REGGIO CALABRIA. «Dall'operazione di oggi è venuto fuori uno spaccato di collusioni ed interessi inquietante che denota la forte capacità di intessere potenti 'relazioni esterne' dei Mazzaferro con il mondo istituzionale locale». A dirlo è stato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, incontrando i giornalisti per illustrare i dettagli dell'operazione “Circolo formato” che ha portato all'arresto di 35 persone tra le quali il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica e due assessori della stessa giunta. «Sarebbe necessario - ha aggiungo Grasso - che la politica locale compia una scelta di qualità per chiudere ogni varco a questi gruppi affaristico-mafiosi. Tutto ciò è corroborato da indagini rigorose, da intercettazioni ambientali che permettono di aprire significativi varchi, di capire in profondità le dinamiche criminali». «Le indagini - ha detto il Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone - confermano il ruolo crescente del clan Mazzaferro che aveva riconquistato peso grazie all'infiltrazione nel comune di Marina Gioiosa Ionica, rispetto alla cosca avversaria degli Aquino. L'occasione è stata data dalle comunali del 2008, quando con l'elezione a sindaco di Rocco Femia cambia il così detto quadro di riferimento per quel che concerne la gestione dei lavori pubblici e dell'attività amministrativa nel suo complesso. Traguardi all'ombra della malapolitica e del malaffare». «Le indagini - ha osservato il questore Carmelo Casabona - rendono chiaro l'intreccio evidente mafia-politica ai fini del controllo del territorio». Per il dirigente della squadra mobile, Renato Cortese, ''l'inchiesta ha accertato, fra l'altro, il presidio fisico-militare degli uomini della cosca Mazzaferro ai seggi elettorali per il rinnovo del comune di Marina di Gioiosa Ionica nel 2008, alla faccia del voto democratico''.Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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martedì 3 maggio 2011
OPERAZIONE “CIRCOLO FORMATO”. Grasso: «Collusioni e interessi inquietanti»
REGGIO CALABRIA. «Dall'operazione di oggi è venuto fuori uno spaccato di collusioni ed interessi inquietante che denota la forte capacità di intessere potenti 'relazioni esterne' dei Mazzaferro con il mondo istituzionale locale». A dirlo è stato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, incontrando i giornalisti per illustrare i dettagli dell'operazione “Circolo formato” che ha portato all'arresto di 35 persone tra le quali il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica e due assessori della stessa giunta. «Sarebbe necessario - ha aggiungo Grasso - che la politica locale compia una scelta di qualità per chiudere ogni varco a questi gruppi affaristico-mafiosi. Tutto ciò è corroborato da indagini rigorose, da intercettazioni ambientali che permettono di aprire significativi varchi, di capire in profondità le dinamiche criminali». «Le indagini - ha detto il Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone - confermano il ruolo crescente del clan Mazzaferro che aveva riconquistato peso grazie all'infiltrazione nel comune di Marina Gioiosa Ionica, rispetto alla cosca avversaria degli Aquino. L'occasione è stata data dalle comunali del 2008, quando con l'elezione a sindaco di Rocco Femia cambia il così detto quadro di riferimento per quel che concerne la gestione dei lavori pubblici e dell'attività amministrativa nel suo complesso. Traguardi all'ombra della malapolitica e del malaffare». «Le indagini - ha osservato il questore Carmelo Casabona - rendono chiaro l'intreccio evidente mafia-politica ai fini del controllo del territorio». Per il dirigente della squadra mobile, Renato Cortese, ''l'inchiesta ha accertato, fra l'altro, il presidio fisico-militare degli uomini della cosca Mazzaferro ai seggi elettorali per il rinnovo del comune di Marina di Gioiosa Ionica nel 2008, alla faccia del voto democratico''.
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