MAMMOLA. Una piantagione di canapa, composta da circa 500 piante, è stata localizzata in una collina sopra Siderno Superiore, da personale del Commissariato di Siderno, diretto dal vice questore aggiunto Stefano Dodaro. Nel corso di predisposti servizi di polizia giudiziaria, gli agenti hanno rinvenuto le piante, alte circa 2 metri ciascuna, coltivate in un terreno terrazzato. Le piante non erano ancora giunte a maturazione, per la quale sarebbe stato necessario un altro mese, ed hanno un valore commerciale complessivo di circa 500.000 euro. Per la coltivazione della piantagione il terreno era stato terrazzato ed era stato predisposto un complesso impianto d’irrigazione, che prelevava l’acqua da una sorgente, situata a monte su di una collina distante circa un chilometro. Gli investigatori del Commissariato, per tre giorni sono rimasti in appostamento nei pressi del terreno, al fine di individuare chi coltivasse le piante. Evidentemente, il movimento di persone è stato notato, perché nella serata di ieri, subito dopo che i poliziotti hanno sospeso il servizio, è stato appiccato un fuoco nella parte superiore della collina, con il chiaro intento di incendiare anche la piantagione. Per fortuna, il cambiamento della direzione del vento, ne ha impedito la totale distruzione: circa 200 piante sono rimaste integre. L’atto criminale tuttavia ha provocato, l’incendio di buona parte della collina, distruggendo decine di alberi. Dopo aver effettuato un servizio di video-ripresa a cura della polizia scientifica e ricevuta l’autorizzazione dal magistrato di turno della Procura di Locri, sono state prelevate una decina di piante per gli accertamenti tecnico-scientifici, mentre le rimanenti sono state distrutte sul posto. Informazioni personali
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domenica 31 luglio 2011
MAMMOLA. Localizzata e distrutta una piantagione di canapa indiana
MAMMOLA. Una piantagione di canapa, composta da circa 500 piante, è stata localizzata in una collina sopra Siderno Superiore, da personale del Commissariato di Siderno, diretto dal vice questore aggiunto Stefano Dodaro. Nel corso di predisposti servizi di polizia giudiziaria, gli agenti hanno rinvenuto le piante, alte circa 2 metri ciascuna, coltivate in un terreno terrazzato. Le piante non erano ancora giunte a maturazione, per la quale sarebbe stato necessario un altro mese, ed hanno un valore commerciale complessivo di circa 500.000 euro. Per la coltivazione della piantagione il terreno era stato terrazzato ed era stato predisposto un complesso impianto d’irrigazione, che prelevava l’acqua da una sorgente, situata a monte su di una collina distante circa un chilometro. Gli investigatori del Commissariato, per tre giorni sono rimasti in appostamento nei pressi del terreno, al fine di individuare chi coltivasse le piante. Evidentemente, il movimento di persone è stato notato, perché nella serata di ieri, subito dopo che i poliziotti hanno sospeso il servizio, è stato appiccato un fuoco nella parte superiore della collina, con il chiaro intento di incendiare anche la piantagione. Per fortuna, il cambiamento della direzione del vento, ne ha impedito la totale distruzione: circa 200 piante sono rimaste integre. L’atto criminale tuttavia ha provocato, l’incendio di buona parte della collina, distruggendo decine di alberi. Dopo aver effettuato un servizio di video-ripresa a cura della polizia scientifica e ricevuta l’autorizzazione dal magistrato di turno della Procura di Locri, sono state prelevate una decina di piante per gli accertamenti tecnico-scientifici, mentre le rimanenti sono state distrutte sul posto.
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