REGGIO CALABRIA. Negli ultimi mesi abbiamo assistito alle grida disperate di Maria Lauricella, madre della piccola Giulia, una bambina di Corigliano (CS) afflitta da una grave malformazione celebrale, ritardo neuromotorio e da crisi epilettiforme focali. Questa la diagnosi del Bambin Gesù di Roma, arrivata dopo vari esodi negli ospedali calabresi di Corigliano Calabro e dell’Annunziata diCosenza, dove più volte la bimba, ricoverata in codice rosso, è stata dimessa con l’erronea diagnosi di disturbi nell’alimentazione e area nello stomaco. Da allora, la vita per la famiglia di Giulia è stata un inferno: in nove mesi sono state circa 19 le “trasferte”all’ospedale romano e tutto a carico della famiglia stessa. Situazione economica aggravata dal fatto che il marito della sign.ra Lauricella, Gabriele Montera, percepisce la pensione di 265 euro perché invalido. Dopo vari appelli – rimasti, peraltro, inascoltati – al Comune di Corigliano, alla Regione Calabria e alle istituzioni tutte per il sostegno economico di una famiglia alle soglie della povertà, parte la gara di solidarietà su fb, sostenuta dal gruppo MareionioKR, AngeliBianchi, e Fronte Verde Calabria.

Tante le promesse.Tante le lettere aperte e gli appelli alla solidarietà comunicati a mezzo stampa. Le risposte? Solo dai privati cittadini o dalle associazioni (soprattutto Mareionio) che hanno sposato la causa, mai dalle istituzioni. Ma la Costituzione garantisce il diritto alla Salute, e le leggi italiane tutelano le famiglie a basso reddito. Perché in Calabria le leggi a tutela della salute e a tutela delle famiglie non benestanti non esistono? Tutte queste notizie sono già in corso sui network e c’è pure un c/c per chi volesse sostenere la piccola Giulia – oltre che un gruppo, a lei dedicato, su fb - . Ma il vero scandalo è un altro. Partiamo dal Comune, che si è limitato ad erogare alla famiglia solo i soldi del biglietto del pullman per raggiungere la capitale. La domanda è la seguente: tra i capi di spesa del Comune, erano previsti dei fondi per la solidarietà. Che fine hanno fatto questi preventivi di spesa? Qualche mese fa, ci fu una polemica sulle tv locali, sui trasferimenti d’ufficio di fondi. Gli atti amministrativi sono una cosa pubblica e si ha il diritto alla trasparenza e alla chiarezza. Chiediamo adesso delle risposte ufficiali. Tra l’altro. Il Sindaco del Comune di Corigliano è una donna, Pasqualina Straface. E’ notizia recente (23 febbraio 2011), di un’interrogazione, a risposta scritta, dell’On. Angela Napoli al Ministero dell’Interno per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso dello stesso sindaco Strafaci. L’interrogante aveva ritenuto di dover rivolgere la richiesta a seguito dell’operazione denominata “Santa Tecla”, che in data 21 luglio 2010, su disposizione della DDA di Catanzaro, aveva portato a 67 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di presunti appartenenti e affiliati ad una pericolosa organizzazione ‘ndranghetistica con la base nell’alto Ionio cosentino, ed in particolare nella Città di Corigliano; fra le persone arrestate sono risultate anche Mario e Franco Straface, imprenditori e fratelli del Sindaco di Corigliano, Pasqualina Straface, assegnati, nel mese di agosto 2010 al regime di isolamento carcerario (41 bis). Dall’inchiesta e dalle relative indagini, era emerso il ruolo dei due fratelli Straface nell’ambito dell’organizzazione malavitosa coriglianese, riuscendo ad ottenere commesse di lavori edili, ma anche sulle elezioni comunali svoltesi a Corigliano nel 2006, nonché sulle elezioni comunali del 2009 che hanno portato all’elezione nella carica di Sindaco, proprio la sorella Pasqualina Straface; sono emersi, altresì, contatti tra il Sindaco, Pasqualina Straface, ed un parente molto stretto di Santo Carelli, boss fondatore della consorteria ‘ndranghetista di Corigliano, oggi condannato all’ergastolo con sentenza definitiva. I contatti risalgono al periodo immediatamente precedente alle ultime elezioni comunali del 2009 e rivelano, tra l’altro, una raccomandazione fatta dal candidato sindaco, Pasqualina Straface, al familiare del “mammasantissima”, per mantenere l’appoggio promesso alla sua candidatura, anche con l’inserimento di un altro parente nelle sue liste, garantendo in cambio il mantenimento per se stessa della delega alla pesca (garanzia poi mantenuta) e tranquillizzando così tutta la marineria coriglianese, storicamente controllata proprio dalla famiglia Carelli. Negli ultimi giorni del mese di agosto 2010, anche il Sindaco di Corigliano, Pasqualina Straface, è stata iscritta nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. A questo punto nasce un’altra domanda aperta ai cittadini e alle istituzioni, con la speranza che qualcuno possa fornire una risposta: perché, a tutt’oggi, dopo ben 6 mesi dell’insediamento della Commissione d’Accesso, il Comune di Corigliano (CS) non è stato ancora sciolto per infiltrazione mafiosa? Sembra davvero ingiustificabile questo silenzio calato sull’esito della Commissione d’Accesso. Parliamo spesso di lotta alla ‘ndrangheta. Ma la vera lotta, non è forse quella di andare fino in fondo, di porsi delle domande e di pretendere delle risposte? Come possono essere giustificabili questi legami tra politica e crimine? E intanto l’unica certezza che abbiamo è che la povera Giulia sta in bilico tra la vita e la morte colpevole di essere innocente. Le istituzioni, che dovrebbero tutelarla, risultano invece innocenti per essere colpevoli.
Serena Cara

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