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martedì 24 maggio 2011

REGGIO CALABRIA. Politici in vetrina…archeologica!

REGGIO CALABRIA. Volevamo segnalare cosa è successo in città durante le ultime elezioni amministrative. Sul corso Garibaldi sono in mostra temporanea delle teche recanti reperti archeologici dal titolo “Segni della città che c'era”. L’esposizione comprende: semicolonne "tufacee" neoclassiche (XIX) con scanalatura a spigolo smussato; travi di balcone in calcare (metà XIX); decoro architettonico di forme pseudoaraldiche attribuibile all'ordine dei frati minori; fregio in calcaranite con ghirlande (XVIII); fregio "tufaceo" neoclassico (XIX); elementi tufacei di portale ecclesiastico neorinascimentale (XIX); stemma non identificato famiglia Albanese (?); stemma attribuibile ad un arcivescovo; lapide Arcovito; lapide Benassai; colonne "tufacee" doriche, neoclassiche (XIX); colonna in marmo di età ellenistica romano (forse pertinente ad un edicola). Durante la campagna di propaganda politica, le suddette teche sono state forzate per inserire i volantini elettorali dei candidati di tutti i partiti, che “inquinavano” i reperti e coprivano le stesse legende di riferimento impossibilitandone la lettura. Inoltre, fatto ancora più sconcertante, qualcuno ne ha approfittato per inserire depliant pubblicitari di locali e ristoranti, sfruttando la golosa possibilità di avere visibilità gratuita ed efficace perchè sotto gli occhi di tutti i passanti - essendo il corso Garibaldi la via reggina principale. Lo scempio è a cielo aperto. Pattumiere a cielo aperto. Il tutto è rimasto immutato fino ad oggi. Sopra vi si poggiano spesso bottiglie di birra vuote, sigarette e carte di ogni tipo.
E la gente? Indifferente? Le Istituzioni? Indifferenti. La polizia municipale? Indifferente. La Sovrintendenza ai Beni Culturali? Indifferente.
 E nessuno può addurre come scusa il non aver visto. L’associazione Ladyterranea ha eseguito un video di denuncia pubblicandolo sulle bacheche di fb dei politici di riferimento, che è stato puntualmente cancellato. Lo inviamo in allegato. Speriamo in un interessamento delle istituzioni competenti al fine di smuovere la coscienza civica, ormai affogata da una triste indifferenza, affinché simili atti vandalici, figli dell’ignoranza, non avvengano più, grazie anche all’applicazione di dure sanzioni.
Ladyterranea

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