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venerdì 8 aprile 2011

FERRUZZANO. Tre avvisi di garanzia per la sparatoria sul lungomare

FERRUZZANO. Chiuse con tre avvisi di garanzia le indagini relative alla sparatoria che ha insanguinato il locale lungomare il 15 aprile dello scorso anno, nel corso della quale sono rimaste ferite tre persone, tutti con precedenti e già note alle forze dell’ordine, da subito sospettati di essere parte attiva nell’evento. A seguito delle indagini condotte dal Nucleo operativo della Compagnia carabinieri di Bianco e coordinate dal dottor Federico Nesso della Procura della Repubblica di Locri, sono stati notificati tre avvisi di garanzia nei confronti di: Maurizio Maviglia, 32 anni, di Africo, accusato di tentato omicidio nei confronti di Attilio Vittorio Violi, attinto da 9 colpi d’arma da fuoco, nonché porto e detenzione abusiva di arma comune da sparo (il soggetto è attualmente detenuto presso il carcere di Locri in quanto arrestato il 5 dicembre 2010 dai carabinieri della Compagnia di Bianco per una rapina in abitazione commessa in Sant’Agata del Bianco il 25 novembre 2010); Carmelo Talia, 42 anni, di Ferruzzano, accusato di favoreggiamento personale, in quanto, pur non avendo esploso colpi, ha tentato di eludere le investigazioni mediante ripetute false dichiarazioni in merito ai fatti, al fine di favorire Maviglia; Attilio Vittorio Violi, 47 anni, di Ferruzzano, di fatto domiciliato in Quarto d’Altino (VE), accusato per lesioni personali aggravate dall’uso di arma comune da sparo, nonchè il porto e detenzione abusiva di arma comune da sparo, per aver esploso nei confronti di Maviglia e di Talia due colpi d’arma da fuoco che li attingevano rispettivamente alla gamba destra e sinistra. Dalla ricostruzione investigativa, è apparso evidente come i primi due, incontratisi con il terzo, che era verosimilmente in compagnia di altri, abbiano avuto una discussione, poi trascesa, verosimilmente per motivi di carattere personale. A seguito del dialogo “trasceso”, Violi ha esploso un colpo di pistola che ha attinto di striscio Maviglia alla coscia destra. Quest’ultimo, tutt’altro che impaurito, ha estratto a sua volta l’arma esplodendo all’indirizzo di Violi numerosi colpi d’arma da fuoco, che hanno attinto il soggetto agli arti e all’addome. Pur se colpito in almeno nove punti, Violi è riuscito comunque ad esplodere un ulteriore colpo, che ha raggiunto Talia alla coscia sinistra. Nonostante i numerosi tentativi di eludere le investigazioni da parte delle persone coinvolte nella sparatoria e di coloro che erano sul lungomare quella sera, che immediatamente “bonificarono” la scena criminis al fine di complicare il lavoro della polizia giudiziaria, grazie ad una fitta rete di incroci di dati scientifici (analisi del Ris sui colpi esplosi) e ad un altrettanto fitta attività di informazioni strutturata su interrogatori e intercettazioni telefoniche, si è arrivati a delineare con concreta precisione quanto accaduto, delineando la dinamica di una discussione che, pur escludendo la premeditazione, d’altro canto sottolinea la pericolosità assoluta di soggetti che coscientemente si sono recati ad affrontare un chiarimento, armati di tutto punto. Sin da pochi istanti dopo l’evento, le investigazioni si erano orientate verso l’ipotesi della sparatoria tra i soggetti e non verso la dinamica, da loro rappresentata, di un terzo ignoto veicolo con a bordo sconosciuti che avevano esploso nei loro confronti tutti i colpi.

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