
REGGIO CALABRIA. Quattro persone sono state arrestate, in flagranza di reato, dalla Squadra mobile perché ritenuti responsabili di una rapina aggravata in danno dell’agenzia 1 della Bnl. Si tratta di Francesco Scalise, 24 anni, autotrasportatore di Petilia Policastro in provincia di Crotone, pregiudicato per resistenza a pubblico ufficiale, Silvano Scalise, 22 anni, anche lui di Petilia Policastro, barista, pregiudicato per ricettazione, stupefacenti ed altro, Antonino Scappatura, 52 anni, macellaio di Reggio Calabria, pluripregiudicato, Umberto Gentile, 26 anni, imbianchino incensurato, di Petilia Policastro. Introno alle ore 10:30 di stamani, nell’agenzia Bnl di via CardinalePortanova è stata compiuta una rapina da due malviventi armati di taglierini. Grazie al blocco elettronico delle casseforti, il raid ha fruttato solo il misero bottino di circa 300 euro. Immediatamente, gli investigatori della 5ª Sezione “reati contro il patrimonio”, coordinati dal dottor Francesco Giordano, hanno avviato l’attività d’indagine.

I detective della Squadra mobile, diretta dal dottor Renato Cortese, hanno accertato che l’artefice principale della vicenda è Antonino Scappatura, il quale avrebbe fornito ai tre complici crotoniati la base logistica e tutte le informazioni necessarie per portare a termine la rapina all’istituto di credito. «I quattro, - ha spiegato il questore Carmelo Casabona – subito dopo la rapina si sono nascosti in una abitazione di Scappatura, ubicata in via Corvo, dove sono stati rintracciati ed arrestati dopo pochi minuti». All’interno dell’abitazione di Scappatura, che è stata posta sotto sequestro, sono stati anche trovati i due taglierini, la refurtiva (banconote e monete) ed altro materiale cartaceo, tra cui un passaporto informatico in bianco che è attualmente al vaglio degli inquirenti.I poliziotti, inoltre, hanno posto sotto sequestro due autovetture, una Citroen Saxo che era nella disponibilità di Antonino Scappatura, ed una Fiat Bravo in uso a Umberto Gentile, che secondo gli investigatori sarebbero state utilizzate dai rapinatori per compiere i sopralluoghi e la rapina.

Una ulteriore prova a carico degli arrestati è rappresentata dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della banca, dalle quali è stato possibile individuare con certezza i cugini Francesco e Silvano Scalise. Questi ultimi due sono stati anche identificati dal direttore e dagli impiegati dell’agenzia 1, che li hanno riconosciuti come i soggetti che erano entrati nella banca. Tutti gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati nella Casa circondariale di via San Pietro a disposizione del sostituto procuratore di turno Mario Venditti.

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