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martedì 5 aprile 2011

OPERAZIONE ARCHI. Ventuno fermi e cinque ricercati

REGGIO CALABRIA. Ventuno fermi eseguiti e cinque persone ricercate, sono questi i numeri dell’operazione, nome in codice “Archi”, condotta dalla locale Squadra mobile in collaborazione con il Servizio centrale operativo di Roma, contro elementi di primo piano della cosca Tegano. Le indagini, coordinate dal dirigente della Sezione criminalità organizzata, Luigi Silipo, sono state portate a termine sotto le direttive della Direzione distrettuale antimafia reggina (procuratore capo Giuseppe Pignatone, sostituti distrettuali Giuseppe Lombardo, Marco Colamonaci, Beatrice Ronchi). Sono stati inoltre fermati alcuni elementi della cosca Labate, operante nel rione Gebbione, che, secondo gli investigatori, era intervenuta associandosi con i Tegano nell’estorsione ai danni della ditta “New Labor”, società associata al consorzio “Kalos”, incaricata da Trenitalia nell’appalto riguardante la manutenzione e la pulizia dei treni presso la platea lavaggio di Calamizzi. L’indagine, scaturisce anche dalle dichiarazioni di alcuni boss passati tra le fila dei collaboratori di giustizia. A fare dichiarazioni, in particolare, sono stati Roberto Moio, genero del boss Giovanni Tegano, il capo del stesso gruppo criminale, arrestato nell'aprile del 2010 dopo molti anni di latitanza; il boss emergente Antonino Lo Giudice, e Consolato Villani, affiliato allo stesso clan Lo Giudice. Grazie alle loro dichiarazioni ed alle indagini condotte, gli investigatori hanno ricostruito la storia criminale di Reggio degli ultimi anni e le dinamiche di vertice. Tra le persone fermate figura l’attuale reggente della cosca Tegano, Giorgio Benestare, i fratelli del boss Giovanni Tegano, Giuseppe e Bruno, ed un genero, Antonio Lavilla. L'operazione "Archi", sostiene il capo della Squadra mobile Renato Cortese, è un'indagine gemella a quella denominata "Crimine" che aveva disarticolato gli assetti verticistici della malavita organizzata della provincia reggina. Gli arresti di questa mattina dimostrano come il famigerato rione Archi, che nella seconda guerra di 'ndrangheta è stato al centro dello scontro tra destefaniani e condelliani, con decine di morti, non ha mai smesso di essere il quartiere generale di tutte le 'ndrine che operano in città e nel suo hinterland. Tra i fermati anche Giuseppe Rechichi (nella foto), socio privato della società mista Multiservizi Spa. Rechichi, è accusato di associazione mafiosa perchè ritenuto il referente del clan Tegano. Nell' inchiesta, hanno riferito gli investigatori, non è coinvolto il Comune di Reggio Calabria. La Multiservizi è la società costituita tra il Comune e la Gestione servizi territoriali srl, per assumere la gestione dei servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, igiene, pulizia, sicurezza e delle altre attività ausiliarie dei beni demaniali e del patrimonio immobiliare del Comune e di altri soggetti sia pubblici sia privati.

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