REGGIO CALABRIA. Nella tarda serata di sabato i carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia sono intervenuti in via Vitrioli, traversa di corso Garibaldi a seguito della segnalazione di un cittadino che aveva sentito rumori sospetti nell’androne del suo palazzo.
Le urla dell’uomo, come dallo stesso riferito, avevano messo in fuga alcune persone che armeggiavano nel vano scala del palazzo. All’arrivo dei militari una immediata ispezione dei luoghi ha subito permesso di comprendere la situazione: in un piccolo locale bagno attiguo ad un negozio di abbigliamento è stato rinvenuto il materiale abbandonato dalla banda di “professionisti” che era intenta ad operare un foro nel muro per accedere all’interno dell’esercizio commerciale. Il vero obiettivo della banda non era tuttavia il negozio di abbigliamento essendo quei locali solo un passaggio obbligato e discreto per giungere all’attigua gioielleria “Laura gioielli” che affaccia sul corso Garibaldi. Il piano era ben evidente in quanto nei mesi scorsi era stato effettuato un identico tentativo: quella volta i ladri riuscirono ad accedere alla gioielleria perforando due muri e passando proprio dal negozio attiguo, ma non riuscirono ad avere la meglio sulla cassaforte. Evidentemente il gruppo non si è perso d’animo, ma questa volta è andata peggio. Il materiale abbandonato è un kit completo da professionisti: parrucche, tute bianche, trapani ad alta potenza, bottiglie d’acqua per contenere residui di polvere sollevata durante i lavori di scavo, nonché il pezzo forte, ovvero un martinetto a pressione idraulica opportunamente modificato da un lato su cui era stata ricavata una punta in acciaio. Posizionato sul muro e azionando a mano la leva che permette di espandere il pistone idraulico, la punta in acciaio veniva spinta contro il muro confinante del negozio di abbigliamento, perforandolo senza provocare rumore. La parete interna era stata già parzialmente abbattuta. La fuga improvvisa dei ladri li ha spinti a modificare i loro piani: questo sarà molto utile per le indagini essendo probabile che gli stessi abbiano commesso qualche “errore” nella foga di allontanarsi velocemente dal luogo del reato. Tutto il materiale rinvenuto è stato repertato e verrà analizzato dal Ris. Potrà fornire elementi utilissimi alle indagini. Erano stati diversi gli episodi di furti ai danni di gioiellerie del corso perpetrati con la stessa tecnica. E’ assolutamente verosimile che sia stato lo stesso gruppo che ha colpito sabato notte ad essersi “occupato” degli altri colpi.
Le urla dell’uomo, come dallo stesso riferito, avevano messo in fuga alcune persone che armeggiavano nel vano scala del palazzo. All’arrivo dei militari una immediata ispezione dei luoghi ha subito permesso di comprendere la situazione: in un piccolo locale bagno attiguo ad un negozio di abbigliamento è stato rinvenuto il materiale abbandonato dalla banda di “professionisti” che era intenta ad operare un foro nel muro per accedere all’interno dell’esercizio commerciale. Il vero obiettivo della banda non era tuttavia il negozio di abbigliamento essendo quei locali solo un passaggio obbligato e discreto per giungere all’attigua gioielleria “Laura gioielli” che affaccia sul corso Garibaldi. Il piano era ben evidente in quanto nei mesi scorsi era stato effettuato un identico tentativo: quella volta i ladri riuscirono ad accedere alla gioielleria perforando due muri e passando proprio dal negozio attiguo, ma non riuscirono ad avere la meglio sulla cassaforte. Evidentemente il gruppo non si è perso d’animo, ma questa volta è andata peggio. Il materiale abbandonato è un kit completo da professionisti: parrucche, tute bianche, trapani ad alta potenza, bottiglie d’acqua per contenere residui di polvere sollevata durante i lavori di scavo, nonché il pezzo forte, ovvero un martinetto a pressione idraulica opportunamente modificato da un lato su cui era stata ricavata una punta in acciaio. Posizionato sul muro e azionando a mano la leva che permette di espandere il pistone idraulico, la punta in acciaio veniva spinta contro il muro confinante del negozio di abbigliamento, perforandolo senza provocare rumore. La parete interna era stata già parzialmente abbattuta. La fuga improvvisa dei ladri li ha spinti a modificare i loro piani: questo sarà molto utile per le indagini essendo probabile che gli stessi abbiano commesso qualche “errore” nella foga di allontanarsi velocemente dal luogo del reato. Tutto il materiale rinvenuto è stato repertato e verrà analizzato dal Ris. Potrà fornire elementi utilissimi alle indagini. Erano stati diversi gli episodi di furti ai danni di gioiellerie del corso perpetrati con la stessa tecnica. E’ assolutamente verosimile che sia stato lo stesso gruppo che ha colpito sabato notte ad essersi “occupato” degli altri colpi.

0 commenti:
Posta un commento