REGGIO CALABRIA. Sono gravissimi gli episodi di violenza sulle donne perpetrati in poco più di una settimana nella nostra terra. Gallico: la piccola 13enne lapidata e ridotta in fin di vita dal ragazzo 17enne, che le ha sfondato le orbite e ne ha reciso i padiglioni auricolari, provocandole un grave trauma cranico e cercando poi di occultarne il corpo con una lastra granitica. La piccola è ancora in rianimazione. Limbadi (VV): un uomo di 59 anni, che violentava da tempo la propria sorella, è stato fermato solo ieri, quando per le grida lancinanti della disgraziata, qualcuno ha avuto il coraggio di chiamare i carabinieri, che hanno trovato l'uomo nell'atto di sfondare la porta della stanza dove la donna si era rifugiata per sfuggire alle violenze. Messina:un uomo di 66 anni è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di aver violentato la figlia fin da quando la vittima aveva 12 anni. Secondo quanto ricostruito dalle indagini svolte dagli agenti del Commissariato Messina Nord e coordinate dal sostituto procuratore Arena, l'uomo aveva costretto la figlia dall'età di quattro ad assistere ai suoi rapporti sessuali con la moglie, aveva poi cominciato ad abusarne con palpeggiamenti e sfregamenti fino a costringerla ad avere rapporti completi dopo il compimento dei dodici anni. Solo nello scorso febbraio la vittima, ormai adulta, sposata e madre, è riuscita a liberarsi dalla sudditanza psicologica verso il padre, denunciandolo. Questo libro dell’orrore è stato scritto a casa nostra, in poco meno di una settimana. Cosa sta succedendo? L’associazione Ladyterranea, che difende e tutela i diritti delle donne, si mostra seriamente preoccupata dal clima di barbarie e di omertà celato dietro un solare perbenismo preoccupato di dare messaggi di crescita positiva e di uguaglianza sociale, come se certi aspetti della lotta contro le violenze fossero lontani anni luce da noi, da ricercare solo nelle zone dell’estremismo islamico. No, succede a casa nostra. La comunità sociale mostra segni di squilibri e di malattia, retaggio barbarico che si porta dietro da millenni, ma che, a quanto pare, è ancora impresso nel dna di mostri terribili che non hanno più le sembianze degli sconosciuti da cui guardarsi per strada, ma che assumono il volto, ancora più difficile da riconoscere e da accettare, delle persone a noi più care: fidanzato, fratello, padre. E’ cambiato l’identikit sociale dell’Orco: è un volto familiare, che possiede e controlla la nostra sfera affettiva. L’associazione programma dei dibattiti di sensibilizzazione e discussione nelle scuole per arginare il fenomeno,testare il livello di coscienza nei giovani e abituare le nuove generazioni alla denuncia e al dialogo. Oltre che a valori quali la dignità e il rispetto nei confronti delle donne.Serena Cara
vicepresidente Associazione Ladyterranea
vicepresidente Associazione Ladyterranea

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