
PALMI. Due persone sono state tratte in arresto in due distinti servizio compiuti dal personale del locale Commissariato, diretto dal vice questore aggiunto Diego Trotta. Il primo arresto, effettuato in flagranza del reato di evasione dagli arresti domiciliari, è stato compiuto dagli agenti della Squadra volante. In manette è finto Rocco Violi, palmese di 56 anni. I poliziotti, nel corso di un servizio di controllo del territorio, nell’effettuare i rituali controlli nei confronti di soggetti sottoposti ad obblighi vari e misure coercitive e detentive presso le rispettive abitazioni, hanno notato Violi mentre camminava a circa 50 metri dalla propria abitazione nonostante fosse ristretto in regime di arresti domiciliari. L’arrestato annovera precedenti specifici (già deferito più volte per evasione) ed altri pregiudizi per reati contro la persona ed il patrimonio. Il secondo arresto è stato eseguito a Seminara dal personale della Squadra di polizia giudiziaria in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Daniela Tortorella a conclusione di investigazioni condotte congiuntamente dal locale Commissariato e dalla Squadra mobile della Questura di Genova. L’arrestato è Rocco Gangemi, 33 anni, di Seminara, pluripregiudicato per armi, detenzione e commercio di sostanze stupefacenti ed altri reati. A Gangemi è contestata la detenzione illecita di almeno due armi comuni da sparo rinvenute in un box in uso al cugino Antonino Gangemi e sequestrate dalla Polstato nel 2009, tra cui una pistola e caricatore con 6 cartucce calibro 7,62x25 e un’altra pistola certamente clandestina, poi ceduta al cugino Antonino. Rocco Gangemi, inoltre, deve rispondere di detenzione di almeno un’arma comune da sparo clandestina (pistola di fabbricazione cinese modello NZ75 calibro 9 con caricatore inserito contenente 13 cartucce, o, comunque, una pistola Beretta calibro 32 auto CBC con caricatore contenente 7 cartucce e silenziatore, priva del numero di matricola), anche questa ceduta al cugino Antonino Gangemi. La misura cautelare eseguita stamani scaturisce da investigazioni condotte dalla polizia di Stato nel 2009 su un sodalizio criminale composto prevalentemente da soggetti di origini calabresi e reggine trapiantati in Liguria e colà operanti. Tali investigazioni erano, dapprima, culminate nell’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Genova il 17 giugno dello scorso anno, a carico di 14 persone tra le quali l’odierno arrestato. Successivamente, a seguito di declaratoria d’incompetenza territoriale, la posizione di Gangemi è stata stralciata e trasmessa al gip di Palmi, trattandosi, nel caso specifico, di fatti accertati a Seminara. L’ulteriore attività d’indagine del Commissariato palmese ha permesso di ottenere nuovi riscontri probatori comunicati alla locale Procura della Repubblica e poi confluiti nell’odierna misura cautelare in carcere. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Andrea Papalia. Dopo le formalità di rito, Rocco Gangemi è stato associato presso la locale Casa circondariale.

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