GROTTERIA. Continuavano a percepire l'assegno sociale nonostante vivessero in Argentina. Una coppia di coniugi originari di Grotteria, entrambi settantenni, è stata scoperta dai militari della Tenenza della Guardia di finanza di Roccella Jonica nel corso di un’attività di polizia giudiziaria mirata ad accertare eventuali danni erariali e/o condotte penalmente rilevanti poste in essere da alcuni soggetti in ordine alla percezione dell’assegno sociale erogato dall'Inps. Al termine delle indagini, eseguite dai finanzieri e finalizzate alla verifica della permanenza dei requisiti presentati dai coniugi per beneficiare di prestazioni assistenziali, è emerso che la coppia era stata assente dall'Italia per molti anni, per poi tornarvi nell’anno 2005 per circa sei mesi, presentare le pratiche per la residenza in Italia, proporre istanza per ottenere l’assegno sociale (corredata dei requisiti previsti dalla legge: età, residenza in Italia e assenza, o quasi, di reddito) ed aprire un conto corrente bancario. Alla prima riscossione dell'assegno, poi, sono ripartiti ancora una volta per l’Argentina continuando a incassare l'assegno sociale che veniva versato automaticamente sul loro conto corrente. L’assegno sociale, destinato ai più bisognosi, è stato istituito in Italia nel 1996 e ha sostituito la pensione sociale. Si tratta di una prestazione di carattere assistenziale che prescinde del tutto dal pagamento dei contributi e spetta ai cittadini che si trovino in disagiate condizioni economiche. Viene corrisposta ai cittadini che hanno i seguenti requisiti: cittadinanza italiana, residenza effettiva ed abituale in Italia, 65 anni di età, particolari condizioni reddituali personali e del coniuge. Elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale è la residenza effettiva: tale requisito si perfeziona con la dimora stabile ed abituale in Italia, assumendo rilevanza essenziale il rapporto tra il soggetto richiedente la provvidenza ed il luogo. L'Inps procede alla sospensione dell'assegno sociale in caso di permanenza all'estero per un periodo superiore ad un mese. Decorso un anno dalla sospensione dell'assegno sociale le sedi competenti, previa verifica del permanere di tale situazione, provvedono alla revoca del beneficio. L’attività eseguita dalla Tenenza di Roccella Jonica si colloca nella più ampia attività istituzionale di polizia economico-finanziaria svolta dal Corpo della Guardia di finanza per la repressione di quelle tipologie di frodi che vedono coinvolti coloro che ricercano ingiusti benefici danneggiando coloro che ne hanno realmente bisogno e sottraendo così risorse finanziarie al sistema assistenziale. L'operazione svolta si è conclusa con la denuncia alla Procura della Repubblica di Locri dei due soggetti scoperti, al fine di procedere all’incriminazione per i reati di indebita percezione di erogazioni, truffa aggravata ai danni dello stato e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Inoltre, l’Inps ha già provveduto a bloccare i pagamenti che, secondo la legge, devono cessare qualora la residenza effettiva e la dimora abituale in Italia vengano meno. Complessivamente e' stata contestata ai soggetti l'indebita percezione di circa 50 mila euro. La Procura di Locri, dopo aver esaminato gli atti trasmessi dalle Fiamme Gialle, ha concesso il nulla osta per la segnalazione di danno erariale alla Corte dei Conti di Catanzaro.Informazioni personali
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martedì 12 aprile 2011
GROTTERIA. Coniugi percepivano l’assegno sociale, ma vivevano in Argentina
GROTTERIA. Continuavano a percepire l'assegno sociale nonostante vivessero in Argentina. Una coppia di coniugi originari di Grotteria, entrambi settantenni, è stata scoperta dai militari della Tenenza della Guardia di finanza di Roccella Jonica nel corso di un’attività di polizia giudiziaria mirata ad accertare eventuali danni erariali e/o condotte penalmente rilevanti poste in essere da alcuni soggetti in ordine alla percezione dell’assegno sociale erogato dall'Inps. Al termine delle indagini, eseguite dai finanzieri e finalizzate alla verifica della permanenza dei requisiti presentati dai coniugi per beneficiare di prestazioni assistenziali, è emerso che la coppia era stata assente dall'Italia per molti anni, per poi tornarvi nell’anno 2005 per circa sei mesi, presentare le pratiche per la residenza in Italia, proporre istanza per ottenere l’assegno sociale (corredata dei requisiti previsti dalla legge: età, residenza in Italia e assenza, o quasi, di reddito) ed aprire un conto corrente bancario. Alla prima riscossione dell'assegno, poi, sono ripartiti ancora una volta per l’Argentina continuando a incassare l'assegno sociale che veniva versato automaticamente sul loro conto corrente. L’assegno sociale, destinato ai più bisognosi, è stato istituito in Italia nel 1996 e ha sostituito la pensione sociale. Si tratta di una prestazione di carattere assistenziale che prescinde del tutto dal pagamento dei contributi e spetta ai cittadini che si trovino in disagiate condizioni economiche. Viene corrisposta ai cittadini che hanno i seguenti requisiti: cittadinanza italiana, residenza effettiva ed abituale in Italia, 65 anni di età, particolari condizioni reddituali personali e del coniuge. Elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale è la residenza effettiva: tale requisito si perfeziona con la dimora stabile ed abituale in Italia, assumendo rilevanza essenziale il rapporto tra il soggetto richiedente la provvidenza ed il luogo. L'Inps procede alla sospensione dell'assegno sociale in caso di permanenza all'estero per un periodo superiore ad un mese. Decorso un anno dalla sospensione dell'assegno sociale le sedi competenti, previa verifica del permanere di tale situazione, provvedono alla revoca del beneficio. L’attività eseguita dalla Tenenza di Roccella Jonica si colloca nella più ampia attività istituzionale di polizia economico-finanziaria svolta dal Corpo della Guardia di finanza per la repressione di quelle tipologie di frodi che vedono coinvolti coloro che ricercano ingiusti benefici danneggiando coloro che ne hanno realmente bisogno e sottraendo così risorse finanziarie al sistema assistenziale. L'operazione svolta si è conclusa con la denuncia alla Procura della Repubblica di Locri dei due soggetti scoperti, al fine di procedere all’incriminazione per i reati di indebita percezione di erogazioni, truffa aggravata ai danni dello stato e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Inoltre, l’Inps ha già provveduto a bloccare i pagamenti che, secondo la legge, devono cessare qualora la residenza effettiva e la dimora abituale in Italia vengano meno. Complessivamente e' stata contestata ai soggetti l'indebita percezione di circa 50 mila euro. La Procura di Locri, dopo aver esaminato gli atti trasmessi dalle Fiamme Gialle, ha concesso il nulla osta per la segnalazione di danno erariale alla Corte dei Conti di Catanzaro.
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