'ascensore della Procura di Catanzaro utilizzato dal magistrato per recarsi nel suo ufficio posto al secondo piano dell'edificio. Sulla parete destra dell'ascensore era stato scritto a penna 'Amorte Dom'. In precedenza, il 3 dicembre dello scorso anno, Dominijanni aveva ricevuto una lettera di minacce e nel maggio precedente una busta con cinque proiettili. Per diversi anni Dominijanni si è occupato di indagini contro le cosche della 'ndrangheta della zona lametina che hanno portato a numerosi arresti. Da tempo, gli organismi preposti alla sicurezza del magistrato hanno presentato una richiesta alla Prefettura di Reggio Calabria per l'installazione di un sistema di videosorveglianza dell'abitazione del magistrato, ma allo stato non è stata ancora realizzato.
Ignoti hanno lasciato una croce realizzata col cartone sul citofono del cancello della sua abitazione. La croce era tenuta ferma da una bottiglietta di plastica vuota incastrata contro il muro. Non è la prima volta che il pm è vittima di minacce ed intimidazioni. L'ultima è avvenuta il 4 luglio scorso, quando una scritta di minacce è stata scoperta nell'ascensore della Procura di Catanzaro utilizzato dal magistrato per recarsi nel suo ufficio posto al secondo piano dell'edificio. Sulla parete destra dell'ascensore era stato scritto a penna 'Amorte Dom'. In precedenza, il 3 dicembre dello scorso anno, Dominijanni aveva ricevuto una lettera di minacce e nel maggio precedente una busta con cinque proiettili. Per diversi anni Dominijanni si è occupato di indagini contro le cosche della 'ndrangheta della zona lametina che hanno portato a numerosi arresti. Da tempo, gli organismi preposti alla sicurezza del magistrato hanno presentato una richiesta alla Prefettura di Reggio Calabria per l'installazione di un sistema di videosorveglianza dell'abitazione del magistrato, ma allo stato non è stata ancora realizzato.

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