REGGIO CALABRIA. Sono durate due mesi le indagini dei carabinieri che, stamani, hanno portato all’arresto di due persone: padre e figlio. Si tratta di Giuseppe e Pietro Ligato, rispettivamente di 49 e 22 anni, entrambi di Bagaladi, i quali sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 9 maggio scorso i carabinieri della Stazione “Rione Modena”, hanno tratto in arresto I Fortunato Paviglianiti, 21 anni, incensurato, e Daniele Mele, 34 anni, pregiudicato, perchè trovati in possesso di un kg di cocaina all’interno della loro vettura, una Fiat 500. I militari, da tempo impegnati in attività volte al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, negli ultimi giorni hanno compiuto una serie di appostamenti presso lo svincolo autostradale Reggio Calabria – Gallico, luogo dove, a seguito di attenta attività info-investigativa, hanno avuto notizia di un intenso e costante scambio di droga. Il servizio di osservazione dei carabinieri ha permesso, in effetti, di segnalare fin da subito una serie di movimenti sospetti. In particolare, è stata accertata la presenza di un veicolo Mercedes classe C, impegnato in ripetuti passaggi percorrendo sia la rotatoria sia la via Nazionale, apparentemente senza un obiettivo preciso. Il conducente della Mercedes ha poi incontrato un uomo, occupante un’altra vettura ferma alla rotatoria, e successivamente si è allontanato imboccando l’autostrada in direzione Taranto seguito a breve distanza dall’altro. Nei giorni successivi è stata verificata ancora una volta la presenza della stessa Mercedes il cui conducente, riconosciuto come lo stesso dei giorni precedenti, ha effettuato gli stessi tragitti. Questa volta, però, il soggetto si è fermato in uno spiazzo antistante gli ambulatori dell’Asl di Gallico. In tale contesto i militari, per evitare di essere notati, hanno compiuto un giro periferico dell’area notando che due soggetti, identificati poi in Paviglianiti e Mele, erano sopraggiunti nei pressi della Mercedes e, dopo un breve colloquio, uno dei due aveva aperto il proprio marsupio, indossato a tracolla, mostrandone il contenuto al conducente della Mercedes. Successivamente i tre si sono allontanati dal luogo di incontro e Mele ha riposto il proprio marsupio all’interno della propria Fiat 500, dirigendosi a piedi insieme a Paviglianiti nel vicino stabile degli ambulatori dove è rimasto in evidente stato di attesa. Contestualmente il conducente della Mercedes si è allontanato con la propria autovettura e ha incontrato altre due persone che stazionavano sulla via Nazionale. È in questo momento che i militari della Stazione “Rione Modena” hanno deciso di intervenire fermando tutti i soggetti coinvolti al fine di fugare finalmente ogni tipo di sospetto. I carabinieri hanno quindi proceduto a perquisire i soggetti e le autovetture da loro utilizzate rinvenendo all’interno di un marsupio, riposto all’interno della Fiat 500 in uso a Mele e Paviglianiti, un involucro contenente circa 1 kg e 100 grammi di cocaina. I due che avevano preso contatti con Mele e Paviglianiti, erano appunto i Ligato. Da subito sebbene inizialmente solo deferiti in stato di libertà, era emerso il coinvolgimento di questi ultimi nell’attività delittuosa. Le indagini hanno offerto la conferma. Le dinamiche successive all’arresto vedono chiaramente un intervento dei familiari di Mele, domiciliato nella provincia di Pavia, intervenire per ottenere dai Ligato il compenso spettante al loro congiunto tratto in arresto, ovvero 2.000 euro, cui gli stesi aggiungono la richiesta di un sussidio di 1.400-1.600 euro mensili. Proprio il mancato accordo su tali aspetti ha comportato una frattura all’interno del gruppo, permettendo alle indagini di registrare indicazioni utilissime alla ricostruzione delle responsabilità. La moglie di Mele infatti incalza i Ligato chiedendo loro di darle ciò che spettava al marito, visto che lui era in carcere e tutti gli altri sebbene coinvolti erano fuori. Le risultanze delle intercettazioni operate dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia si intrecciano perfettamente con quanto già verificato dai carabinieri della Stazione “Rione Modena” in occasione dell’arresto allorquando gli stesi documentarono con esattezza le fasi dell’incontro tra Mele, Paviglianiti e i due Ligato. Questi ultimi dovranno rispondere del concorso in detenzione di un kg di cocaina. I due soggetti sono stati tradotti presso la Casa circondariale di via San Pietro a disposizione dell’Autorità giudiziaria.Informazioni personali
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martedì 26 luglio 2011
REGGIO CALABRIA. Padre e figlio arrestati per detenzione di cocaina
REGGIO CALABRIA. Sono durate due mesi le indagini dei carabinieri che, stamani, hanno portato all’arresto di due persone: padre e figlio. Si tratta di Giuseppe e Pietro Ligato, rispettivamente di 49 e 22 anni, entrambi di Bagaladi, i quali sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 9 maggio scorso i carabinieri della Stazione “Rione Modena”, hanno tratto in arresto I Fortunato Paviglianiti, 21 anni, incensurato, e Daniele Mele, 34 anni, pregiudicato, perchè trovati in possesso di un kg di cocaina all’interno della loro vettura, una Fiat 500. I militari, da tempo impegnati in attività volte al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, negli ultimi giorni hanno compiuto una serie di appostamenti presso lo svincolo autostradale Reggio Calabria – Gallico, luogo dove, a seguito di attenta attività info-investigativa, hanno avuto notizia di un intenso e costante scambio di droga. Il servizio di osservazione dei carabinieri ha permesso, in effetti, di segnalare fin da subito una serie di movimenti sospetti. In particolare, è stata accertata la presenza di un veicolo Mercedes classe C, impegnato in ripetuti passaggi percorrendo sia la rotatoria sia la via Nazionale, apparentemente senza un obiettivo preciso. Il conducente della Mercedes ha poi incontrato un uomo, occupante un’altra vettura ferma alla rotatoria, e successivamente si è allontanato imboccando l’autostrada in direzione Taranto seguito a breve distanza dall’altro. Nei giorni successivi è stata verificata ancora una volta la presenza della stessa Mercedes il cui conducente, riconosciuto come lo stesso dei giorni precedenti, ha effettuato gli stessi tragitti. Questa volta, però, il soggetto si è fermato in uno spiazzo antistante gli ambulatori dell’Asl di Gallico. In tale contesto i militari, per evitare di essere notati, hanno compiuto un giro periferico dell’area notando che due soggetti, identificati poi in Paviglianiti e Mele, erano sopraggiunti nei pressi della Mercedes e, dopo un breve colloquio, uno dei due aveva aperto il proprio marsupio, indossato a tracolla, mostrandone il contenuto al conducente della Mercedes. Successivamente i tre si sono allontanati dal luogo di incontro e Mele ha riposto il proprio marsupio all’interno della propria Fiat 500, dirigendosi a piedi insieme a Paviglianiti nel vicino stabile degli ambulatori dove è rimasto in evidente stato di attesa. Contestualmente il conducente della Mercedes si è allontanato con la propria autovettura e ha incontrato altre due persone che stazionavano sulla via Nazionale. È in questo momento che i militari della Stazione “Rione Modena” hanno deciso di intervenire fermando tutti i soggetti coinvolti al fine di fugare finalmente ogni tipo di sospetto. I carabinieri hanno quindi proceduto a perquisire i soggetti e le autovetture da loro utilizzate rinvenendo all’interno di un marsupio, riposto all’interno della Fiat 500 in uso a Mele e Paviglianiti, un involucro contenente circa 1 kg e 100 grammi di cocaina. I due che avevano preso contatti con Mele e Paviglianiti, erano appunto i Ligato. Da subito sebbene inizialmente solo deferiti in stato di libertà, era emerso il coinvolgimento di questi ultimi nell’attività delittuosa. Le indagini hanno offerto la conferma. Le dinamiche successive all’arresto vedono chiaramente un intervento dei familiari di Mele, domiciliato nella provincia di Pavia, intervenire per ottenere dai Ligato il compenso spettante al loro congiunto tratto in arresto, ovvero 2.000 euro, cui gli stesi aggiungono la richiesta di un sussidio di 1.400-1.600 euro mensili. Proprio il mancato accordo su tali aspetti ha comportato una frattura all’interno del gruppo, permettendo alle indagini di registrare indicazioni utilissime alla ricostruzione delle responsabilità. La moglie di Mele infatti incalza i Ligato chiedendo loro di darle ciò che spettava al marito, visto che lui era in carcere e tutti gli altri sebbene coinvolti erano fuori. Le risultanze delle intercettazioni operate dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia si intrecciano perfettamente con quanto già verificato dai carabinieri della Stazione “Rione Modena” in occasione dell’arresto allorquando gli stesi documentarono con esattezza le fasi dell’incontro tra Mele, Paviglianiti e i due Ligato. Questi ultimi dovranno rispondere del concorso in detenzione di un kg di cocaina. I due soggetti sono stati tradotti presso la Casa circondariale di via San Pietro a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
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