BOVALINO. Aveva prestato duemila euro ad un collega pretendendone la restituzione, con minacce di morte, ad un tasso usurario. La vittima, però, si è ribellata consentendo l'intervento della polizia, che ha arrestato il responsabile. L'imprenditore arrestato è Ferdinando Parlongo, 52 anni, considerato dagli investigatori vicino ad ambienti della 'ndrangheta. L'arresto di Parlongo, titolare di un'impresa di movimento terra, è stato fatto da personale del locale Commissariato, che ha bloccato l'imprenditore nel momento in cui ritirava la somma estorta al collega. Gli investigatori non escludono che il prestito di duemila euro, con un tasso d'interesse del 20 per cento mensile, fosse soltanto l'ultimo di una serie fatti con le stesse modalità da Parlongo al collega. Nell'abitazione dell'arrestato i poliziotti hanno trovato materiale che induce ad ipotizzare che l'imprenditore cui aveva prestato i duemila euro non sia l'unica vittima della sua attività usuraria. Nella casa di Parlongo, inoltre, è stato trovato un coltello a serramanico con il quale l'imprenditore avrebbe minacciato le sue vittime.Informazioni personali
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sabato 7 maggio 2011
BOVALINO. Imprenditore arrestato per estorsione ad un collega
BOVALINO. Aveva prestato duemila euro ad un collega pretendendone la restituzione, con minacce di morte, ad un tasso usurario. La vittima, però, si è ribellata consentendo l'intervento della polizia, che ha arrestato il responsabile. L'imprenditore arrestato è Ferdinando Parlongo, 52 anni, considerato dagli investigatori vicino ad ambienti della 'ndrangheta. L'arresto di Parlongo, titolare di un'impresa di movimento terra, è stato fatto da personale del locale Commissariato, che ha bloccato l'imprenditore nel momento in cui ritirava la somma estorta al collega. Gli investigatori non escludono che il prestito di duemila euro, con un tasso d'interesse del 20 per cento mensile, fosse soltanto l'ultimo di una serie fatti con le stesse modalità da Parlongo al collega. Nell'abitazione dell'arrestato i poliziotti hanno trovato materiale che induce ad ipotizzare che l'imprenditore cui aveva prestato i duemila euro non sia l'unica vittima della sua attività usuraria. Nella casa di Parlongo, inoltre, è stato trovato un coltello a serramanico con il quale l'imprenditore avrebbe minacciato le sue vittime.
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