
AMANTEA (CS). Una grossa tartaruga marina appartenente alla specie Caretta caretta, ha mobilitato attorno a sé diversi organi e associazioni in una vera e propria staffetta per la sopravvivenza. Tutto è cominciato con l’avvistamento del grosso rettile marino a circa 200 metri dal porticciolo. Il primo a segnalare la tartaruga è stato il signor Gregorio Bruno insieme ad altri pescatori del luogo, durante il controllo delle reti, sono stati attratti dal grosso guscio della tartaruga , immobile sulla superficie dell’acqua. Non c’è voluto molto per capire il motivo della scarsissima reattività dell’animale: la pinna anteriore destra risultava tumefatta e perdeva molto sangue dalla base, probabilmente a causa della costrizione di un filo di nylon: da qui la decisione di soccorrere subito l’animale, non prima di aver allertato il comandante della locale Guardia costiera maresciallo Fausto De Caria. A quel punto dalla Capitaneria di porto di Vibo Valentia partiva la segnalazione al responsabile per la Calabria del “Progetto Tartarughe” del Wwf, Pino Paolillo che, grazie anche alla collaborazione della stessa Guardia costiera amanteana e ad un mezzo della locale Protezione civile , riusciva a consegnare in breve tempo la tartaruga al personale della Riserva Marina di Isola Capo Rizzuto (KR), per le cure del caso. Da parte sua il veterinario del centro crotonese, Domenico Piro, viste le precarie condizioni della tartaruga, una femmina di una ventina d’anni di età, che misura 75 cm di carapace, si è subito prodigato con tutti i mezzi per cercare di salvarle la vita. Dopo questo ennesimo intervento il Wwf rinnova l’appello a tutti i pescatori che dovessero catturare accidentalmente una tartaruga, affinché lo segnalino subito alla Capitaneria di porto (numero verde 1530): spesso basta una telefonata per salvare un animale che, se abbandonato con un amo in gola, rischia di morire lentamente. L’altro fronte sul quale il Wwf intende ribadire il proprio impegno, è quello della tutela dei siti di nidificazione della specie Caretta caretta che, grazie alle ricerche dell’Università della Calabria, nella nostra regione, specie sul versante ionico della provincia reggina, sono i più numerosi d’Italia. A tal proposito anche quest’anno partirà il campo di sorveglianza di Palizzi Marina (RC) che richiama ogni estate decine di volontari da tutta Italia.

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