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giovedì 17 febbraio 2011

MAXI TRUFFA BANCHE. La mente è un reggino di Mammola

GENOVA. Documenti falsi per soldi veri, tanti soldi quanti se ne possono ottenere con più di 100 mutui accesi in banche diverse grazie alla complicità di funzionari di banca infedeli che per una 'cagnotta' di qualche migliaia di euro agevolavano il buon esito di pratiche basate su dichiarazioni dei redditi, Cus e buste paga fasulli. Il capo dell'organizzazione che è riuscito a sfilare mutui per oltre 25 milioni di euro è un pregiudicato reggino, residente a Mammola. Nicodemo La Rosa, 51 anni, aveva come braccia operative il figlio di 29 anni e un commercialista di Albenga di 62 anni. I tre sono stati arrestati all'alba dalla Guardia di finanza che ha ricostruito il flusso di denaro e il metodo truffaldino con analisi specifiche. All'associazione a delinquere creata da La Rosa aderivano oltre 107 persone: 'teste di legno' titolari e riserve (nel caso le prime fossero malate) che si impegnavano a farsi intestare i mutui, due commercialisti di Genova e Rapallo, un intermediario finanziario-immobiliare di Genova, tre funzionari in forza a tre banche diverse tutte di caratura nazionale e otto periti incaricati di sopravvalutare immobili dati in garanzia al momento della richiesta dei mutui. Nei conti dell'organizzazione sono finiti 17 milioni di euro netti le cui tracce parziali sono state trovate dalla Guardia di finanza.

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