REGGIO CALABRIA. “Le Infiltrate”. Era questo il nome dato alla rubrica, curata da Giovanna D’Agostino e Serena Cara, che chiudeva l’edizione domenicale de “La Riviera” settimanale della Calabria e della Locride. La rubrica, sostenuta da numerosi lettori divertiti e incuriositi, denunciava “piccoli scandali quotidiani” con nomi e cognomi degli “imputati” per pubblicizzare e tentare di arginare abusi e soprusi attinenti, soprattutto, l’amministrazione negli uffici pubblici e nella sanità (casi di falsi invalidi, rateizzazioni di multe non concesse a chi non ha “santi” in Paradiso, odissee per prenotare radiografie senza ricorrere all’aiuto del “compare” medico, ecc.). Piccole inchieste, piccole/grandi risposte!. La voce, senza veli o paure, di chi non ha voce, per intenderci. Che fine ha fatto quella rubrica? Perché è stata annullata d’ufficio, senza darne comunicazione alcuna alle dirette curatrici? E’ questo che, anche su fb, ci chiede la gente, inviandoci ancora denunce con la speranza che possano trovare voce. La risposta è semplice. Semplicemente triste. E coincide con un episodio preciso. Qualche mese addietro Giovanna D’Agostino pubblicava su fb una nota sulla discarica di Casignana, chiedendo risposte al sindaco Crinò. La domenica successiva appariva la risposta del Sindaco su “La Riviera” in cui accusava la stessa di calunnie e ne prometteva la querela (di fatto avvenuta). La D’Agostino replica, ma la sua di risposta non viene pubblicata dal giornale, sebbene questo sia un diritto imprescindibile. Né la settimana seguente, né quella ancora dopo…accusata in tutti i modi, ma senza possibilità di replica. Replica, peraltro, accolta a mezzo stampa dalle altre testate locali. Al di là della fondatezza o meno delle accuse - da stabilire per via legale -, perché “La Riviera” tace la replica? Affossare l’episodio con le accuse e zittire chi parla dipingendolo come poco credibile, questo lo scopo? Non aver rispettato la par condicio, prevista dalla legge, è già un grave abuso che non pone il giornale super partes. E per il diritto all’informazione libera, che dovrebbe garantire una testata, è già di per sé un episodio gravissimo. Poi. Ecco la stranezza, che tradisce il dolo nell’aver glissato la risposta della D’Agostino. Dopo questo episodio verrà eliminata d’ufficio la rubrica “Le Infiltrate” dal giornale, in maniera tacita, inspiegabile e definitiva, nonostante i numerosi lettori e sostenitori. Quale la spiegazione? Del resto, il proprietario del giornale, Rosario Condarcuri, si mostrava soddisfatto della stessa rubrica, appoggiandola con simpatia perché – diceva - "certi abusi si devono sapere". Ma cosa è successo allora? Ci chiediamo. Lo spirito di denuncia va bene finché non si pestano i piedi a chi ci "protegge" o ci sta a cuore o ci ha fatto dei favori...? Qual è il significato dell’appellativo “free lance”, troppo spesso abusato dai giornalisti se poi, nella realtà dei fatti, mancano le prove della libertà d'opinione e di pensiero? Attenzione, se questa la spiegazione, è una grave forma di dittatura e di attentato all’informazione. E adesso, mi rivolgo direttamente al direttore del giornale, professor Pasquino Crupi, chiedendogli, in via ufficiale il perché la rubrica “Le Infiltrate” sia stata soppressa. Il popolo di fb si interroga e attende una risposta. Concludo con un pensiero del giornalista Gigi Cortesi: “l’informazione è la vagina della libertà: senza informazione non puoi né esserne partorito né farci l’amore.”Serena Cara
vicepresidente Associazione Ladyterranea

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