REGGIO CALABRIA. «La prima persona a cui ho pensato tenendo in mano la "Gerbera Gialla" è stata mia madre, che è mancata da poco tempo, e che ho avuto sempre vicino, anche nei momenti più difficili del mio lavoro». Questa l’emozione vissuta dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Pasquale Angelosanto, nel corso della cerimonia di consegna della “Gerbera Gialla 2011, conferitagli dall’associazione “Riferimenti”. «Mi ritengo particolarmente onorato - ha detto ancora Angelosanto - di avere ricevuto questo importante riconoscimento dalle mani del Procuratore nazionale antimafia, dottor Piero Grasso e per questo voglio anche ringraziare la signora Adriana Musella. Voglio infine sottolineare lo straordinario lavoro di coordinamento del Procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, dottor Giuseppe Pignatone, degli apparati investigativi delle forze di polizia ed un pensiero di sincera gratitudine voglio far giungere a tutti i carabinieri della provincia di Reggio Calabria per l'impegno costante contro ogni forma di criminalità». Il colonnello Pasquale Angelosanto, 52 anni, nato a Sant’Elia Fiumerapido, in provincia di Frosinone, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della sicurezza interna ed esterna ed è abilitato all’esercizio della professione forense. Dal 1979 al 1983 ha frequentato l’Accademia militare di Modena e la Scuola ufficiali dell’Arma di Roma. Nel 1983, per due anni, è stato comandante di Plotone presso la Scuola allievi carabinieri di Benevento. Nel 1985, gli è stato attribuito il comando della Tenenza di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina. Poi, dal 1987 sino al 1992 è stato comandante del Nucleo operativo del Gruppo Napoli II di stanza a Castello di Cisterna, con competenza sull’hinterland napoletano, svolgendo indagini sulla camorra dell’area vesuviana, conseguendo - tra gli altri risultati operativi – l’arresto del latitante Carmine Alfieri, capo della camorra napoletana. Successivamente, l’Ufficiale – nel grado di capitano - ha comandato la Sezione “Catturandi” e la 3ª Sezione del Reparto criminalità organizzata del Ros di Roma e, dal 1994 al 1995, ha frequentato il Corso d’Istituto per capitani dell’Arma, quindi è stato nominano comandante della Sezione anticrimine di Roma, che ha retto – nei gradi di maggiore e di tenente colonnello - sino al 2002, interessandosi di eversione e terrorismo interni e di criminalità organizzata nel Lazio, seguendo le indagini nell’omicidio del professor Massimo d’Antona, ucciso dalle Brigate Rosse, e sulle attività della cosca della ‘ndrangheta Ruga – Gallace – Novella, operante tra Anzio e Nettuno (Roma). Dal 2002 al 2007, è stato direttore del Raggruppamento operativo Ccentrale del Sisde (ora Aisi), occupandosi di terrorismo interno (individuando le componenti organiche delle Brigate Rosse – II Posizione) e internazionale. Promosso colonnello, dal 2007 al 2009, è stato comandante del Reparto indagini tecniche del Ros Centrale, dove ha seguito importanti progetti tecnico-operativi, in raccordo con le polizie europee, e indagini tecniche in supporto ai reparti territoriali dell’Arma. Dal 21 settembre 2009 è comandante provinciale di Reggio Calabria. - Cavaliere della Repubblica Italiana;
- Medaglia Mauriziana;
- Medaglia d’Oro di Lungo Comando;
- Croce d’Oro per Anzianità di Servizio;
- Encomio Solenne del Comandante Generale dell’Arma;
- Encomio del Comandante del Ros.

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