MESSINA. Volge al termine l’attività di rieducazione equestre svolta settimanalmente presso il Club Ippico “La Pineta” (Villafranca Tirrena) e il Centro Sociale Ippico (Barcellona Pozzo di Gotto) nell’ambito del progetto denominato “Oltre le Barriere”, organizzato dal Rotary Club (“Messina”, “Messina Peloro”, “Stretto di Messina”, “Taormina” e “Barcellona Pozzo di Gotto”) in sinergia con l’Associazione “Equitando” Onlus, rivolto a ventuno ragazzi diversamente abili. Iniziato nel mese di maggio, il progetto, promosso dal dott. Vincenzo Giannetto (Presidente del Rotary Club “Messina Peloro”) e coordinato per l’area peloritana dalla dott.ssa Nella Rucci (Presidente del Rotary Club “Barcellona Pozzo di Gotto”), si inquadra nell’ambito dell’attività del Rotary Club prevista per l’anno rotariano 2010-2011, avendo nello specifico quali obiettivi primari la riabilitazione globale della persona in luogo aperto e la socializzazione degli utenti diversamente abili con i soggetti normodotati. L’Associazione “Equitando” Onlus, attiva dal 2003 e centro affiliato dell’Associazione Nazionale Italiana Rieducazione Equestre, si occupa, con personale specializzato, dell’organizzazione e della gestione delle attività, individuali e/o in gruppo, di rieducazione equestre. La Rieducazione Equestre va intesa come un metodo terapeutico globale, in cui, attraverso la pratica di un’attività ludico-sportiva avente come mezzo il cavallo, l’individuo viene attivato nel suo intero complesso motorio, psichico, intellettivo e sociale. Il cavallo già di per sé rappresenta una presenza viva, concreta, “affettiva”, in grado cioè di sollecitare sentimenti ed emozioni intense: gioia, serenità, come anche paura, rabbia e tristezza. Attraverso l’attività con il cavallo, gli utenti imparano a “sentire” il loro corpo e quindi ad acquisire l’esperienza dell’”altro” corpo, quello nascosto, che proviene da sensazioni ed esperienze profonde. L’instaurarsi del rapporto persona-cavallo stimola e favorisce una “comunicazione” intenzionale: già solo il desiderio del movimento del cavallo crea il desiderio di comunicare. La rieducazione equestre è molto di più del semplice “andare a cavallo”: l’utente deve essere pronto e sollecito a curare l’animale, a sellarlo, ad alimentarlo, a capire il suo comportamento e a comunicare con esso. Ma, oltre al rapporto affettivo con l’animale, non bisogna tralasciare che la connotazione primaria di tale attività è il suo carattere ludico-sportivo. Divertendosi e quasi senza accorgersene, l’individuo, riuscendo a dirigere da solo il proprio cavallo e a stabilire con lui un’armonica interazione, realizza automaticamente un recupero di sentimenti di sicurezza e autostima e forti spinte all’autonomia, il che favorisce un netto miglioramento dei suoi rapporti affettivi e sociali.Informazioni personali
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mercoledì 15 giugno 2011
MESSINA. Volge al termine il progetto “Oltre le barriere”
MESSINA. Volge al termine l’attività di rieducazione equestre svolta settimanalmente presso il Club Ippico “La Pineta” (Villafranca Tirrena) e il Centro Sociale Ippico (Barcellona Pozzo di Gotto) nell’ambito del progetto denominato “Oltre le Barriere”, organizzato dal Rotary Club (“Messina”, “Messina Peloro”, “Stretto di Messina”, “Taormina” e “Barcellona Pozzo di Gotto”) in sinergia con l’Associazione “Equitando” Onlus, rivolto a ventuno ragazzi diversamente abili. Iniziato nel mese di maggio, il progetto, promosso dal dott. Vincenzo Giannetto (Presidente del Rotary Club “Messina Peloro”) e coordinato per l’area peloritana dalla dott.ssa Nella Rucci (Presidente del Rotary Club “Barcellona Pozzo di Gotto”), si inquadra nell’ambito dell’attività del Rotary Club prevista per l’anno rotariano 2010-2011, avendo nello specifico quali obiettivi primari la riabilitazione globale della persona in luogo aperto e la socializzazione degli utenti diversamente abili con i soggetti normodotati. L’Associazione “Equitando” Onlus, attiva dal 2003 e centro affiliato dell’Associazione Nazionale Italiana Rieducazione Equestre, si occupa, con personale specializzato, dell’organizzazione e della gestione delle attività, individuali e/o in gruppo, di rieducazione equestre. La Rieducazione Equestre va intesa come un metodo terapeutico globale, in cui, attraverso la pratica di un’attività ludico-sportiva avente come mezzo il cavallo, l’individuo viene attivato nel suo intero complesso motorio, psichico, intellettivo e sociale. Il cavallo già di per sé rappresenta una presenza viva, concreta, “affettiva”, in grado cioè di sollecitare sentimenti ed emozioni intense: gioia, serenità, come anche paura, rabbia e tristezza. Attraverso l’attività con il cavallo, gli utenti imparano a “sentire” il loro corpo e quindi ad acquisire l’esperienza dell’”altro” corpo, quello nascosto, che proviene da sensazioni ed esperienze profonde. L’instaurarsi del rapporto persona-cavallo stimola e favorisce una “comunicazione” intenzionale: già solo il desiderio del movimento del cavallo crea il desiderio di comunicare. La rieducazione equestre è molto di più del semplice “andare a cavallo”: l’utente deve essere pronto e sollecito a curare l’animale, a sellarlo, ad alimentarlo, a capire il suo comportamento e a comunicare con esso. Ma, oltre al rapporto affettivo con l’animale, non bisogna tralasciare che la connotazione primaria di tale attività è il suo carattere ludico-sportivo. Divertendosi e quasi senza accorgersene, l’individuo, riuscendo a dirigere da solo il proprio cavallo e a stabilire con lui un’armonica interazione, realizza automaticamente un recupero di sentimenti di sicurezza e autostima e forti spinte all’autonomia, il che favorisce un netto miglioramento dei suoi rapporti affettivi e sociali.
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