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mercoledì 11 maggio 2011

CASAL DI PRINCIPE. Costrinse teste a ritrattare accuse: 'Caporale' algerino arrestato dalla Polstato

CASAL DI PRINCIPE (CE). La polizia ha arrestato Aissa Bensid, 41 anni, algerino, ricercato nell'ambito dell'operazione “Migrantes” che, nell'aprile dello scorso anno, in seguito alle indagini scaturite dopo la rivolta di Rosarno, aveva portato all'arresto di trenta persone accusate di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera clandestina straniera e truffe. L’arresto di Bensid, che si era trasferito in Campania, è stato fatto dalla squadra mobile di Caserta in sinergia con la squadra mobile di Reggio Calabria e il commissariato di Gioia Tauro in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip di Palmi. Le indagini hanno consentito di accertare che Bensid, indicato come uno dei ''caporali'' nordafricani, si era recato nell'abitazione di un teste di origine extracomunitaria che doveva testimoniare minacciandolo di gravi e seri danni se lo avesse ancora accusato. Bensid, secondo l'accusa, aveva costretto il teste a ritrattare le dichiarazioni rese a suo tempo dal testimone circa l'illecita attività di ''caporalato'' e di favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. L’operazione denominata “Migrantes” era stata il frutto di un'attività investigativa sul fenomeno del ''caporalato'' e gli investigatori, con il supporto di intercettazioni telefoniche, avviate parallelamente a quelle sui disordini che si sono verificati a Rosarno nel gennaio 2010, era stato possibile individuare una serie di condotte, poste in essere da diversi soggetti, tra italiani e stranieri nordafricani, che avevano confermato come, alla base delle proteste e degli episodi di violenza sopra descritti vi fossero le condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano i migranti, finiti nelle mani di persone che, sotto gravi minacce di ritorsioni, imponevano opprimenti ed inique condizioni lavorative.

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