REGGIO CALABRIA. Nella serata di ieri, personale della 3ª Sezione “Reati contro la persona, in danno dei minori e reati sessuali” della Squadra mobile, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 19 luglio dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha tratto in arresto Fabio Gaetano Cipolla, reggino di 44 anni, responsabile in concorso, del reato di atti persecutori, porto illegale di armi in luogo pubblico e tentato omicidio. Nella mattina odierna, lo stesso provvedimento è stato notificato presso l’Istituto penitenziario di Palmi a Domenico Stillitano (nella foto), 49 anni, pregiudicato reggino, attualmente detenuto per la stessa causa, nonché per il reato di estorsione, avendo lo stesso costretto, dietro minacce di morte, F. R. ad allontanarsi da Reggio Calabria conseguendo in tal maniera, un ingiusto profitto. Si ricorderà, che lo scorso 5 aprile, personale della 3ª Sezione “Reati contro la persona, in danno dei minori e reati sessuali” aveva tratto in arresto Domenico Stillitano per aver posto in essere atti persecutori nei confronti di S. A., 27 anni, tramite condotte reiterate di molestia e minaccia allo scopo di imporle una relazione sentimentale con lui. A seguito del rifiuto della ragazza di rimanere ad esso “sottomessa” nella vita privata e lavorativa, lo Stillittano le ha “imposto” di non frequentare alcuno, minacciando di morte chiunque intrattenesse con lei qualsivoglia relazione, da quella amichevole a quella sentimentale. Proprio a causa di un recente legame affettivo della ragazza con il giovane F. R., residente nella provincia reggina, Stillittano, il 25 marzo, in concorso con Fabio Gaetano Cipolla, ha commesso atti diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di G. R., 26 anni, scambiato per il fratello, vittima predestinata del tentato omicidio. Le ipotesi investigative formulate dalla Squadra mobile sono state pienamente recepite dall’Autorità giudiziaria nell’ordinanza di custodia cautelare. Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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mercoledì 20 luglio 2011
REGGIO CALABRIA. Stalking, arrestato uno dei presunti complici di Domenico Stillitano
REGGIO CALABRIA. Nella serata di ieri, personale della 3ª Sezione “Reati contro la persona, in danno dei minori e reati sessuali” della Squadra mobile, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 19 luglio dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha tratto in arresto Fabio Gaetano Cipolla, reggino di 44 anni, responsabile in concorso, del reato di atti persecutori, porto illegale di armi in luogo pubblico e tentato omicidio. Nella mattina odierna, lo stesso provvedimento è stato notificato presso l’Istituto penitenziario di Palmi a Domenico Stillitano (nella foto), 49 anni, pregiudicato reggino, attualmente detenuto per la stessa causa, nonché per il reato di estorsione, avendo lo stesso costretto, dietro minacce di morte, F. R. ad allontanarsi da Reggio Calabria conseguendo in tal maniera, un ingiusto profitto. Si ricorderà, che lo scorso 5 aprile, personale della 3ª Sezione “Reati contro la persona, in danno dei minori e reati sessuali” aveva tratto in arresto Domenico Stillitano per aver posto in essere atti persecutori nei confronti di S. A., 27 anni, tramite condotte reiterate di molestia e minaccia allo scopo di imporle una relazione sentimentale con lui. A seguito del rifiuto della ragazza di rimanere ad esso “sottomessa” nella vita privata e lavorativa, lo Stillittano le ha “imposto” di non frequentare alcuno, minacciando di morte chiunque intrattenesse con lei qualsivoglia relazione, da quella amichevole a quella sentimentale. Proprio a causa di un recente legame affettivo della ragazza con il giovane F. R., residente nella provincia reggina, Stillittano, il 25 marzo, in concorso con Fabio Gaetano Cipolla, ha commesso atti diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di G. R., 26 anni, scambiato per il fratello, vittima predestinata del tentato omicidio. Le ipotesi investigative formulate dalla Squadra mobile sono state pienamente recepite dall’Autorità giudiziaria nell’ordinanza di custodia cautelare.
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