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venerdì 18 marzo 2011

CASO ZAPPALA'. Cara: «I carabinieri allargano i sospetti al palazzo di giustizia. Dov'è il confine tra il lecito e l'illecito?»

REGGIO CALABRIA. Sospette complicità dentro il palazzo di Giustizia. La zona grigia arriva dentro il tribunale. Già denunciati due cancellieri per la vicenda di Santi Zappalà, ex consigliere regionale arrestato il 21 dicembre scorso per concorso in associazione mafiosa e corruzione elettorale aggravata; le microspie avevano registrato le sue visite al boss della ' ndrangheta Giuseppe Pelle quando era andato a proporre: «Vediamo se possiamo trovare un accordo, se ci sono le condizioni», e il capo-cosca aveva risposto: «Ma da parte nostra, dottore, ci sarà sempre il massimo impegno». E fin qui era storia nota.

Ma il problema, ben più grave, è un altro. I carabinieri del Ros fanno sapere in un'annotazione che i sospetti arrivano dentro il Palazzo di Giustizia. Si parla di sospette complicità, che per ora si fermano alla denuncia di un paio di cancellieri, ma puntano molto più in alto. Chi è "Il Presidente", grasso e potente di cui parla il fratello di Santi, Ninì, durante le loro conversazioni nel carcere che avrebbe dovuto corrompere i magistrati, PAGANDOLI, per la scarcerazione d Zappalà, come già aveva fatto in altre occasioni (è questo che emerge dalle registrazioni delle conversazioni in carcere tra i due fratelli)? "Stiamo lavorando da fuori fratello...è arrivata la discesa...guardami negli occhi, stà tranquillo...parla e scrivi di meno..."; chi sono questi complici? Perchè a gennaio, il tribunale del riesame aveva annullato l' arresto di Zappalà per concorso con la ' ndrangheta confermandolo solo per la corruzione elettorale? Mancanza di prove...DOMANDA SCOMODA: perchè se, noti i rapporti di Zappalà con la cosca Pelle, erano state impiantate solo microspie e MAI sottoposto a intercettazione telefonica lo stesso cellulare dell'ex sindaco di Bagnara? Chi si sta proteggendo? E' forse più comoda l'accusa per corruzione elettorale piuttosto che quella di concorso in associazione mafiosa? Avrebbe fagocitato, magari, più pesci e non il solo Zappalà? In un momento in cui tutto è sottocontrollo, che senso hanno microspie diffuse e non il CELLULARE sotto intercettazione?? Il 9 febbraio scorso, il giudice respinge l' istanza di scarcerazione, e l' indomani Santi Zappalà riceve di nuovo, nel penitenziario sardo di Bad e Carros, la visita del fratello che gli confida che avevano saputo il contenuto delle intercettazioni ambientali segretissime dei loro colloqui: «Praticamente quello della Cancelleria gli ha detto "vedi di non nominare quello che"... che non si è saputa la cosa che il Presidente gli aveva detto chi l' aviva a cacciare , qua perché abbiamo parlato noi... per questo si è venuto a sapere... per questo ti dico va bene, stai più tranquillo Santo...non parlare, non scrivere». Il riferimento al «presidente»....., per i carabinieri, è proprio alla persona che doveva occuparsi della scarcerazione. Chi è questo PRESIDENTE CHE MUOVE LE CARTE DENTRO IL PALAZZO DI GIUSTIZIA?
Serena Cara

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