MARINA DI GIOIOSA IONICA. Il sindaco, due assessori, un ex assessore e un assistente capo in servizio presso la centrale operativa del Commissariato di Siderno sono stati arrestati dalla polizia nell'ambito dell'operazione “Circolo formato” contro la cosca Mazzaferro. Il sindaco, Rocco Femia
(foto in alto), 52 anni, insegnate che guida un'amministrazione espressione di una lista civica, e gli assessori Vincenzo Ieraci, 56 anni (delega all’ambiente) e Rocco Agostino, 30 anni (delega politiche sociali) e l’ex assessore ai lavori pubblici Francesco Marrapodi, 50 anni, impresario edile, sono accusati di associazione mafiosa. Rocco Agostino è candidato alle provinciali nella lista “Raffa presidente”, a sostegno di Giuseppe Raffa, attuale sindaco ff di Reggio Calabria. L’assistente capo della Polstato, Franco Avenoso, 44 anni, è accusato di avere favorito la cosca Mazzaferro per avere comunicato a Rocco Mazzaferro
(foto in basso) il contenuto di una relazione di servizio riservata inviata dal Commissariato di Siderno alla Squadra mobile di Vibo Valentia, inerente il controllo di alcuni elementi appartenenti alla stessa cosca. Il poliziotto, inoltre, avrebbe messo a disposizione della consorteria di ‘ndrangheta ogni notizia di cui era a conoscenza per motivi di servizio. L’operazione si è conclusa con 35 arresti, mentre risultano irreperibili Cosimo Agostino, 58 anni, Giuseppe Coco, 45 anni, Rocco Piero Mazzaferro, 46 anni, Nicola Pignatelli, 40 anni, e Giuseppe Pugliese, 50 anni. Le indagini, coordinate dal procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone, dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dal sostituto procuratore Maria Luisa Miranda, sono iniziate nel febbraio del 2008 ed hanno impegnato gli investigatori dello Sco di Roma, della Squadra mobile di Reggio Calabria, diretta dal dottore Renato Cortese e del Commissariato di Siderno, guidato dal vice questore aggiunto Stefano Dodaro.

La cosca Mazzaferro era riuscita ad infiltrarsi, attraverso imprese riconducibili a boss ed affiliati, nei lavori di ammodernamento della statale 106. Grazie ad una serie di subappalti, la cosca era riuscita ad ottenere sia lavori che fornitura di materiali.La minuziosa attività di intercettazione condotta dai “segugi” della polizia di Stato ha, tra l’altro, consentito di accertare le illecite attività di accaparramento dei voti e del controllo degli appalti pubblici e di captare le fasi di criticità tra i Mazzaferro e gli Aquino, consorterie criminali storicamente rivali. Di particolare rilevanza investigativa, una conversazione, unica nel suo genere, in cui è stato rivelato l’organigramma attuale della cosca Mazzaferro e della carica rivestita da ciascun componente. I poliziotti, inoltre, sono riusciti a documentare, grazie ad un servizio di osservazione e pedinamento, un evento di portata eccezionale: il “battesimo” di Rocco Mazzaferro. Nella fase conclusiva dell’operazione “Circolo formato” sono stati impiegati circa 250 agenti, tra cui personale del Reparto prevenzione crimine “Calabria” e del XII Reparto mobile di Reggio Calabria.
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